Comprare un’auto guardando soltanto la rata mensile è uno dei modi più semplici per perdere di vista quanto la macchina costerà davvero. Una rata da 299 euro può sembrare molto più sostenibile di un pagamento immediato da 25.000 o 30.000 euro, ma sono due numeri che non possono essere confrontati direttamente: il primo rappresenta solo una piccola porzione del costo, mentre il secondo rappresenta quasi interamente il prezzo del bene. Quando valuto un finanziamento, quindi, la domanda che mi interessa non è “quanto pago al mese?”, ma piuttosto: “quanti euro saranno usciti complessivamente dal mio patrimonio quando avrò finito di pagare questa macchina?”. È da qui che secondo me dovrebbe partire qualsiasi confronto.

Il prezzo dell’auto e il costo per comprarla non sono la stessa cosa

Immaginiamo un’auto con un prezzo di 28.000 euro. Se la pagassi immediatamente, trascurando per un momento assicurazione, bollo, manutenzione e altri costi di utilizzo, il costo dell’acquisto sarebbe semplice: 28.000 euro. Con un finanziamento il ragionamento cambia. Potrebbero esserci un anticipo iniziale, decine di rate, interessi, spese di istruttoria, commissioni, eventuali polizze e magari una maxi rata finale. Il costo totale dell’auto acquistata a credito può quindi essere rappresentato, in modo molto semplice, così:

Anticipo + somma di tutte le rate + maxi rata finale + costi non già compresi nelle rate

È questo importo che dovrebbe essere confrontato con il prezzo che avremmo pagato acquistando la stessa automobile senza finanziamento. La normativa sul credito ai consumatori definisce infatti il costo totale del credito considerando interessi e altri costi connessi al finanziamento, comprese commissioni, imposte e, in determinate condizioni, servizi accessori come alcune assicurazioni.

TAN e TAEG: perché guardare soltanto il tasso può ingannare

Nei preventivi troviamo normalmente almeno due percentuali: TAN e TAEG. Il TAN, cioè Tasso Annuo Nominale, misura essenzialmente il tasso utilizzato per calcolare gli interessi sul capitale finanziato. È importante, ma non rappresenta necessariamente tutto ciò che pagheremo. Il TAEG, Tasso Annuo Effettivo Globale, cerca invece di rappresentare il costo complessivo del credito in termini percentuali annui. Comprende non soltanto gli interessi, ma anche gli altri costi rilevanti collegati al finanziamento. Per questo la Banca d’Italia indica il TAEG come parametro da utilizzare nel confronto tra finanziamenti aventi caratteristiche analoghe. Supponiamo, per esempio, di leggere:

VoceFinanziamento
TAN6,90%
TAEG8,20%

Dire semplicemente che stiamo ottenendo il denaro “al 6,90%” sarebbe incompleto. Quel 6,90% descrive gli interessi nominali, mentre il costo effettivo dell’operazione risente anche degli altri oneri. Per questo, davanti a due offerte con TAN simili, il TAEG può essere molto diverso.

Facciamo un esempio completo

Consideriamo un’auto che costa 28.000 euro. Versiamo un anticipo di 6.000 euro e finanziamo i restanti 22.000 euro per cinque anni. Ipotizziamo, esclusivamente per costruire un esempio matematico, un TAN del 7,5%. Con 60 rate mensili, la rata finanziaria sarebbe di circa 440,83 euro. Alla fine avremmo pagato:

VoceImporto
Prezzo dell’auto28.000 €
Anticipo6.000 €
Capitale finanziato22.000 €
60 rate da circa 440,83 €26.450 €
Interessi incorporati nelle ratecirca 4.450 €

Se aggiungessimo, per esempio, 350 euro di spese iniziali e 3 euro al mese di altre spese per 60 mesi, avremmo ulteriori 530 euro. Il costo complessivo diventerebbe quindi circa:

6.000 + 26.450 + 350 + 180 = 32.980 euro

L’auto da 28.000 euro ci sarebbe costata quasi 33.000 euro, cioè circa 4.980 euro in più. Non significa automaticamente che finanziare l’auto sia sbagliato. Significa semplicemente che il servizio finanziario ha un prezzo e che quel prezzo deve essere quantificato prima di decidere.

La rata bassa può nascondere una maxi rata

Negli ultimi anni sono diventate molto comuni formule che consentono di avere rate mensili relativamente contenute lasciando una parte importante del valore dell’automobile alla fine del contratto. Facciamo un altro esempio. Auto da 30.000 euro, anticipo di 5.000 euro, 36 rate da 299 euro e rata finale da 15.000 euro. Se guardiamo soltanto il messaggio “299 euro al mese”, l'automobile sembra particolarmente accessibile. Facendo invece il conto:

5.000 + (299 × 36) + 15.000 = 30.764 euro

E non abbiamo ancora aggiunto gli eventuali interessi o costi ulteriori non già ricompresi negli importi ipotizzati. La maxi rata non è necessariamente negativa. Può avere senso per chi sa già come gestirla. Il problema nasce quando viene mentalmente trattata come qualcosa che riguarderà il “me stesso del futuro”. Quei 15.000 euro sono un debito già oggi, anche se diventeranno materialmente esigibili tra tre anni.

“Ma con il finanziamento mi fanno lo sconto”

Questo è uno dei casi più interessanti, perché può cambiare completamente il confronto. Un concessionario potrebbe proporre:

Modalità di acquistoPrezzo proposto
Senza finanziamento30.000 €
Con finanziamento27.500 €

A prima vista sembrerebbe assurdo pagare in contanti: finanziando l’acquisto otteniamo 2.500 euro di sconto. Ma dobbiamo completare il calcolo. Se interessi, commissioni e altri costi del finanziamento ammontassero complessivamente a 4.500 euro, il costo reale diventerebbe:

27.500 + 4.500 = 32.000 euro

A quel punto lo “sconto” di 2.500 euro non avrebbe prodotto un risparmio finale: avremmo speso 2.000 euro in più rispetto ai 30.000 euro richiesti pagando senza finanziamento. Potrebbe però verificarsi anche la situazione opposta. Se lo sconto fosse molto elevato e il finanziamento poco costoso, l’offerta finanziata potrebbe risultare economicamente interessante. Per questo non utilizzerei mai una regola assoluta del tipo “i finanziamenti delle concessionarie non convengono” oppure “conviene sempre finanziare perché fanno gli sconti”. Bisogna fare i conti.

Il documento che chiederei prima di firmare

Prima della conclusione di un contratto di credito al consumatore, il finanziatore o l’intermediario deve mettere a disposizione il SECCI, cioè il documento contenente le Informazioni europee di base sul credito ai consumatori. Il documento riporta elementi fondamentali come importo del finanziamento, durata, rate, tassi, TAEG, costi e informazioni sui principali diritti del consumatore. La Banca d’Italia sottolinea inoltre che il SECCI deve essere consegnato gratuitamente prima della firma, proprio per consentire al cliente di esaminare e confrontare l’offerta. Se dovessi confrontare due finanziamenti auto, quindi, non mi limiterei alla pubblicità o al preventivo commerciale. Metterei uno accanto all’altro i due SECCI, assicurandomi però che importo finanziato e durata siano comparabili. Confrontare un finanziamento da 20.000 euro per quattro anni con uno da 24.000 euro per sette anni osservando soltanto il TAEG avrebbe infatti poco senso: sono operazioni differenti.

Le sette cifre che guarderei

Prima di decidere, ricostruirei almeno questi elementi:

L’ultima cifra è quella che spesso restituisce immediatamente le proporzioni dell’operazione. Una rata da 350 euro può sembrare bassa. Ma 350 euro pagati per 84 mesi significano 29.400 euro. Sette anni sono inoltre un periodo molto lungo nella vita di un’automobile. Potremmo trovarci ancora a pagare il finanziamento mentre il veicolo ha già perso una parte rilevante del proprio valore e comincia a richiedere manutenzioni più costose.

C’è poi il costo opportunità

Finora abbiamo ragionato come se esistessero soltanto due alternative: spendere subito il denaro oppure pagare interessi. In realtà esiste anche il costo opportunità, cioè ciò a cui rinunciamo scegliendo una determinata alternativa. Se possiedo 30.000 euro e li utilizzo tutti per acquistare l’auto, non potrò più utilizzare quella liquidità per altre esigenze, emergenze o investimenti. Questo è un argomento spesso utilizzato a favore del finanziamento: “Tengo i miei soldi investiti e finanzio l’auto.” Il ragionamento può essere valido, ma soltanto facendo un confronto coerente. Se il finanziamento mi costa, per esempio, l’8% effettivo annuo, non basta dire che “investendo quei soldi potrei guadagnare di più”. Un rendimento finanziario futuro non è normalmente certo, mentre il costo contrattuale del finanziamento lo è molto di più.

Confrontare un costo certo dell’8% con un rendimento azionario atteso dell’8% come se fossero equivalenti significa ignorare completamente il rischio. Al contrario, utilizzare tutta la propria liquidità per evitare qualsiasi finanziamento potrebbe essere altrettanto poco razionale se ci lasciasse senza un fondo per gli imprevisti. La scelta corretta non dipende quindi soltanto dal tasso, ma anche dalla propria struttura patrimoniale e dalla propria capacità di assorbire spese inattese.

Estinguere prima il finanziamento può ridurne il costo

Un altro elemento da conoscere è che il credito al consumo può essere rimborsato anticipatamente, anche soltanto in parte. In questo caso il consumatore ha diritto a una riduzione dei costi collegata alla minore durata del contratto. In determinate circostanze il finanziatore può prevedere un indennizzo, che secondo la guida della Banca d’Italia non può normalmente superare l’1% della somma rimborsata quando manca più di un anno alla scadenza e lo 0,5% quando la durata residua è pari o inferiore a un anno, fatte salve le eccezioni previste dalla disciplina. Questo aspetto può diventare particolarmente importante per chi sottoscrive oggi un finanziamento ma prevede di avere maggiore liquidità nei prossimi anni. È comunque necessario leggere il contratto specifico e quantificare l’effettivo beneficio dell’estinzione.

Il vero errore è ragionare sulla rata massima che possiamo permetterci

Secondo me questo è il passaggio più importante. Quando acquistiamo qualcosa a rate tendiamo naturalmente a trasformare il problema da “quanto costa?” a “posso permettermi 400 euro al mese?”. Ma sono domande diverse. Potrei essere perfettamente in grado di pagare 500 euro al mese e contemporaneamente stare acquistando un’automobile a condizioni finanziarie poco convenienti. La sostenibilità della rata riguarda il cash flow personale, cioè la capacità di sostenere l'uscita periodica. La convenienza economica riguarda invece il costo complessivo dell'operazione. Un finanziamento dovrebbe superare entrambi i test. La Banca d’Italia richiama espressamente l’attenzione sulla necessità di valutare le proprie entrate e la capacità di sostenere le rate nel tempo, considerando anche la possibilità che durante il finanziamento si verifichino eventi imprevisti.

Quindi, comprare un’auto a rate conviene?

Non esiste una risposta generale. Il finanziamento può essere uno strumento utile per distribuire nel tempo un esborso importante, preservare parte della liquidità o accedere a determinate condizioni commerciali. Ma trasformare un prezzo elevato in una piccola rata mensile non rende automaticamente l’acquisto meno costoso. Prima guarderei il prezzo dell’auto senza finanziamento. Poi ricostruirei anticipo, rate, maxi rata e tutti i costi. Infine confronterei il totale con l’alternativa. È un metodo banale, ma elimina buona parte delle illusioni create dalla rata mensile. Quando vedo scritto “a soli 299 euro al mese”, quindi, il numero che vorrei conoscere non è 299. È quello che compare dopo aver sommato tutto.

Nota: Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e divulgative. Non costituisce consulenza finanziaria, creditizia, fiscale o legale e non sostituisce la valutazione delle condizioni contrattuali del singolo finanziamento.