1. Come si studia e si traduce il latino
Questo manuale accompagna lo studio della grammatica latina classica, dalle prime declinazioni alla sintassi dei periodi complessi. Il percorso è pensato per la scuola superiore e per il ripasso universitario delle basi: spiega le forme, il loro funzionamento nella frase e il modo in cui si traducono. La lingua degli autori presenta anche usi poetici, arcaici e individuali; quando una regola descrive soprattutto la prosa classica, non va trasformata in un divieto valido per ogni testo latino.
Il latino è una lingua flessiva. La funzione di una parola dipende spesso dalla sua terminazione, non dalla posizione nella frase. In Puella poetam laudat la ragazza loda il poeta. In Poetam puella laudat i rapporti grammaticali sono gli stessi, anche se cambia il rilievo dato alle parole. In Poeta puellam laudat, invece, cambiano le terminazioni e quindi chi compie e chi riceve l’azione. La traduzione comincia dall’analisi, non dalla sostituzione meccanica di ogni parola con la prima voce trovata sul dizionario.
Il percorso di apprendimento
| Fase | Che cosa imparare | Che cosa saper fare |
|---|---|---|
| Fondamenti | Suoni, sillabe, casi, concordanze | Leggere una parola e distinguere tema e desinenza |
| Morfologia nominale | Cinque declinazioni, aggettivi e pronomi | Riconoscere tutte le analisi possibili di una forma |
| Morfologia verbale | Paradigmi, tempi, modi, diatesi | Risolvere una forma e risalire al lemma |
| Sintassi | Casi, proposizioni, tempi relativi | Ricostruire i rapporti fra le parti della frase |
| Traduzione | Lessico e organizzazione del periodo | Produrre un italiano preciso e naturale |
Una procedura che evita gli errori più comuni
Leggi prima tutto il periodo, cerca i verbi e separa le proposizioni. Per ogni verbo stabilisci modo, tempo, persona e diatesi; cerca poi il soggetto e gli eventuali complementi richiesti dalla sua costruzione. Riconosci i gruppi nominali attraverso la concordanza e collega pronomi e participi ai loro referenti. Solo a questo punto scegli fra i significati compatibili del dizionario. Rileggi infine la traduzione italiana e controlla che negazioni, rapporti temporali e soggetti siano rimasti quelli del testo.
Una forma può avere più analisi: rosae può essere genitivo o dativo singolare, nominativo o vocativo plurale. È il contesto a decidere. Scrivere subito “della rosa” e forzare tutto il resto intorno a questa scelta è uno degli errori più frequenti. Anche un paradigma va imparato come una piccola mappa: permette di riconoscere forme apparentemente lontane, come fero, tuli e latus.
2. Alfabeto, pronuncia, sillabe e accento
Pronuncia scolastica e pronuncia restituita
Le edizioni moderne distinguono normalmente u vocalica e v consonantica, mentre la scrittura romana impiegava V per entrambi i valori. La I poteva rappresentare una vocale o una consonante simile alla “i” di “ieri”. J e W non appartengono all’alfabeto classico; Y e Z furono impiegate soprattutto per prestiti greci. Il latino non possiede articoli: liber può significare “un libro” o “il libro” secondo il contesto.
In Italia si usa spesso la pronuncia scolastica o ecclesiastica, diversa dalla ricostruzione della pronuncia classica detta restituita. Sono due convenzioni da conoscere, senza mescolarle. L’accento delle parole non si ricava dalla pronuncia italiana del loro derivato: va riconosciuto attraverso la quantità della penultima sillaba.
| Segno o gruppo | Scolastica italiana | Restituita classica |
|---|---|---|
| c, g davanti a e, i, ae, oe | Suoni dolci come in “cena”, “giro” | Sempre velari: k e g dura |
| ae, oe | Di solito e | Dittonghi distinti |
| v consonantica | Come v italiana | Approssimante simile alla w inglese |
| ti + vocale | Spesso zi; resta ti dopo s, t, x e in specifiche eccezioni | Sempre t + i |
| gn | Spesso come in “gnomo” | Pronuncia ricostruita distinta, con articolazione velare/nasale |
| h | Muta | Aspirazione, già debole in vari contesti antichi |
| ph, th, ch | Di solito f, t, k | Originariamente occlusive aspirate nei prestiti greci |
| y | Normalmente i | Vocale anteriore arrotondata nei prestiti greci |
| qu | Come in “quale” | Gruppo labiovelare; la u non costituisce una sillaba autonoma |
Vocali, dittonghi e divisione sillabica
Le vocali possono essere brevi o lunghe: ă e ā, per esempio, rappresentano quantità diverse. La quantità può distinguere forme: rosă è nominativo o vocativo singolare, rosā ablativo singolare. I dittonghi più comuni sono ae, oe, au; eu e altri gruppi hanno distribuzione più limitata. Due vocali vicine non formano necessariamente un dittongo: in poëta la dieresi segnala la separazione di o ed e.
Una consonante fra vocali si unisce normalmente alla sillaba seguente; due consonanti si dividono, salvo gruppi che possono costituire un attacco unico. Si sillaba a-mi-cus, bel-lum, cas-tus, reg-num; qu resta unito. Il gruppo di occlusiva più liquida, come tr o pl, può comportarsi in modo diverso nella scansione poetica. Le sillabe sono aperte se terminano in vocale e chiuse se terminano in consonante: la loro quantità non coincide sempre con quella della sola vocale.
Le regole dell’accento
Nei bisillabi l’accento cade normalmente sulla prima sillaba. Nelle parole di tre o più sillabe cade sulla penultima, se questa è lunga; altrimenti sulla terzultima. Una sillaba è lunga se contiene una vocale lunga o un dittongo, oppure se è chiusa: la tradizionale formula “vocale seguita da due consonanti” descrive molti casi di lunghezza per posizione. Una vocale davanti a un’altra vocale è generalmente breve, con eccezioni da verificare sul dizionario. Non allungare la vocale soltanto perché la sillaba è lunga per posizione.
La regola della penultima spiega amīcus (amìcus) e domĭnus (dòminus). Le enclitiche, come -que, possono modificare l’accentazione del gruppo: nella lettura scolastica si considera l’accento prima dell’enclitica, con eccezioni lessicalizzate come itaque. Alcune parole contratte e forme particolari richiedono attenzione; le regole generali dell’accento non sostituiscono l’indicazione del dizionario nei casi dubbi.
3. Flessione, casi, genere e concordanza
Un nome latino si cita con nominativo e genitivo singolare, seguiti dal genere: rosa, rosae, f., rex, regis, m., corpus, corporis, n.. Il genitivo identifica la declinazione e, soprattutto nella terza, permette di trovare il tema pratico cui aggiungere le desinenze. Da regis otteniamo reg-, da corporis otteniamo corpor-: non si devono costruire gli altri casi aggiungendo terminazioni al nominativo.
I generi sono maschile, femminile e neutro; i numeri singolare e plurale. Il genere grammaticale non coincide necessariamente con il sesso biologico o con il genere della traduzione italiana. Manus è femminile e bellum neutro. L’aggettivo concorda con il nome in genere, numero e caso, ma può appartenere a una declinazione diversa: poeta bonus è corretto perché poeta è maschile, anche se termina in -a.
| Caso | Funzione principale | Esempio |
|---|---|---|
| Nominativo | Soggetto; nome del predicato | puella cantat: la ragazza canta |
| Genitivo | Specificazione e altre relazioni | liber puellae: il libro della ragazza |
| Dativo | Destinatario, interesse; reggenze verbali | puellae librum do: do un libro alla ragazza |
| Accusativo | Oggetto; direzione, durata e altri usi | librum lego: leggo un libro |
| Vocativo | Persona o cosa chiamata | Marce, veni: Marco, vieni |
| Ablativo | Mezzo, causa, separazione, circostanza e altre funzioni | gladio pugnat: combatte con la spada |
| Declinazione | Genitivo singolare | Modello |
|---|---|---|
| Prima | -ae | rosa, rosae |
| Seconda | -ī | dominus, domini |
| Terza | -is | rex, regis |
| Quarta | -ūs | fructus, fructus |
| Quinta | -eī | res, rei |
Neutro, locativo e forme uguali
Nel neutro nominativo, accusativo e vocativo sono sempre uguali fra loro. Al plurale escono normalmente in -a; nella terza declinazione dei temi in -i in -ia, nella quarta in -ua. Il locativo sopravvive in un gruppo limitato di nomi e indica spesso il luogo in cui ci si trova: Romae, “a Roma”, domi, “in casa”. Non è una settima serie completa da inventare per tutti i sostantivi.
Le desinenze identificano possibilità, non traduzioni fisse. L’ablativo non significa sempre “con”, né il dativo sempre “a”. Per tradurre occorre unire analisi morfologica, reggenza del verbo e funzione sintattica. Quando più nomi o aggettivi hanno la stessa terminazione, controlla che genere e numero siano davvero compatibili prima di collegarli.
4. Prima declinazione
La prima declinazione comprende nomi in -a al nominativo e -ae al genitivo. Molti sono femminili, ma nomi di professioni e persone come poeta, agricola, nauta sono maschili. Impara le forme riconoscendo le ripetizioni: -ae copre quattro analisi; -is è dativo e ablativo plurale. Nell’ablativo singolare la a è lunga, nel nominativo e vocativo è breve.
| Caso | Singolare | Plurale |
|---|---|---|
| Nominativo | rosă | rosae |
| Genitivo | rosae | rosarum |
| Dativo | rosae | rosis |
| Accusativo | rosam | rosas |
| Vocativo | rosă | rosae |
| Ablativo | rosā | rosis |
Particolarità utili nella traduzione
Dea e filia possono avere dativo e ablativo plurale in -abus, deabus e filiabus, soprattutto per distinguersi dalle corrispondenti forme maschili. Il genitivo arcaico -as sopravvive in pater familias, “padre di famiglia”; si trovano anche genitivi in -ai nella poesia arcaizzante. Alcuni nomi greci conservano uscite proprie, per esempio Aeneas, Aeneae con accusativo Aenean accanto alla forma latinizzata: le varianti non vanno trasferite ai normali nomi in -a.
Alcuni sostantivi sono usati soprattutto al plurale: divitiae, ricchezze; nuptiae, nozze; Athenae, Atene. Altri cambiano significato secondo il numero: copia indica abbondanza o possibilità, copiae può indicare truppe. Quando cerchi un plurale nel dizionario, controlla quindi anche gli eventuali significati specifici.
Nauta puellae rosam dat.
Il marinaio dà una rosa alla ragazza.
Nauta è nominativo singolare maschile; puellae è dativo singolare perché indica il destinatario; rosam è l’oggetto. Non si può scegliere la funzione di puellae dalla sola desinenza.
5. Seconda declinazione
La seconda declinazione ha genitivo singolare in -i e comprende nomi maschili in -us e -er, il nome vir e molti neutri in -um. Esistono anche femminili, fra cui vari nomi di alberi: il genere si controlla sul dizionario. Nei nomi in -er la e può conservarsi (puer, pueri) oppure cadere (ager, agri); il genitivo permette di sapere quale tema usare.
| Caso | Singolare | Plurale |
|---|---|---|
| Nominativo | dominus | domini |
| Genitivo | domini | dominorum |
| Dativo | domino | dominis |
| Accusativo | dominum | dominos |
| Vocativo | domine | domini |
| Ablativo | domino | dominis |
| Caso | Singolare | Plurale |
|---|---|---|
| Nominativo | puer | pueri |
| Genitivo | pueri | puerorum |
| Dativo | puero | pueris |
| Accusativo | puerum | pueros |
| Vocativo | puer | pueri |
| Ablativo | puero | pueris |
| Caso | Singolare | Plurale |
|---|---|---|
| Nominativo | ager | agri |
| Genitivo | agri | agrorum |
| Dativo | agro | agris |
| Accusativo | agrum | agros |
| Vocativo | ager | agri |
| Ablativo | agro | agris |
| Caso | Singolare | Plurale |
|---|---|---|
| Nominativo | bellum | bella |
| Genitivo | belli | bellorum |
| Dativo | bello | bellis |
| Accusativo | bellum | bella |
| Vocativo | bellum | bella |
| Ablativo | bello | bellis |
Vocativo, nomi in -ius e deus
Il vocativo dei nomi in -us termina normalmente in -e; quello dei nomi in -er e di vir coincide con il nominativo. Filius e i nomi propri in -ius presentano spesso vocativo in -i: fili, Vergili. Non estendere meccanicamente questa uscita a ogni parola contenente -ius: il tipo e la quantità delle vocali contano. Meus ha vocativo maschile singolare mi, come in mi fili.
Il genitivo dei nomi in -ius e -ium può presentare -ii oppure la contrazione -i: filii e fili. Deus ha varianti frequenti al plurale: dei, dii, di; dativo e ablativo deis, diis, dis; genitivo deorum e anche deum. Il vocativo deus è comune nell’uso religioso; dive appartiene a divus. Alcuni nomi neutri in -us, come vulgus, costituiscono eccezioni rispetto all’aspetto esterno più comune della declinazione.
| Caso | Singolare | Plurale |
|---|---|---|
| Nominativo | vir | viri |
| Genitivo | viri | virorum |
| Dativo | viro | viris |
| Accusativo | virum | viros |
| Vocativo | vir | viri |
| Ablativo | viro | viris |
Pueri libros magistri legunt.
I ragazzi leggono i libri del maestro.
Pueri è il soggetto plurale; libros è accusativo plurale; magistri è genitivo singolare. Il verbo plurale aiuta a sciogliere l’ambiguità dei nomi.
6. Terza declinazione
La terza declinazione raccoglie nomi di tutti i generi con genitivo singolare in -is. Il nominativo può essere molto diverso dal tema degli altri casi: miles, militis, nomen, nominis, rex, regis. Per il lavoro scolastico si distinguono temi consonantici, temi in -i e tipi misti. La divisione tradizionale in tre gruppi è utile per imparare le terminazioni, purché non venga considerata una regola senza eccezioni.
Nei temi consonantici il genitivo plurale è normalmente -um, l’ablativo singolare -e e il plurale neutro -a. Nei temi in -i il genitivo plurale è -ium; i neutri in -e, -al, -ar hanno normalmente ablativo singolare -i e plurale neutro -ia. Molti nomi maschili e femminili mescolano uscite consonantiche e in -i. Per questo non basta contare le sillabe: bisogna conoscere le forme principali del nome.
| Caso | Singolare | Plurale |
|---|---|---|
| Nominativo | rex | reges |
| Genitivo | regis | regum |
| Dativo | regi | regibus |
| Accusativo | regem | reges |
| Vocativo | rex | reges |
| Ablativo | rege | regibus |
| Caso | Singolare | Plurale |
|---|---|---|
| Nominativo | corpus | corpora |
| Genitivo | corporis | corporum |
| Dativo | corpori | corporibus |
| Accusativo | corpus | corpora |
| Vocativo | corpus | corpora |
| Ablativo | corpore | corporibus |
| Caso | Singolare | Plurale |
|---|---|---|
| Nominativo | civis | cives |
| Genitivo | civis | civium |
| Dativo | civi | civibus |
| Accusativo | civem | cives (anche civis) |
| Vocativo | civis | cives |
| Ablativo | cive | civibus |
| Caso | Singolare | Plurale |
|---|---|---|
| Nominativo | urbs | urbes |
| Genitivo | urbis | urbium |
| Dativo | urbi | urbibus |
| Accusativo | urbem | urbes (anche urbis) |
| Vocativo | urbs | urbes |
| Ablativo | urbe | urbibus |
| Caso | Singolare | Plurale |
|---|---|---|
| Nominativo | mare | maria |
| Genitivo | maris | marium |
| Dativo | mari | maribus |
| Accusativo | mare | maria |
| Vocativo | mare | maria |
| Ablativo | mari | maribus |
| Caso | Singolare | Plurale |
|---|---|---|
| Nominativo | animal | animalia |
| Genitivo | animalis | animalium |
| Dativo | animali | animalibus |
| Accusativo | animal | animalia |
| Vocativo | animal | animalia |
| Ablativo | animali | animalibus |
Parisillabi, imparisillabi ed eccezioni
Sono parisillabi i nomi con lo stesso numero di sillabe al nominativo e al genitivo (civis, civis), imparisillabi quelli con numero diverso (consul, consulis). In genere i parisillabi in -is e -es e molti monosillabi con due consonanti prima di -is al genitivo hanno -ium al genitivo plurale: urbs, urbis, mons, montis. Ma canis, iuvenis, senex, pater, mater, frater e altri nomi richiedono le rispettive forme lessicali, spesso in -um. La forma parentum convive con parentium in usi e autori diversi.
L’accusativo plurale in -is dei temi in -i ha i lunga ed equivale spesso al più noto -es: omnis può dunque essere un accusativo plurale, non soltanto genitivo singolare. Alcuni nomi hanno accusativo singolare in -im e ablativo in -i, come sitis, oppure oscillazioni, come turris e ignis. Nei neutri cor, os e lac la somiglianza grafica del tema non autorizza a inventare plurali in -ia. Le varianti meno comuni vanno verificate nella voce del dizionario.
| Nominativo | Genitivo | Tema pratico | Osservazione |
|---|---|---|---|
| rex | regis | reg- | g + s confluiscono in x |
| dux | ducis | duc- | c + s confluiscono in x |
| miles | militis | milit- | Il nominativo non conserva tutto il tema |
| flumen | fluminis | flumin- | Alternanza e/i |
| corpus | corporis | corpor- | Alternanza s/r negli altri casi |
| iter | itineris | itiner- | Tema ampliato da imparare |
| vis | Forme singolari limitate | vi- / vir- | Plurale vires, virium |
| Iuppiter | Iovis | Iov- | Nome proprio irregolare |
7. Quarta e quinta declinazione
Quarta declinazione
La quarta declinazione ha genitivo singolare in -us con u lunga. Comprende soprattutto maschili in -us, alcuni femminili come manus, e neutri in -u come cornu. Il nominativo fructus somiglia a un nome della seconda declinazione, ma il genitivo fructus lo distingue da dominus, domini. Nelle edizioni prive di macron diverse forme risultano graficamente identiche: il contesto resta indispensabile.
| Caso | Singolare | Plurale |
|---|---|---|
| Nominativo | fructŭs | fructūs |
| Genitivo | fructūs | fructuum |
| Dativo | fructui | fructibus |
| Accusativo | fructum | fructūs |
| Vocativo | fructŭs | fructūs |
| Ablativo | fructu | fructibus |
| Caso | Singolare | Plurale |
|---|---|---|
| Nominativo | cornu | cornua |
| Genitivo | cornus | cornuum |
| Dativo | cornu | cornibus |
| Accusativo | cornu | cornua |
| Vocativo | cornu | cornua |
| Ablativo | cornu | cornibus |
Alcuni nomi presentano dativo e ablativo plurale in -ubus: artubus, tribubus, arcubus; per altri esistono varianti. Domus, femminile, combina forme della quarta e della seconda declinazione: domus, domum, domo, domui o domo, plurale domus, domuum o domorum, accusativo domus o domos. Il locativo domi significa “in casa”; domum indica il moto a casa e domo il moto da casa.
Quinta declinazione
La quinta declinazione ha nominativo in -es e genitivo in -ei. I nomi sono soprattutto femminili. Dies è normalmente maschile, ma può essere femminile, specialmente al singolare quando indica una data stabilita o un tempo determinato; meridies è maschile. Res e dies hanno il paradigma plurale più completo, mentre molti altri nomi della quinta sono usati soprattutto al singolare.
| Caso | Singolare | Plurale |
|---|---|---|
| Nominativo | res | res |
| Genitivo | rei | rerum |
| Dativo | rei | rebus |
| Accusativo | rem | res |
| Vocativo | res | res |
| Ablativo | re | rebus |
| Caso | Singolare | Plurale |
|---|---|---|
| Nominativo | dies | dies |
| Genitivo | diei | dierum |
| Dativo | diei | diebus |
| Accusativo | diem | dies |
| Vocativo | dies | dies |
| Ablativo | die | diebus |
| Espressione | Significato |
|---|---|
| res publica | Lo Stato; la vita politica; la cosa pubblica |
| res secundae | La prosperità |
| res adversae | Le avversità |
| res gestae | Le imprese; gli avvenimenti compiuti |
| res familiaris | Il patrimonio familiare |
Milites pro re publica pugnant.
I soldati combattono per lo Stato.
La preposizione pro regge l’ablativo: re e publica concordano in femminile singolare ablativo.
Domus: le forme più comuni
| Caso | Singolare | Plurale |
|---|---|---|
| Nominativo | domus | domus |
| Genitivo | domus | domuum / domorum |
| Dativo | domui / domo | domibus |
| Accusativo | domum | domus / domos |
| Vocativo | domus | domus |
| Ablativo | domo | domibus |
Il locativo domi si aggiunge a queste forme e significa “in casa”. Sono attestate ulteriori varianti rare: la tavola privilegia quelle utili nella lettura scolastica.
8. Nomi particolari, greci, difettivi e significati del numero
Un nome difettivo non presenta tutte le forme che il paradigma farebbe teoricamente prevedere, oppure ne usa solo alcune con regolarità. “Solo singolare” e “solo plurale” descrivono spesso l’uso prevalente della lingua classica, non un’impossibilità assoluta in ogni autore. Nei testi poetici, tecnici o tardi possono comparire estensioni del numero. Un nome indeclinabile, invece, mantiene la stessa forma pur potendo svolgere funzioni diverse.
I nomi greci entrati in latino oscillano fra adattamento alle declinazioni latine e conservazione di terminazioni greche. Poeta è ormai trattato come un nome della prima; nomi propri come Aeneas, Anchises, Orpheus o Dido richiedono una verifica più precisa. Nei nomi in -eus l’accusativo può essere in -ea e il vocativo in -eu; forme come Aenean non sono errori di accusativo, ma esiti della flessione greca.
| Singolare | Plurale | Avvertenza |
|---|---|---|
| littera: lettera dell’alfabeto | litterae: lettera missiva, letteratura | Il senso dipende dal contesto |
| castrum: fortificazione | castra: accampamento | Castra richiede concordanza plurale |
| auxilium: aiuto | auxilia: aiuti; truppe ausiliarie | Il lessico militare è specifico |
| finis: limite, fine | fines: confini, territorio | Non sempre basta “fini” |
| aedes: tempio | aedes: templi; casa | Il genitivo plurale è aedium |
| ops: aiuto, risorsa (forme limitate) | opes: mezzi, ricchezze, potenza | Il significato politico può essere “potere” |
| copia: abbondanza, possibilità | copiae: risorse, truppe | Non tradurre automaticamente “copie” |
Forme da riconoscere
| Lemma | Forme importanti | Uso |
|---|---|---|
| vis | vim, vi; plurale vires, virium, viribus | Forza; genitivo e dativo singolari sono rarissimi e normalmente evitati |
| bos, bovis | boum; bobus o bubus | Bue, bovino |
| sus, suis | suum; suibus o subus | Maiale |
| Iuppiter, Iovis | Iovi, Iovem, Iove | Giove |
| vas, vasis | Plurale vasa, vasorum, vasis | Alterna terza al singolare e seconda al plurale |
| fas, nefas | Forme indeclinabili | Ciò che è lecito o illecito sul piano religioso |
| sponte | mea sponte, sua sponte | Ablativo conservato: di mia/sua iniziativa |
Quando il dizionario registra un nome soltanto al plurale, la frase latina conserva il plurale anche se l’italiano usa il singolare: Athenae clarae sunt, “Atene è famosa”. Non modificare quindi il numero del verbo latino per adattarlo alla traduzione. Con termini come arma e moenia conviene imparare insieme forma, genere e significato: sono neutri plurali, non femminili singolari in -a.
Due paradigmi particolari
| Caso | Singolare | Plurale |
|---|---|---|
| Nominativo | vis | vires |
| Genitivo | Vis (rarissimo; normalmente evitato) | virium |
| Dativo | Vi (rarissimo come dativo) | viribus |
| Accusativo | vim | vires / viris |
| Vocativo | vis | vires |
| Ablativo | vi | viribus |
| Caso | Singolare | Plurale |
|---|---|---|
| Nominativo | bos | boves |
| Genitivo | bovis | boum |
| Dativo | bovi | bobus / bubus |
| Accusativo | bovem | boves |
| Vocativo | bos | boves |
| Ablativo | bove | bobus / bubus |
9. Aggettivi, concordanza e sostantivazione
Gli aggettivi della prima classe
Gli aggettivi della prima classe seguono la seconda declinazione al maschile e al neutro, la prima al femminile. Bonus, bona, bonum presenta tre uscite; pulcher, pulchra, pulchrum perde la e del nominativo maschile, mentre miser, misera, miserum la conserva. L’aggettivo concorda con il nome e non ne copia semplicemente la terminazione: poeta clarus, manus dextra, mare altum appartengono a combinazioni corrette di declinazioni differenti.
| Caso | Maschile | Femminile | Neutro |
|---|---|---|---|
| Nominativo | bonus | bona | bonum |
| Genitivo | boni | bonae | boni |
| Dativo | bono | bonae | bono |
| Accusativo | bonum | bonam | bonum |
| Vocativo | bone | bona | bonum |
| Ablativo | bono | bona | bono |
| Caso | Maschile | Femminile | Neutro |
|---|---|---|---|
| Nominativo | boni | bonae | bona |
| Genitivo | bonorum | bonarum | bonorum |
| Dativo | bonis | bonis | bonis |
| Accusativo | bonos | bonas | bona |
| Vocativo | boni | bonae | bona |
| Ablativo | bonis | bonis | bonis |
Gli aggettivi della seconda classe
Gli aggettivi della seconda classe seguono la terza declinazione e hanno normalmente genitivo plurale -ium, ablativo singolare -i e neutro plurale -ia. Possono avere tre uscite (acer, acris, acre), due (fortis, forte) o una (audax, genitivo audacis). Le “uscite” si riferiscono al nominativo singolare: un aggettivo a una uscita distingue comunque maschile/femminile e neutro nell’accusativo e nel plurale.
| Caso | Sing. m./f. | Sing. neutro | Plur. m./f. | Plur. neutro |
|---|---|---|---|---|
| Nominativo | fortis | forte | fortes | fortia |
| Genitivo | fortis | fortis | fortium | fortium |
| Dativo | forti | forti | fortibus | fortibus |
| Accusativo | fortem | forte | fortes | fortia |
| Vocativo | fortis | forte | fortes | fortia |
| Ablativo | forti | forti | fortibus | fortibus |
| Caso | Sing. m./f. | Sing. neutro | Plur. m./f. | Plur. neutro |
|---|---|---|---|---|
| Nominativo | audax | audax | audaces | audacia |
| Genitivo | audacis | audacis | audacium | audacium |
| Dativo | audaci | audaci | audacibus | audacibus |
| Accusativo | audacem | audax | audaces | audacia |
| Vocativo | audax | audax | audaces | audacia |
| Ablativo | audaci | audaci | audacibus | audacibus |
Aggettivi pronominali e usi del neutro
Unus, solus, totus, ullus, nullus, alter, uter, neuter, alius hanno genitivo singolare in -ius e dativo in -i per tutti i generi; il genitivo di alius è spesso sostituito da alterius. Le altre forme seguono prevalentemente la prima classe. Il neutro di alius è aliud, quello di alter è alterum: non tutti gli aggettivi pronominali hanno lo stesso neutro.
Un aggettivo può essere sostantivato: boni, “i buoni”; sapientes, “i sapienti”; bona, “i beni” o “le cose buone”. Il neutro singolare può esprimere un concetto astratto (verum, il vero). Il neutro plurale, invece, indica spesso un insieme di cose: tradurlo con un plurale italiano concreto è normalmente più chiaro. La sostantivazione non elimina la flessione e non autorizza a inventare un nome sottinteso arbitrario.
Omnes cives forti consuli parent.
Tutti i cittadini obbediscono al console valoroso.
Omnes concorda con cives al nominativo plurale; forti concorda con consuli al dativo singolare, caso richiesto da pareo.
Acer: aggettivo a tre uscite
| Caso | Sing. maschile | Sing. femminile | Sing. neutro | Plur. m./f. | Plur. neutro |
|---|---|---|---|---|---|
| Nom. | acer | acris | acre | acres | acria |
| Gen. | acris | acris | acris | acrium | acrium |
| Dat. | acri | acri | acri | acribus | acribus |
| Acc. | acrem | acrem | acre | acres | acria |
| Voc. | acer | acris | acre | acres | acria |
| Abl. | acri | acri | acri | acribus | acribus |
La e di acer cade negli altri casi. Celer, celeris, celere, invece, la conserva: celerem, celeri, celerium, celeria. Aggettivi come vetus, veteris hanno uscite diverse dal modello in -i: vetere, veterum, vetera; anche pauper e dives presentano forme da verificare nel dizionario. Non tutti gli aggettivi della seconda classe hanno quindi sempre -ium e -ia.
10. Comparativi e superlativi
Il comparativo di maggioranza si forma normalmente aggiungendo -ior per maschile e femminile, -ius per il neutro, al tema dell’aggettivo. Si declina come un tema consonantico della terza: genitivo -ioris, ablativo singolare -iore, genitivo plurale -iorum, neutro plurale -iora. Non assume quindi automaticamente le uscite -i, -ium, -ia degli aggettivi positivi della seconda classe.
Il secondo termine di paragone si esprime con quam seguito dal caso del primo termine, oppure con l’ablativo quando il primo termine è nominativo o accusativo. Nelle altre situazioni si usa normalmente quam. Il comparativo può anche essere assoluto, cioè senza confronto espresso: severior può significare “piuttosto severo” o “troppo severo”, secondo il contesto. Non si deve aggiungere “più di” se il testo non sta veramente confrontando due elementi.
| Grado | Costruzione | Esempio |
|---|---|---|
| Uguaglianza | tam ... quam; aeque ... ac | tam fortis quam frater: forte quanto il fratello |
| Minoranza | minus ... quam | minus fortis quam frater: meno forte del fratello |
| Maggioranza | fortior ... quam; fortior + ablativo | fortior fratre: più forte del fratello |
| Superlativo relativo | -issimus + gruppo di riferimento | fortissimus omnium: il più forte di tutti |
| Superlativo assoluto | -issimus, senza gruppo di confronto | fortissimus: fortissimo, molto forte |
Superlativi particolari e irregolari
Il superlativo si declina come bonus. Gli aggettivi in -er formano spesso -errimus sul nominativo maschile: pulcherrimus, acerrimus. Sei frequenti aggettivi in -ilis formano -illimus: facilis, difficilis, similis, dissimilis, gracilis, humilis. Non vale per tutti gli aggettivi in -ilis: utilis dà utilissimus. Alcuni aggettivi, soprattutto con una vocale davanti a -us, ricorrono normalmente a magis e maxime; il dizionario segnala le forme effettivamente in uso.
Per confrontare due qualità dello stesso soggetto si possono usare due comparativi: fortior quam prudentior, “più coraggioso che prudente”; esiste anche la costruzione con magis e i positivi. Quam davanti al superlativo significa spesso “il più ... possibile”: quam celerrime, “il più rapidamente possibile”. Gli avverbi multo, paulo, tanto esprimono la misura della differenza e sono ablativi, non accusativi.
| Positivo | Comparativo | Superlativo |
|---|---|---|
| bonus | melior, melius | optimus |
| malus | peior, peius | pessimus |
| magnus | maior, maius | maximus |
| parvus | minor, minus | minimus |
| multus | plus (neutro); plures, plura | plurimus |
| propinquus / prope | propior, propius | proximus |
| superus | superior, superius | supremus / summus |
| inferus | inferior, inferius | infimus / imus |
| posterus | posterior, posterius | postremus / postumus |
| exterus | exterior, exterius | extremus / extimus |
Plus al singolare è normalmente un neutro sostantivato e regge il genitivo partitivo: plus pecuniae, “più denaro”. Al plurale plures e plura concordano con il nome: plures libri, “più libri”; genitivo plurium. Per un confronto fra due elementi sono tipiche le forme comparative, per un insieme di più elementi quelle superlative, ma gli usi reali non vanno ridotti a una rigida formula aritmetica.
Declinazione del comparativo
| Caso | Sing. m./f. | Sing. neutro | Plur. m./f. | Plur. neutro |
|---|---|---|---|---|
| Nom./voc. | fortior | fortius | fortiores | fortiora |
| Gen. | fortioris | fortioris | fortiorum | fortiorum |
| Dat. | fortiori | fortiori | fortioribus | fortioribus |
| Acc. | fortiorem | fortius | fortiores | fortiora |
| Abl. | fortiore | fortiore | fortioribus | fortioribus |
| Caso | Singolare neutro | Plurale m./f. | Plurale neutro |
|---|---|---|---|
| Nom./acc. | plus | plures | plura |
| Gen. | pluris | plurium | plurium |
| Dat. | Non ordinario | pluribus | pluribus |
| Abl. | plure (raro) | pluribus | pluribus |
11. Numerali, numeri romani e calendario
I cardinali indicano quanti elementi ci sono; gli ordinali la posizione; i distributivi quanti elementi spettano a ciascuno; gli avverbi numerali quante volte accade qualcosa. La distinzione cambia il significato: duo libri sono due libri complessivi, bini libri sono due libri per ciascuno o per volta. Con nomi usati solo al plurale i distributivi possono indicare unità singole, come bina castra, due accampamenti.
| Numero | Romano | Cardinale | Ordinale | Distributivo |
|---|---|---|---|---|
| 1 | I | unus | primus | singuli |
| 2 | II | duo | secundus / alter | bini |
| 3 | III | tres | tertius | terni |
| 4 | IV | quattuor | quartus | quaterni |
| 5 | V | quinque | quintus | quini |
| 6 | VI | sex | sextus | seni |
| 7 | VII | septem | septimus | septeni |
| 8 | VIII | octo | octavus | octoni |
| 9 | IX | novem | nonus | noveni |
| 10 | X | decem | decimus | deni |
| 11 | XI | undecim | undecimus | undeni |
| 12 | XII | duodecim | duodecimus | duodeni |
| 13 | XIII | tredecim | tertius decimus | terni deni |
| 14 | XIV | quattuordecim | quartus decimus | quaterni deni |
| 15 | XV | quindecim | quintus decimus | quini deni |
| 16 | XVI | sedecim | sextus decimus | seni deni |
| 17 | XVII | septendecim | septimus decimus | septeni deni |
| 18 | XVIII | duodeviginti | duodevicesimus | duodeviceni |
| 19 | XIX | undeviginti | undevicesimus | undeviceni |
| 20 | XX | viginti | vicesimus | viceni |
| 30 | XXX | triginta | tricesimus | triceni |
| 40 | XL | quadraginta | quadragesimus | quadrageni |
| 50 | L | quinquaginta | quinquagesimus | quinquageni |
| 60 | LX | sexaginta | sexagesimus | sexageni |
| 70 | LXX | septuaginta | septuagesimus | septuageni |
| 80 | LXXX | octoginta | octogesimus | octogeni |
| 90 | XC | nonaginta | nonagesimus | nonageni |
| 100 | C | centum | centesimus | centeni |
| 200 | CC | ducenti | ducentesimus | duceni |
| 300 | CCC | trecenti | trecentesimus | treceni |
| 400 | CD | quadringenti | quadringentesimus | quadringeni |
| 500 | D | quingenti | quingentesimus | quingeni |
| 600 | DC | sescenti | sescentesimus | sesceni |
| 700 | DCC | septingenti | septingentesimus | septingeni |
| 800 | DCCC | octingenti | octingentesimus | octingeni |
| 900 | CM | nongenti | nongentesimus | nongeni |
| 1.000 | M | mille | millesimus | singula milia |
Declinazione dei cardinali
Sono declinabili unus, duo, tres, le centinaia da duecento a novecento e il sostantivo milia. Mille è invece indeclinabile: mille milites, mille soldati. Milia è un neutro plurale della terza e regge il genitivo: tria milia militum, tremila soldati. I numeri composti possono presentare unità seguita da et e decina (unus et viginti) oppure decina e unità (viginti unus). Gli ordinali e i distributivi concordano come aggettivi della prima classe.
| Caso | Maschile | Femminile | Neutro |
|---|---|---|---|
| Nom. | unus | una | unum |
| Gen. | unius | unius | unius |
| Dat. | uni | uni | uni |
| Acc. | unum | unam | unum |
| Abl. | uno | una | uno |
| Caso | Maschile | Femminile | Neutro |
|---|---|---|---|
| Nom. | duo | duae | duo |
| Gen. | duorum | duarum | duorum |
| Dat. | duobus | duabus | duobus |
| Acc. | duos / duo | duas | duo |
| Abl. | duobus | duabus | duobus |
| Caso | Tres m./f. | Tria neutro | Milia neutro |
|---|---|---|---|
| Nom./voc. | tres | tria | milia |
| Gen. | trium | trium | milium |
| Dat./abl. | tribus | tribus | milibus |
| Acc. | tres | tria | milia |
| Valore | Forma |
|---|---|
| Una, due, tre, quattro volte | semel, bis, ter, quater |
| Cinque, sei, sette volte | quinquies, sexies, septies |
| Otto, nove, dieci volte | octies, novies, decies |
| Venti, trenta, cento volte | vicies, tricies, centies |
| Mille volte | millies |
Leggere numeri e date
I segni principali sono I, V, X, L, C, D, M. Nella convenzione moderna un segno minore a destra si somma, a sinistra può sottrarsi nei gruppi ammessi, come IV, IX, XL, XC, CD, CM. Le iscrizioni antiche presentano anche scritture additive come IIII: la regola scolastica delle tre ripetizioni non descrive tutte le testimonianze romane.
Il calendario usa Calende, primo giorno del mese; None, giorno 5, ma 7 a marzo, maggio, luglio e ottobre; Idi, giorno 13, ma 15 negli stessi quattro mesi. I giorni intermedi si contano a ritroso includendo il giorno di partenza e quello di arrivo. Ante diem tertium Kalendas Apriles indica il 30 marzo; pridie Kalendas Apriles il 31 marzo. Le date fisse sono espresse all’ablativo: Idibus Martiis, il 15 marzo. La datazione tramite i consoli fu fondamentale nell’uso romano; il computo dalla fondazione di Roma non fu l’unico sistema e non va presentato come universalmente impiegato fin dalle origini.
12. Pronomi personali, riflessivi e possessivi
Il latino può omettere il pronome soggetto perché la persona è già espressa dal verbo. Ego e tu, quando compaiono, hanno spesso valore enfatico o contrastivo. Il riflessivo di terza persona si riferisce normalmente al soggetto della propria proposizione; nei discorsi riferiti può rimandare al soggetto che parla o pensa. Non esiste un nominativo del riflessivo di terza persona: il soggetto si esprime altrimenti.
| Caso | Io | Tu | Noi | Voi | Sé, sing. e plur. |
|---|---|---|---|---|---|
| Nom. | ego | tu | nos | vos | Non presente |
| Gen. | mei | tui | nostri / nostrum | vestri / vestrum | sui |
| Dat. | mihi | tibi | nobis | vobis | sibi |
| Acc. | me | te | nos | vos | se |
| Abl. | me | te | nobis | vobis | se |
Nostri e nostrum; forme con cum
Nostrum e vestrum hanno soprattutto valore partitivo: unus nostrum, uno di noi. Nostri e vestri sono usati nelle altre relazioni, come genitivi oggettivi: memoria nostri, il ricordo di noi. Anche il legame con omnium richiede attenzione alle espressioni effettive: non trasformare le due serie in forme liberamente intercambiabili.
Con i personali e il riflessivo, cum si pospone: mecum, tecum, secum, nobiscum, vobiscum. I rafforzativi -met e talvolta -te producono forme come egomet e tute. Is, ea, id può funzionare come pronome di terza persona non riflessivo; il latino non possiede una serie personale “egli, ella” strutturalmente identica a ego e tu.
Possessivi: suus ed eius non sono equivalenti
Meus, tuus, suus, noster, vester concordano con ciò che è posseduto, non con il possessore. Suus è riflessivo; quando “suo” riguarda una persona diversa dal soggetto si usano normalmente eius al singolare e eorum, earum al plurale. Questi genitivi non concordano con la cosa posseduta. Nelle subordinate che esprimono il punto di vista altrui, il riflessivo indiretto richiede l’identificazione del soggetto del pensiero o del discorso.
Marcus suum librum legit.
Marco legge il proprio libro.
Il possessore è Marco, soggetto della frase.
Marcus eius librum legit.
Marco legge il libro di lui o di lei.
Il possessore è un’altra persona indicata dal contesto; eius non cambia se il libro è maschile, femminile o plurale.
13. Dimostrativi e determinativi
I dimostrativi collocano persone e cose nello spazio, nel discorso o rispetto agli interlocutori. Hic indica normalmente vicinanza a chi parla, iste a chi ascolta, ille lontananza o notorietà. Iste può assumere sfumatura polemica, ma non è sempre dispregiativo; ille può designare una persona celebre o richiamare un elemento già nominato. Is riprende in modo più neutro un referente.
Ipse mette in rilievo l’identità di chi compie o subisce l’azione: “lui stesso”, “proprio lui”. Idem indica invece identità rispetto a un altro elemento: “il medesimo”. La frase “è venuto lo stesso maestro” richiede quindi di chiarire se si intende il maestro in persona oppure il medesimo già incontrato.
| Caso | Maschile | Femminile | Neutro |
|---|---|---|---|
| Nom. | is | ea | id |
| Gen. | eius | eius | eius |
| Dat. | ei | ei | ei |
| Acc. | eum | eam | id |
| Abl. | eo | ea | eo |
| Caso | Maschile | Femminile | Neutro |
|---|---|---|---|
| Nom. | ei / ii / i | eae | ea |
| Gen. | eorum | earum | eorum |
| Dat. | eis / iis / is | eis / iis / is | eis / iis / is |
| Acc. | eos | eas | ea |
| Abl. | eis / iis / is | eis / iis / is | eis / iis / is |
| Caso | Maschile | Femminile | Neutro |
|---|---|---|---|
| Nom. | hic | haec | hoc |
| Gen. | huius | huius | huius |
| Dat. | huic | huic | huic |
| Acc. | hunc | hanc | hoc |
| Abl. | hoc | hac | hoc |
| Caso | Maschile | Femminile | Neutro |
|---|---|---|---|
| Nom. | hi | hae | haec |
| Gen. | horum | harum | horum |
| Dat. | his | his | his |
| Acc. | hos | has | haec |
| Abl. | his | his | his |
| Caso | Maschile | Femminile | Neutro |
|---|---|---|---|
| Nom. | ille | illa | illud |
| Gen. | illius | illius | illius |
| Dat. | illi | illi | illi |
| Acc. | illum | illam | illud |
| Abl. | illo | illa | illo |
| Caso | Maschile | Femminile | Neutro |
|---|---|---|---|
| Nom. | illi | illae | illa |
| Gen. | illorum | illarum | illorum |
| Dat. | illis | illis | illis |
| Acc. | illos | illas | illa |
| Abl. | illis | illis | illis |
| Caso | Maschile | Femminile | Neutro |
|---|---|---|---|
| Nom. | ipse | ipsa | ipsum |
| Gen. | ipsius | ipsius | ipsius |
| Dat. | ipsi | ipsi | ipsi |
| Acc. | ipsum | ipsam | ipsum |
| Abl. | ipso | ipsa | ipso |
| Caso | Maschile | Femminile | Neutro |
|---|---|---|---|
| Nom. | ipsi | ipsae | ipsa |
| Gen. | ipsorum | ipsarum | ipsorum |
| Dat. | ipsis | ipsis | ipsis |
| Acc. | ipsos | ipsas | ipsa |
| Abl. | ipsis | ipsis | ipsis |
| Caso | Maschile | Femminile | Neutro |
|---|---|---|---|
| Nom. | idem | eadem | idem |
| Gen. | eiusdem | eiusdem | eiusdem |
| Dat. | eidem | eidem | eidem |
| Acc. | eundem | eandem | idem |
| Abl. | eodem | eadem | eodem |
| Caso | Maschile | Femminile | Neutro |
|---|---|---|---|
| Nom. | eidem / iidem | eaedem | eadem |
| Gen. | eorundem | earundem | eorundem |
| Dat. | eisdem / iisdem | eisdem / iisdem | eisdem / iisdem |
| Acc. | eosdem | easdem | eadem |
| Abl. | eisdem / iisdem | eisdem / iisdem | eisdem / iisdem |
Iste, ista, istud si declina sostituendo ist- a ill- nelle forme di ille: istius, isti, istum, isto; plurale isti, istarum, istis, e così via. Le forme di idem derivano da is con -dem e presentano adattamenti consonantici, come eundem ed eorundem. Un dimostrativo usato come aggettivo concorda con il nome; usato come pronome deve invece essere collegato al referente attraverso il contesto.
Iste: paradigma completo
| Caso | Maschile | Femminile | Neutro |
|---|---|---|---|
| Nom. | iste | ista | istud |
| Gen. | istius | istius | istius |
| Dat. | isti | isti | isti |
| Acc. | istum | istam | istud |
| Abl. | isto | ista | isto |
| Caso | Maschile | Femminile | Neutro |
|---|---|---|---|
| Nom. | isti | istae | ista |
| Gen. | istorum | istarum | istorum |
| Dat. | istis | istis | istis |
| Acc. | istos | istas | ista |
| Abl. | istis | istis | istis |
14. Relativi e interrogativi
Il relativo qui, quae, quod collega una subordinata a un antecedente. Prende genere e numero dall’antecedente, ma il caso dipende dalla funzione nella relativa. In Puer quem vides amicus meus est, puer è nominativo nella principale, mentre quem è accusativo perché oggetto di vides. Questa separazione fra concordanza e funzione è una delle regole più importanti dell’intera sintassi latina.
| Caso | Maschile | Femminile | Neutro |
|---|---|---|---|
| Nom. | qui | quae | quod |
| Gen. | cuius | cuius | cuius |
| Dat. | cui | cui | cui |
| Acc. | quem | quam | quod |
| Abl. | quo | qua | quo |
| Caso | Maschile | Femminile | Neutro |
|---|---|---|---|
| Nom. | qui | quae | quae |
| Gen. | quorum | quarum | quorum |
| Dat. | quibus | quibus | quibus |
| Acc. | quos | quas | quae |
| Abl. | quibus | quibus | quibus |
Quis e qui nelle domande
L’interrogativo pronominale è normalmente quis? quid?, “chi? che cosa?”, con quis maschile e femminile e quid neutro. L’interrogativo aggettivale è qui? quae? quod?, “quale?”, concordato con un nome. Al genitivo e dativo singolare ritroviamo cuius e cui; all’accusativo quem e quid per il pronome, quem, quam, quod per l’aggettivo. Il plurale segue sostanzialmente il relativo. Le forme femminili pronominali possono seguire quae quando il referente femminile è identificato.
Uter? chiede “quale dei due?”, quot? quanti, qualis? di quale qualità, quantus? quanto grande. Cur, ubi, quo, unde, quando, quomodo sono avverbi interrogativi. Il punto interrogativo è un aiuto editoriale moderno: il valore interrogativo si riconosce anche dalla costruzione e dalle particelle.
Quis venit? Quem librum legis?
Chi viene? Quale libro leggi?
Nella prima domanda quis è pronome; nella seconda quem è aggettivo interrogativo e concorda con librum.
Relativi indefiniti e correlativi
Quicumque significa “chiunque”, “qualunque” e conserva la flessione di qui davanti a -cumque. Quisquis significa “chiunque”, quidquid o quicquid “qualunque cosa”; non se ne deve inventare una declinazione simmetrica completa, perché l’uso classico privilegia determinate forme. Le coppie is ... qui, talis ... qualis, tantus ... quantus, tot ... quot creano corrispondenze da tradurre unitariamente: “tale ... quale”, “tanto ... quanto”.
Interrogativi: tavola delle forme singolari
| Caso | Quis m./f. | Quid neutro | Uter m. | Utra f. | Utrum n. |
|---|---|---|---|---|---|
| Nom. | quis | quid | uter | utra | utrum |
| Gen. | cuius | cuius | utrius | utrius | utrius |
| Dat. | cui | cui | utri | utri | utri |
| Acc. | quem | quid | utrum | utram | utrum |
| Abl. | quo (f. qua) | quo | utro | utra | utro |
15. Indefiniti e negativi
Gli indefiniti non sono sinonimi perfetti. Aliquis indica qualcuno senza identificarlo; quidam una persona o cosa determinata ma non nominata; quisque ciascuno considerato singolarmente; quilibet e quivis chiunque, a piacere. Quisquam e ullus compaiono soprattutto in contesti negativi, dubitativi o condizionali: la loro distribuzione dipende dal senso della frase, non da una traduzione italiana unica.
| Forma | Significato | Particolarità |
|---|---|---|
| aliquis, aliquid | Qualcuno, qualcosa | Aggettivo aliqui, aliqua, aliquod |
| quis, quid | Qualcuno, qualcosa | Frequente dopo si, nisi, ne, num |
| quidam, quaedam, quiddam | Un certo; qualcuno ben determinato | Aggettivo neutro quoddam; acc. quendam, quandam |
| quisque, quidque | Ciascuno | Aggettivo qui/quae/quod + -que secondo l’uso |
| unusquisque | Ognuno singolarmente | Si flettono entrambe le parti: uniuscuiusque |
| quilibet / quivis | Chiunque, qualunque | Parte relativa declinabile + elemento invariabile |
| quisquam, quidquam | Alcuno, alcunché | Soprattutto in contesti non affermativi |
| ullus, ulla, ullum | Alcuno | Genitivo ullius, dativo ulli; frequente con negazioni |
| nullus, nulla, nullum | Nessuno | Genitivo nullius, dativo nulli |
| alius, alia, aliud | Un altro, diverso | Fra più elementi; gen. spesso alterius |
| alter, altera, alterum | L’altro dei due | Gen. alterius, dat. alteri |
| uterque, utraque, utrumque | L’uno e l’altro | Gen. utriusque; spesso concordanza al singolare |
| nemo; nihil | Nessuno; niente | Forme difettive, con sostituzioni lessicali |
Le declinazioni essenziali
| Caso | Aliquis m./f. | Aliquid neutro | Nemo |
|---|---|---|---|
| Nominativo | aliquis | aliquid | nemo |
| Genitivo | alicuius | alicuius | nullius |
| Dativo | alicui | alicui | nemini |
| Accusativo | aliquem | aliquid | neminem |
| Ablativo | aliquo (f. aliqua) | aliquo | nullo (f. nulla) |
L’aggettivo aliqui, aliqua, aliquod e le forme plurali seguono la flessione del relativo con il prefisso ali-: aliquorum, aliquibus. Nel tipo indefinito senza prefisso la forma femminile singolare qua e il neutro plurale qua sono caratteristici, accanto a varianti del paradigma. La formula scolastica “dopo si, nisi, ne, num cade ali-” descrive una preferenza frequente: non significa che aliquis sia impossibile dopo queste parole.
Nihil è usato soprattutto nei casi diretti; per gli altri casi si ricorre a nullius rei, nulli rei, nulla re. Nemo usa comunemente nullius e nullo come genitivo e ablativo. In prosa classica una negazione già espressa tende a richiedere l’indefinito, come non ... quisquam; due negazioni possono affermare, ma occorre leggere la portata di ciascuna. Non nemo significa “qualcuno”; nemo non, “tutti”.
Si quis venit, eum audi.
Se viene qualcuno, ascoltalo.
Quis è indefinito dopo si; eum riprende la persona menzionata senza funzione riflessiva.
16. Il verbo: paradigma, temi e desinenze
Per analizzare un verbo bisogna riconoscere persona, numero, tempo, modo e diatesi (attiva, passiva o deponente). La coniugazione non si identifica soltanto dalla prima persona del presente: moneo e video appartengono alla seconda, capio alla coniugazione mista, audio alla quarta. Il criterio decisivo è l’infinito, letto insieme al paradigma.
Il paradigma raccoglie le forme da cui si ricavano i diversi temi. La forma scolastica estesa è laudo, laudas, laudavi, laudatum, laudare: prima e seconda persona del presente, prima del perfetto, supino e infinito presente. I dizionari possono abbreviare questa serie o usare un ordine diverso. Da laudare ricaviamo il tema del presente; da laudavi il tema del perfetto laudav-; dal supino laudatum il tema laudat-. Non esiste una regola che permetta di indovinare sempre perfetto e supino: vanno studiati con il lemma.
| Tipo | Infinito | Modello | Perfetto e supino |
|---|---|---|---|
| Prima | -āre | laudo, laudare | laudavi, laudatum |
| Seconda | -ēre | moneo, monere | monui, monitum |
| Terza | -ĕre | lego, legere | legi, lectum |
| Quarta | -īre | audio, audire | audivi, auditum |
| Mista: terza in -io | -ĕre | capio, capere | cepi, captum |
Tre sistemi, non un’unica catena
Dal tema del presente si formano presente, imperfetto e futuro indicativo, presente e imperfetto congiuntivo, imperativi, infinito presente, participio presente, gerundio e gerundivo. Dal tema del perfetto si forma il sistema attivo del perfetto: perfetto, piuccheperfetto e futuro anteriore indicativo, perfetto e piuccheperfetto congiuntivo, infinito perfetto. Dal tema del supino derivano normalmente participio perfetto, participio futuro e supino. Il sistema del perfetto passivo usa il participio perfetto con sum.
Il perfetto può avere -v- o -u- (amavi, monui), -s- con adattamenti fonetici (scripsi, dixi), raddoppiamento (dedi, tetigi), alternanza vocalica (feci, cepi) oppure un tema apparentemente uguale al presente (legi, con quantità diverse). La traduzione si decide solo dopo avere identificato la forma.
| Persona | Attivo | Passivo |
|---|---|---|
| 1ª sing. | -o / -m | -or / -r |
| 2ª sing. | -s | -ris (anche -re) |
| 3ª sing. | -t | -tur |
| 1ª plur. | -mus | -mur |
| 2ª plur. | -tis | -mini |
| 3ª plur. | -nt | -ntur |
| Tempo | Serie delle sei persone |
|---|---|
| Perfetto indicativo | -i, -isti, -it, -imus, -istis, -erunt (anche -ere) |
| Piuccheperfetto indicativo | -eram, -eras, -erat, -eramus, -eratis, -erant |
| Futuro anteriore indicativo | -ero, -eris, -erit, -erimus, -eritis, -erint |
| Perfetto congiuntivo | -erim, -eris, -erit, -erimus, -eritis, -erint |
| Piuccheperfetto congiuntivo | -issem, -isses, -isset, -issemus, -issetis, -issent |
| Infinito perfetto | -isse |
17. Tempi, modi, diatesi e forme contratte
Il tempo latino esprime sia la collocazione cronologica sia il modo in cui l’azione viene presentata. L’imperfetto mostra normalmente un’azione in corso, ripetuta o di sfondo; il perfetto la presenta come evento compiuto o risultato. Legebam può significare “leggevo”, “stavo leggendo”; legi “lessi” oppure “ho letto”. Non è corretto associare automaticamente il perfetto latino al solo passato remoto italiano.
L’indicativo presenta un fatto, l’imperativo un comando, il congiuntivo diversi valori di volontà, possibilità o subordinazione. Infinito, participio, gerundio, gerundivo e supino sono forme nominali del verbo: mantengono proprietà verbali ma svolgono anche funzioni di nome o aggettivo. Il latino non possiede un modo condizionale autonomo: molti valori del condizionale italiano sono espressi dal congiuntivo o da perifrasi.
| Modo | Tempi del presente | Tempi del perfetto |
|---|---|---|
| Indicativo | Presente, imperfetto, futuro semplice | Perfetto, piuccheperfetto, futuro anteriore |
| Congiuntivo | Presente, imperfetto | Perfetto, piuccheperfetto |
| Imperativo | Presente e futuro | Non esistono tempi del perfetto |
Attivo, passivo e accordo del participio
Nel passivo il soggetto riceve l’azione: Puer laudatur, il ragazzo è lodato. Con un verbo transitivo il complemento oggetto dell’attivo può diventare soggetto del passivo; l’agente si esprime normalmente con a/ab e ablativo se è una persona. Un verbo intransitivo può avere un passivo impersonale alla terza singolare: pugnatur, si combatte. Non gli si deve attribuire un normale soggetto paziente che il suo significato non ammette.
Nel perfetto passivo il participio concorda con il soggetto: puer laudatus est, puella laudata est, pueri laudati sunt. Il presente sum appartiene alla costruzione del perfetto: laudatus est significa “fu lodato” o “è stato lodato”, mentre “è lodato” è laudatur. Esistono anche combinazioni con fui e fueram e letture risultative: si studiano nel loro contesto, senza sostituire il modello base.
| Forma | Analisi | Traduzione di base |
|---|---|---|
| laudatus sum | Perfetto indicativo passivo | Sono stato lodato / fui lodato |
| laudatus eram | Piuccheperfetto indicativo passivo | Ero stato lodato |
| laudatus ero | Futuro anteriore indicativo passivo | Sarò stato lodato |
| laudatus sim | Perfetto congiuntivo passivo | Che io sia stato lodato |
| laudatus essem | Piuccheperfetto congiuntivo passivo | Che io fossi stato lodato |
Contrazioni e varianti frequenti
Nei perfetti in -v- sono frequenti contrazioni: amavisti può diventare amasti, amaverunt amarunt, amavisse amasse; audivisti può apparire come audisti, audivisse come audisse. Queste forme non sono nuovi paradigmi e non si ottengono cancellando lettere a caso. Il perfetto può avere terza plurale in -ere: dixere equivale a dixerunt e non è infinito. Al passivo la seconda singolare in -re (laudare) può coincidere graficamente con un infinito attivo o un imperativo passivo. Prima di tradurre occorre quindi chiedersi quale forma sia compatibile con la frase.
18. Prima coniugazione: laudo
Il modello significa lodare. Paradigma: laudo, laudas, laudavi, laudatum, laudare. Il presente congiuntivo cambia la vocale caratteristica a in e: laudem. Il futuro indicativo ha -bo, -bis, -bit. Distingui laudem (che io lodi) da laudabo (loderò).
Indicativo e congiuntivo
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | laudo | laudas | laudat | laudamus | laudatis | laudant |
| Imperfetto | laudabam | laudabas | laudabat | laudabamus | laudabatis | laudabant |
| Futuro semplice | laudabo | laudabis | laudabit | laudabimus | laudabitis | laudabunt |
| Perfetto | laudavi | laudavisti | laudavit | laudavimus | laudavistis | laudaverunt |
| Piuccheperfetto | laudaveram | laudaveras | laudaverat | laudaveramus | laudaveratis | laudaverant |
| Futuro anteriore | laudavero | laudaveris | laudaverit | laudaverimus | laudaveritis | laudaverint |
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | laudor | laudaris | laudatur | laudamur | laudamini | laudantur |
| Imperfetto | laudabar | laudabaris | laudabatur | laudabamur | laudabamini | laudabantur |
| Futuro semplice | laudabor | laudaberis | laudabitur | laudabimur | laudabimini | laudabuntur |
| Perfetto | laudatus sum | laudatus es | laudatus est | laudati sumus | laudati estis | laudati sunt |
| Piuccheperfetto | laudatus eram | laudatus eras | laudatus erat | laudati eramus | laudati eratis | laudati erant |
| Futuro anteriore | laudatus ero | laudatus eris | laudatus erit | laudati erimus | laudati eritis | laudati erunt |
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | laudem | laudes | laudet | laudemus | laudetis | laudent |
| Imperfetto | laudarem | laudares | laudaret | laudaremus | laudaretis | laudarent |
| Perfetto | laudaverim | laudaveris | laudaverit | laudaverimus | laudaveritis | laudaverint |
| Piuccheperfetto | laudavissem | laudavisses | laudavisset | laudavissemus | laudavissetis | laudavissent |
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | lauder | lauderis | laudetur | laudemur | laudemini | laudentur |
| Imperfetto | laudarer | laudareris | laudaretur | laudaremur | laudaremini | laudarentur |
| Perfetto | laudatus sim | laudatus sis | laudatus sit | laudati simus | laudati sitis | laudati sint |
| Piuccheperfetto | laudatus essem | laudatus esses | laudatus esset | laudati essemus | laudati essetis | laudati essent |
Nelle forme composte la tabella usa il maschile: sostituisci -us e -i con -a e -ae per il femminile, con -um e -a per il neutro. La persona è indicata da sum; genere e numero dal participio. Le sei colonne seguono sempre lo stesso ordine, così puoi confrontare direttamente le coniugazioni.
Imperativi e forme nominali
| Tempo e diatesi | 2ª singolare | 3ª singolare | 2ª plurale | 3ª plurale |
|---|---|---|---|---|
| Presente attivo | lauda | Non presente | laudate | Non presente |
| Futuro attivo | laudato | laudato | laudatote | laudanto |
| Presente passivo | laudare | Non presente | laudamini | Non presente |
| Futuro passivo | laudator | laudator | Non presente nel modello scolastico | laudantor |
| Forma | Attivo | Passivo |
|---|---|---|
| Infinito presente | laudare | laudari |
| Infinito perfetto | laudavisse | laudatum, -am, -um esse (pl. -os, -as, -a) |
| Infinito futuro | laudaturum, -am, -um esse (pl. -os, -as, -a) | laudatum iri |
| Participio presente | laudans, laudantis | Non presente |
| Participio perfetto | Non presente nel verbo attivo regolare | laudatus, -a, -um |
| Participio futuro | laudaturus, -a, -um | Non presente; il gerundivo ha altra funzione |
| Forma | Paradigma |
|---|---|
| Gerundio: genitivo | laudandi |
| Gerundio: dativo / ablativo | laudando |
| Gerundio: accusativo con ad | laudandum |
| Gerundivo | laudandus, -a, -um |
| Supino in -um / in -u | laudatum / laudatu |
laudabat.
Lodava.
Imperfetto indicativo attivo: la forma presenta l’azione nel suo svolgimento o nella sua ripetizione.
19. Seconda coniugazione: moneo
Il modello significa ammonire. Paradigma: moneo, mones, monui, monitum, monere. La e dell’infinito monēre è lunga. Nel presente congiuntivo compare -ea-: moneam; il futuro ha -bo. La u di monui appartiene al tema del perfetto e non va riportata nelle forme del presente.
Indicativo e congiuntivo
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | moneo | mones | monet | monemus | monetis | monent |
| Imperfetto | monebam | monebas | monebat | monebamus | monebatis | monebant |
| Futuro semplice | monebo | monebis | monebit | monebimus | monebitis | monebunt |
| Perfetto | monui | monuisti | monuit | monuimus | monuistis | monuerunt |
| Piuccheperfetto | monueram | monueras | monuerat | monueramus | monueratis | monuerant |
| Futuro anteriore | monuero | monueris | monuerit | monuerimus | monueritis | monuerint |
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | moneor | moneris | monetur | monemur | monemini | monentur |
| Imperfetto | monebar | monebaris | monebatur | monebamur | monebamini | monebantur |
| Futuro semplice | monebor | moneberis | monebitur | monebimur | monebimini | monebuntur |
| Perfetto | monitus sum | monitus es | monitus est | moniti sumus | moniti estis | moniti sunt |
| Piuccheperfetto | monitus eram | monitus eras | monitus erat | moniti eramus | moniti eratis | moniti erant |
| Futuro anteriore | monitus ero | monitus eris | monitus erit | moniti erimus | moniti eritis | moniti erunt |
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | moneam | moneas | moneat | moneamus | moneatis | moneant |
| Imperfetto | monerem | moneres | moneret | moneremus | moneretis | monerent |
| Perfetto | monuerim | monueris | monuerit | monuerimus | monueritis | monuerint |
| Piuccheperfetto | monuissem | monuisses | monuisset | monuissemus | monuissetis | monuissent |
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | monear | monearis | moneatur | moneamur | moneamini | moneantur |
| Imperfetto | monerer | monereris | moneretur | moneremur | moneremini | monerentur |
| Perfetto | monitus sim | monitus sis | monitus sit | moniti simus | moniti sitis | moniti sint |
| Piuccheperfetto | monitus essem | monitus esses | monitus esset | moniti essemus | moniti essetis | moniti essent |
Nelle forme composte la tabella usa il maschile: sostituisci -us e -i con -a e -ae per il femminile, con -um e -a per il neutro. La persona è indicata da sum; genere e numero dal participio. Le sei colonne seguono sempre lo stesso ordine, così puoi confrontare direttamente le coniugazioni.
Imperativi e forme nominali
| Tempo e diatesi | 2ª singolare | 3ª singolare | 2ª plurale | 3ª plurale |
|---|---|---|---|---|
| Presente attivo | mone | Non presente | monete | Non presente |
| Futuro attivo | moneto | moneto | monetote | monento |
| Presente passivo | monere | Non presente | monemini | Non presente |
| Futuro passivo | monetor | monetor | Non presente nel modello scolastico | monentor |
| Forma | Attivo | Passivo |
|---|---|---|
| Infinito presente | monere | moneri |
| Infinito perfetto | monuisse | monitum, -am, -um esse (pl. -os, -as, -a) |
| Infinito futuro | moniturum, -am, -um esse (pl. -os, -as, -a) | monitum iri |
| Participio presente | monens, monentis | Non presente |
| Participio perfetto | Non presente nel verbo attivo regolare | monitus, -a, -um |
| Participio futuro | moniturus, -a, -um | Non presente; il gerundivo ha altra funzione |
| Forma | Paradigma |
|---|---|
| Gerundio: genitivo | monendi |
| Gerundio: dativo / ablativo | monendo |
| Gerundio: accusativo con ad | monendum |
| Gerundivo | monendus, -a, -um |
| Supino in -um / in -u | monitum / monitu |
monebat.
Ammoniva.
Imperfetto indicativo attivo: la forma presenta l’azione nel suo svolgimento o nella sua ripetizione.
20. Terza coniugazione: lego
Il modello significa leggere / raccogliere. Paradigma: lego, legis, legi, lectum, legere. La e dell’infinito legĕre è breve. Futuro e congiuntivo coincidono alla prima singolare legam, ma divergono nelle altre persone: leges è futuro, legas congiuntivo. Legi può essere infinito passivo oppure perfetto attivo: il contesto decide.
Indicativo e congiuntivo
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | lego | legis | legit | legimus | legitis | legunt |
| Imperfetto | legebam | legebas | legebat | legebamus | legebatis | legebant |
| Futuro semplice | legam | leges | leget | legemus | legetis | legent |
| Perfetto | legi | legisti | legit | legimus | legistis | legerunt |
| Piuccheperfetto | legeram | legeras | legerat | legeramus | legeratis | legerant |
| Futuro anteriore | legero | legeris | legerit | legerimus | legeritis | legerint |
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | legor | legeris | legitur | legimur | legimini | leguntur |
| Imperfetto | legebar | legebaris | legebatur | legebamur | legebamini | legebantur |
| Futuro semplice | legar | legeris | legetur | legemur | legemini | legentur |
| Perfetto | lectus sum | lectus es | lectus est | lecti sumus | lecti estis | lecti sunt |
| Piuccheperfetto | lectus eram | lectus eras | lectus erat | lecti eramus | lecti eratis | lecti erant |
| Futuro anteriore | lectus ero | lectus eris | lectus erit | lecti erimus | lecti eritis | lecti erunt |
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | legam | legas | legat | legamus | legatis | legant |
| Imperfetto | legerem | legeres | legeret | legeremus | legeretis | legerent |
| Perfetto | legerim | legeris | legerit | legerimus | legeritis | legerint |
| Piuccheperfetto | legissem | legisses | legisset | legissemus | legissetis | legissent |
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | legar | legaris | legatur | legamur | legamini | legantur |
| Imperfetto | legerer | legereris | legeretur | legeremur | legeremini | legerentur |
| Perfetto | lectus sim | lectus sis | lectus sit | lecti simus | lecti sitis | lecti sint |
| Piuccheperfetto | lectus essem | lectus esses | lectus esset | lecti essemus | lecti essetis | lecti essent |
Nelle forme composte la tabella usa il maschile: sostituisci -us e -i con -a e -ae per il femminile, con -um e -a per il neutro. La persona è indicata da sum; genere e numero dal participio. Le sei colonne seguono sempre lo stesso ordine, così puoi confrontare direttamente le coniugazioni.
Imperativi e forme nominali
| Tempo e diatesi | 2ª singolare | 3ª singolare | 2ª plurale | 3ª plurale |
|---|---|---|---|---|
| Presente attivo | lege | Non presente | legite | Non presente |
| Futuro attivo | legito | legito | legitote | legunto |
| Presente passivo | legere | Non presente | legimini | Non presente |
| Futuro passivo | legitor | legitor | Non presente nel modello scolastico | leguntor |
| Forma | Attivo | Passivo |
|---|---|---|
| Infinito presente | legere | legi |
| Infinito perfetto | legisse | lectum, -am, -um esse (pl. -os, -as, -a) |
| Infinito futuro | lecturum, -am, -um esse (pl. -os, -as, -a) | lectum iri |
| Participio presente | legens, legentis | Non presente |
| Participio perfetto | Non presente nel verbo attivo regolare | lectus, -a, -um |
| Participio futuro | lecturus, -a, -um | Non presente; il gerundivo ha altra funzione |
| Forma | Paradigma |
|---|---|
| Gerundio: genitivo | legendi |
| Gerundio: dativo / ablativo | legendo |
| Gerundio: accusativo con ad | legendum |
| Gerundivo | legendus, -a, -um |
| Supino in -um / in -u | lectum / lectu |
legebat.
Leggeva.
Imperfetto indicativo attivo: la forma presenta l’azione nel suo svolgimento o nella sua ripetizione.
21. Quarta coniugazione: audio
Il modello significa ascoltare. Paradigma: audio, audis, audivi, auditum, audire. Il presente conserva il tema in i, mentre imperfetto e futuro presentano -ie- nelle forme previste dal paradigma. Audiunt ha -iu-, non -i- soltanto. Le forme contratte del perfetto, come audisti e audisse, sono frequenti.
Indicativo e congiuntivo
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | audio | audis | audit | audimus | auditis | audiunt |
| Imperfetto | audiebam | audiebas | audiebat | audiebamus | audiebatis | audiebant |
| Futuro semplice | audiam | audies | audiet | audiemus | audietis | audient |
| Perfetto | audivi | audivisti | audivit | audivimus | audivistis | audiverunt |
| Piuccheperfetto | audiveram | audiveras | audiverat | audiveramus | audiveratis | audiverant |
| Futuro anteriore | audivero | audiveris | audiverit | audiverimus | audiveritis | audiverint |
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | audior | audiris | auditur | audimur | audimini | audiuntur |
| Imperfetto | audiebar | audiebaris | audiebatur | audiebamur | audiebamini | audiebantur |
| Futuro semplice | audiar | audieris | audietur | audiemur | audiemini | audientur |
| Perfetto | auditus sum | auditus es | auditus est | auditi sumus | auditi estis | auditi sunt |
| Piuccheperfetto | auditus eram | auditus eras | auditus erat | auditi eramus | auditi eratis | auditi erant |
| Futuro anteriore | auditus ero | auditus eris | auditus erit | auditi erimus | auditi eritis | auditi erunt |
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | audiam | audias | audiat | audiamus | audiatis | audiant |
| Imperfetto | audirem | audires | audiret | audiremus | audiretis | audirent |
| Perfetto | audiverim | audiveris | audiverit | audiverimus | audiveritis | audiverint |
| Piuccheperfetto | audivissem | audivisses | audivisset | audivissemus | audivissetis | audivissent |
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | audiar | audiaris | audiatur | audiamur | audiamini | audiantur |
| Imperfetto | audirer | audireris | audiretur | audiremur | audiremini | audirentur |
| Perfetto | auditus sim | auditus sis | auditus sit | auditi simus | auditi sitis | auditi sint |
| Piuccheperfetto | auditus essem | auditus esses | auditus esset | auditi essemus | auditi essetis | auditi essent |
Nelle forme composte la tabella usa il maschile: sostituisci -us e -i con -a e -ae per il femminile, con -um e -a per il neutro. La persona è indicata da sum; genere e numero dal participio. Le sei colonne seguono sempre lo stesso ordine, così puoi confrontare direttamente le coniugazioni.
Imperativi e forme nominali
| Tempo e diatesi | 2ª singolare | 3ª singolare | 2ª plurale | 3ª plurale |
|---|---|---|---|---|
| Presente attivo | audi | Non presente | audite | Non presente |
| Futuro attivo | audito | audito | auditote | audiunto |
| Presente passivo | audire | Non presente | audimini | Non presente |
| Futuro passivo | auditor | auditor | Non presente nel modello scolastico | audiuntor |
| Forma | Attivo | Passivo |
|---|---|---|
| Infinito presente | audire | audiri |
| Infinito perfetto | audivisse | auditum, -am, -um esse (pl. -os, -as, -a) |
| Infinito futuro | auditurum, -am, -um esse (pl. -os, -as, -a) | auditum iri |
| Participio presente | audiens, audientis | Non presente |
| Participio perfetto | Non presente nel verbo attivo regolare | auditus, -a, -um |
| Participio futuro | auditurus, -a, -um | Non presente; il gerundivo ha altra funzione |
| Forma | Paradigma |
|---|---|
| Gerundio: genitivo | audiendi |
| Gerundio: dativo / ablativo | audiendo |
| Gerundio: accusativo con ad | audiendum |
| Gerundivo | audiendus, -a, -um |
| Supino in -um / in -u | auditum / auditu |
audiebat.
Ascoltava.
Imperfetto indicativo attivo: la forma presenta l’azione nel suo svolgimento o nella sua ripetizione.
22. Coniugazione mista: capio
Il modello significa prendere. Paradigma: capio, capis, cepi, captum, capere. La coniugazione mista appartiene alla terza, ma inserisce i in varie forme. L’infinito è capere, non capire; l’imperfetto congiuntivo è caperem, non capirem. Confronta caperis (presente passivo) con capieris (futuro passivo).
Indicativo e congiuntivo
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | capio | capis | capit | capimus | capitis | capiunt |
| Imperfetto | capiebam | capiebas | capiebat | capiebamus | capiebatis | capiebant |
| Futuro semplice | capiam | capies | capiet | capiemus | capietis | capient |
| Perfetto | cepi | cepisti | cepit | cepimus | cepistis | ceperunt |
| Piuccheperfetto | ceperam | ceperas | ceperat | ceperamus | ceperatis | ceperant |
| Futuro anteriore | cepero | ceperis | ceperit | ceperimus | ceperitis | ceperint |
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | capior | caperis | capitur | capimur | capimini | capiuntur |
| Imperfetto | capiebar | capiebaris | capiebatur | capiebamur | capiebamini | capiebantur |
| Futuro semplice | capiar | capieris | capietur | capiemur | capiemini | capientur |
| Perfetto | captus sum | captus es | captus est | capti sumus | capti estis | capti sunt |
| Piuccheperfetto | captus eram | captus eras | captus erat | capti eramus | capti eratis | capti erant |
| Futuro anteriore | captus ero | captus eris | captus erit | capti erimus | capti eritis | capti erunt |
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | capiam | capias | capiat | capiamus | capiatis | capiant |
| Imperfetto | caperem | caperes | caperet | caperemus | caperetis | caperent |
| Perfetto | ceperim | ceperis | ceperit | ceperimus | ceperitis | ceperint |
| Piuccheperfetto | cepissem | cepisses | cepisset | cepissemus | cepissetis | cepissent |
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | capiar | capiaris | capiatur | capiamur | capiamini | capiantur |
| Imperfetto | caperer | capereris | caperetur | caperemur | caperemini | caperentur |
| Perfetto | captus sim | captus sis | captus sit | capti simus | capti sitis | capti sint |
| Piuccheperfetto | captus essem | captus esses | captus esset | capti essemus | capti essetis | capti essent |
Nelle forme composte la tabella usa il maschile: sostituisci -us e -i con -a e -ae per il femminile, con -um e -a per il neutro. La persona è indicata da sum; genere e numero dal participio. Le sei colonne seguono sempre lo stesso ordine, così puoi confrontare direttamente le coniugazioni.
Imperativi e forme nominali
| Tempo e diatesi | 2ª singolare | 3ª singolare | 2ª plurale | 3ª plurale |
|---|---|---|---|---|
| Presente attivo | cape | Non presente | capite | Non presente |
| Futuro attivo | capito | capito | capitote | capiunto |
| Presente passivo | capere | Non presente | capimini | Non presente |
| Futuro passivo | capitor | capitor | Non presente nel modello scolastico | capiuntor |
| Forma | Attivo | Passivo |
|---|---|---|
| Infinito presente | capere | capi |
| Infinito perfetto | cepisse | captum, -am, -um esse (pl. -os, -as, -a) |
| Infinito futuro | capturum, -am, -um esse (pl. -os, -as, -a) | captum iri |
| Participio presente | capiens, capientis | Non presente |
| Participio perfetto | Non presente nel verbo attivo regolare | captus, -a, -um |
| Participio futuro | capturus, -a, -um | Non presente; il gerundivo ha altra funzione |
| Forma | Paradigma |
|---|---|
| Gerundio: genitivo | capiendi |
| Gerundio: dativo / ablativo | capiendo |
| Gerundio: accusativo con ad | capiendum |
| Gerundivo | capiendus, -a, -um |
| Supino in -um / in -u | captum / captu |
capiebat.
Prendeva.
Imperfetto indicativo attivo: la forma presenta l’azione nel suo svolgimento o nella sua ripetizione.
23. Verbi deponenti e semideponenti
I deponenti hanno prevalentemente forma passiva e significato attivo: hortor, esorto; sequor, seguo. Il participio perfetto ha normalmente significato attivo: secutus, che ha seguito. Non si traducono quindi aggiungendo “essere” in ogni caso. La loro forma non impedisce la transitività: amicum sequor, seguo l’amico, ha un oggetto in accusativo.
I deponenti conservano forme attive come il participio presente e futuro, il gerundio e il supino in -um. L’infinito futuro è attivo (secuturum esse), mentre il gerundivo mantiene valore passivo, se il verbo lo ammette: res sequenda, la cosa da seguire. Alcuni participi perfetti deponenti possono descrivere uno stato contemporaneo, come ratus, ritenendo; il valore temporale va letto con attenzione.
I quattro modelli principali
Hortor: esortare
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | hortor | hortaris | hortatur | hortamur | hortamini | hortantur |
| Imperfetto | hortabar | hortabaris | hortabatur | hortabamur | hortabamini | hortabantur |
| Futuro semplice | hortabor | hortaberis | hortabitur | hortabimur | hortabimini | hortabuntur |
| Perfetto | hortatus sum | hortatus es | hortatus est | hortati sumus | hortati estis | hortati sunt |
| Piuccheperfetto | hortatus eram | hortatus eras | hortatus erat | hortati eramus | hortati eratis | hortati erant |
| Futuro anteriore | hortatus ero | hortatus eris | hortatus erit | hortati erimus | hortati eritis | hortati erunt |
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | horter | horteris | hortetur | hortemur | hortemini | hortentur |
| Imperfetto | hortarer | hortareris | hortaretur | hortaremur | hortaremini | hortarentur |
| Perfetto | hortatus sim | hortatus sis | hortatus sit | hortati simus | hortati sitis | hortati sint |
| Piuccheperfetto | hortatus essem | hortatus esses | hortatus esset | hortati essemus | hortati essetis | hortati essent |
| Forma | Paradigma |
|---|---|
| Infinito presente | hortari |
| Infinito perfetto | hortatum, -am, -um esse (forme in accusativo) |
| Infinito futuro | hortaturum, -am, -um esse (forme in accusativo) |
| Participio presente | hortans, hortantis |
| Participio perfetto | hortatus, -a, -um |
| Participio futuro | hortaturus, -a, -um |
| Gerundio | hortandi, hortando, ad hortandum, hortando |
| Gerundivo | hortandus, -a, -um |
| Supino | hortatum, hortatu |
| Imperativo presente, 2ª sing. e plur. | hortare, hortamini |
Vereor: temere, rispettare
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | vereor | vereris | veretur | veremur | veremini | verentur |
| Imperfetto | verebar | verebaris | verebatur | verebamur | verebamini | verebantur |
| Futuro semplice | verebor | vereberis | verebitur | verebimur | verebimini | verebuntur |
| Perfetto | veritus sum | veritus es | veritus est | veriti sumus | veriti estis | veriti sunt |
| Piuccheperfetto | veritus eram | veritus eras | veritus erat | veriti eramus | veriti eratis | veriti erant |
| Futuro anteriore | veritus ero | veritus eris | veritus erit | veriti erimus | veriti eritis | veriti erunt |
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | verear | verearis | vereatur | vereamur | vereamini | vereantur |
| Imperfetto | vererer | verereris | vereretur | vereremur | vereremini | vererentur |
| Perfetto | veritus sim | veritus sis | veritus sit | veriti simus | veriti sitis | veriti sint |
| Piuccheperfetto | veritus essem | veritus esses | veritus esset | veriti essemus | veriti essetis | veriti essent |
| Forma | Paradigma |
|---|---|
| Infinito presente | vereri |
| Infinito perfetto | veritum, -am, -um esse (forme in accusativo) |
| Infinito futuro | veriturum, -am, -um esse (forme in accusativo) |
| Participio presente | verens, verentis |
| Participio perfetto | veritus, -a, -um |
| Participio futuro | veriturus, -a, -um |
| Gerundio | verendi, verendo, ad verendum, verendo |
| Gerundivo | verendus, -a, -um |
| Supino | veritum, veritu |
| Imperativo presente, 2ª sing. e plur. | verere, veremini |
Sequor: seguire
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | sequor | sequeris | sequitur | sequimur | sequimini | sequuntur |
| Imperfetto | sequebar | sequebaris | sequebatur | sequebamur | sequebamini | sequebantur |
| Futuro semplice | sequar | sequeris | sequetur | sequemur | sequemini | sequentur |
| Perfetto | secutus sum | secutus es | secutus est | secuti sumus | secuti estis | secuti sunt |
| Piuccheperfetto | secutus eram | secutus eras | secutus erat | secuti eramus | secuti eratis | secuti erant |
| Futuro anteriore | secutus ero | secutus eris | secutus erit | secuti erimus | secuti eritis | secuti erunt |
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | sequar | sequaris | sequatur | sequamur | sequamini | sequantur |
| Imperfetto | sequerer | sequereris | sequeretur | sequeremur | sequeremini | sequerentur |
| Perfetto | secutus sim | secutus sis | secutus sit | secuti simus | secuti sitis | secuti sint |
| Piuccheperfetto | secutus essem | secutus esses | secutus esset | secuti essemus | secuti essetis | secuti essent |
| Forma | Paradigma |
|---|---|
| Infinito presente | sequi |
| Infinito perfetto | secutum, -am, -um esse (forme in accusativo) |
| Infinito futuro | secuturum, -am, -um esse (forme in accusativo) |
| Participio presente | sequens, sequentis |
| Participio perfetto | secutus, -a, -um |
| Participio futuro | secuturus, -a, -um |
| Gerundio | sequendi, sequendo, ad sequendum, sequendo |
| Gerundivo | sequendus, -a, -um |
| Supino | secutum, secutu |
| Imperativo presente, 2ª sing. e plur. | sequere, sequimini |
Largior: donare
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | largior | largiris | largitur | largimur | largimini | largiuntur |
| Imperfetto | largiebar | largiebaris | largiebatur | largiebamur | largiebamini | largiebantur |
| Futuro semplice | largiar | largieris | largietur | largiemur | largiemini | largientur |
| Perfetto | largitus sum | largitus es | largitus est | largiti sumus | largiti estis | largiti sunt |
| Piuccheperfetto | largitus eram | largitus eras | largitus erat | largiti eramus | largiti eratis | largiti erant |
| Futuro anteriore | largitus ero | largitus eris | largitus erit | largiti erimus | largiti eritis | largiti erunt |
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | largiar | largiaris | largiatur | largiamur | largiamini | largiantur |
| Imperfetto | largirer | largireris | largiretur | largiremur | largiremini | largirentur |
| Perfetto | largitus sim | largitus sis | largitus sit | largiti simus | largiti sitis | largiti sint |
| Piuccheperfetto | largitus essem | largitus esses | largitus esset | largiti essemus | largiti essetis | largiti essent |
| Forma | Paradigma |
|---|---|
| Infinito presente | largiri |
| Infinito perfetto | largitum, -am, -um esse (forme in accusativo) |
| Infinito futuro | largiturum, -am, -um esse (forme in accusativo) |
| Participio presente | largiens, largientis |
| Participio perfetto | largitus, -a, -um |
| Participio futuro | largiturus, -a, -um |
| Gerundio | largiendi, largiendo, ad largiendum, largiendo |
| Gerundivo | largiendus, -a, -um |
| Supino | largitum, largitu |
| Imperativo presente, 2ª sing. e plur. | largire, largimini |
I deponenti della terza in -ior, come patior, pateris, passus sum, pati, seguono le alternanze della coniugazione mista: patior, pateris, patitur, patimur, patimini, patiuntur; imperfetto patiebar; futuro patiar; congiuntivo presente patiar, imperfetto paterer; imperativo patere, patimini. Anche morior presenta forme miste, con infinito mori e participio futuro moriturus.
Semideponenti e costruzioni da ricordare
| Paradigma | Significato | Esempio |
|---|---|---|
| audeo, audes, ausus sum, audere | Osare | ausus est: osò / ha osato |
| gaudeo, gaudes, gavisus sum, gaudere | Gioire | gavisi sunt: gioirono |
| soleo, soles, solitus sum, solere | Essere solito | solitus erat: era stato solito |
| fido, fidis, fisus sum, fidere | Fidarsi | confido e diffido hanno composti analoghi |
I semideponenti hanno il sistema del presente attivo e quello del perfetto con forma passiva e senso attivo. Soleo esprime abitualità e spesso si traduce con “essere solito” più infinito. Esistono comportamenti particolari, come revertor, che può usare il perfetto attivo reverti; è sempre il dizionario a precisare il paradigma. Fio verrà studiato fra i verbi anomali: non va ridotto meccanicamente alla serie dei semideponenti.
24. Sum, possum e i composti di sum
Sum significa “essere”, esprime esistenza e svolge la funzione di copula. Entra anche nei tempi composti del passivo e nelle perifrastiche. È un verbo intransitivo: non ha un normale paradigma passivo né un supino. Il tema del presente alterna es- e s-; il sistema del perfetto usa fu-.
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | sum | es | est | sumus | estis | sunt |
| Imperfetto | eram | eras | erat | eramus | eratis | erant |
| Futuro semplice | ero | eris | erit | erimus | eritis | erunt |
| Perfetto | fui | fuisti | fuit | fuimus | fuistis | fuerunt |
| Piuccheperfetto | fueram | fueras | fuerat | fueramus | fueratis | fuerant |
| Futuro anteriore | fuero | fueris | fuerit | fuerimus | fueritis | fuerint |
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | sim | sis | sit | simus | sitis | sint |
| Imperfetto | essem | esses | esset | essemus | essetis | essent |
| Perfetto | fuerim | fueris | fuerit | fuerimus | fueritis | fuerint |
| Piuccheperfetto | fuissem | fuisses | fuisset | fuissemus | fuissetis | fuissent |
| Categoria | Forme |
|---|---|
| Imperativo presente | es, este |
| Imperativo futuro | esto (2ª e 3ª sing.), estote (2ª plur.), sunto (3ª plur.) |
| Infinito presente / perfetto | esse / fuisse |
| Infinito futuro | futurum, -am, -um esse; oppure fore |
| Participio futuro | futurus, -a, -um |
| Imperfetto congiuntivo alternativo | forem, fores, foret, foremus, foretis, forent |
Il latino classico non usa normalmente un participio presente autonomo di sum paragonabile all’italiano “essente”. Le forme absens e praesens appartengono a composti; ens ha storia e usi successivi o specialistici e non va inserito come forma ordinaria del paradigma scolastico classico.
Possum: potere
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | possum | potes | potest | possumus | potestis | possunt |
| Imperfetto | poteram | poteras | poterat | poteramus | poteratis | poterant |
| Futuro semplice | potero | poteris | poterit | poterimus | poteritis | poterunt |
| Perfetto | potui | potuisti | potuit | potuimus | potuistis | potuerunt |
| Piuccheperfetto | potueram | potueras | potuerat | potueramus | potueratis | potuerant |
| Futuro anteriore | potuero | potueris | potuerit | potuerimus | potueritis | potuerint |
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | possim | possis | possit | possimus | possitis | possint |
| Imperfetto | possem | posses | posset | possemus | possetis | possent |
| Perfetto | potuerim | potueris | potuerit | potuerimus | potueritis | potuerint |
| Piuccheperfetto | potuissem | potuisses | potuisset | potuissemus | potuissetis | potuissent |
Gli infiniti sono posse e potuisse. Non si formano normalmente un imperativo, un supino o un futuro infinito regolare di possum. Potens, potentis è usato come aggettivo (“potente”, “capace”). Il verbo regge l’infinito: legere possum, posso leggere. Perifrasi e contesto permettono di esprimere le relazioni che il paradigma non offre con una forma propria.
Composti e particolarità di prosum
| Verbo | Significato | Nota |
|---|---|---|
| absum, abesse, afui | Essere assente / lontano | ab + ablativo può indicare da chi o da che cosa |
| adsum, adesse, adfui / affui | Essere presente, assistere | Può reggere il dativo |
| desum, deesse, defui | Mancare | Normalmente con dativo |
| insum, inesse, infui | Essere dentro | Dativo o in + ablativo secondo il contesto |
| intersum, interesse, interfui | Partecipare; essere fra | Dativo; impersonale interest ha costruzione propria |
| obsum, obesse, obfui / offui | Nuocere | Dativo |
| praesum, praeesse, praefui | Essere a capo | Dativo |
| prosum, prodesse, profui | Giovare | Dativo; d davanti a e |
| supersum, superesse, superfui | Sopravvivere, restare | Dativo o uso assoluto |
Prosum inserisce d davanti alla e delle forme di sum: prosum, prodes, prodest, prosumus, prodestis, prosunt; proderam; prodero; congiuntivo prosim, prodessem; infinito prodesse. Il perfetto è profui. Non tutte le preposizioni dei composti restano separate nella costruzione della frase.
25. Fero, eo e fio
Questi verbi molto frequenti combinano temi diversi o alternanze che non seguono in ogni punto i modelli regolari. Conviene riconoscere prima le forme più ricorrenti e poi collegarle al paradigma. “Irregolare” non significa privo di struttura: gran parte del sistema del perfetto resta regolare una volta noto il tema.
Fero, fers, tuli, latum, ferre: portare
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | fero | fers | fert | ferimus | fertis | ferunt |
| Imperfetto | ferebam | ferebas | ferebat | ferebamus | ferebatis | ferebant |
| Futuro semplice | feram | feres | feret | feremus | feretis | ferent |
| Perfetto | tuli | tulisti | tulit | tulimus | tulistis | tulerunt |
| Piuccheperfetto | tuleram | tuleras | tulerat | tuleramus | tuleratis | tulerant |
| Futuro anteriore | tulero | tuleris | tulerit | tulerimus | tuleritis | tulerint |
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | feror | ferris | fertur | ferimur | ferimini | feruntur |
| Imperfetto | ferebar | ferebaris | ferebatur | ferebamur | ferebamini | ferebantur |
| Futuro semplice | ferar | fereris | feretur | feremur | feremini | ferentur |
| Perfetto | latus sum | latus es | latus est | lati sumus | lati estis | lati sunt |
| Piuccheperfetto | latus eram | latus eras | latus erat | lati eramus | lati eratis | lati erant |
| Futuro anteriore | latus ero | latus eris | latus erit | lati erimus | lati eritis | lati erunt |
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | feram | feras | ferat | feramus | feratis | ferant |
| Imperfetto | ferrem | ferres | ferret | ferremus | ferretis | ferrent |
| Perfetto | tulerim | tuleris | tulerit | tulerimus | tuleritis | tulerint |
| Piuccheperfetto | tulissem | tulisses | tulisset | tulissemus | tulissetis | tulissent |
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | ferar | feraris | feratur | feramur | feramini | ferantur |
| Imperfetto | ferrer | ferreris | ferretur | ferremur | ferremini | ferrentur |
| Perfetto | latus sim | latus sis | latus sit | lati simus | lati sitis | lati sint |
| Piuccheperfetto | latus essem | latus esses | latus esset | lati essemus | lati essetis | lati essent |
| Categoria | Forme |
|---|---|
| Imperativo presente attivo / passivo | fer, ferte / ferre, ferimini |
| Imperativo futuro attivo | ferto, ferto, fertote, ferunto |
| Imperativo futuro passivo | fertor, fertor, nessuna 2ª plur. ordinaria, feruntor |
| Infiniti attivi | ferre; tulisse; laturum esse |
| Infiniti passivi | ferri; latum esse; latum iri |
| Participi | ferens, ferentis; latus, -a, -um; laturus, -a, -um |
| Gerundio e gerundivo | ferendi, ferendo, ad ferendum, ferendo; ferendus, -a, -um |
| Supini | latum, latu |
I composti possono cambiare aspetto nei diversi temi: aufero, abstuli, ablatum, auferre, portare via; confero, contuli, collatum, riunire o confrontare; refero, rettuli, relatum, riportare; offero, obtuli, oblatum, offrire; suffero, sustuli, sublatum, sopportare. Le forme sustuli e sublatum sono condivise con tollo: il contesto e il dizionario sono indispensabili.
Eo, is, ii o ivi, itum, ire: andare
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | eo | is | it | imus | itis | eunt |
| Imperfetto | ibam | ibas | ibat | ibamus | ibatis | ibant |
| Futuro semplice | ibo | ibis | ibit | ibimus | ibitis | ibunt |
| Perfetto | ii | iisti | iit | iimus | iistis | ierunt |
| Piuccheperfetto | ieram | ieras | ierat | ieramus | ieratis | ierant |
| Futuro anteriore | iero | ieris | ierit | ierimus | ieritis | ierint |
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | eam | eas | eat | eamus | eatis | eant |
| Imperfetto | irem | ires | iret | iremus | iretis | irent |
| Perfetto | ierim | ieris | ierit | ierimus | ieritis | ierint |
| Piuccheperfetto | iissem | iisses | iisset | iissemus | iissetis | iissent |
| Categoria | Forme |
|---|---|
| Imperativo presente / futuro | i, ite / ito, ito, itote, eunto |
| Infinito | ire; iisse (anche ivisse); iturum esse |
| Participio presente | iens, euntis; plurale euntes, euntia |
| Participio futuro | iturus, -a, -um |
| Gerundio / gerundivo | eundi, eundo, ad eundum, eundo / eundus, -a, -um |
| Supino | itum; forma in -u di uso limitato |
| Passivo impersonale | itur, si va; itum est, si andò; eundum est, bisogna andare |
Il perfetto presenta anche la serie con iv-: ivi, ivisti, ivit, ivimus, ivistis, iverunt; le forme con ii possono contrarsi, per esempio isti e isse. Nella tabella iisti e iisse mostrano la formazione non contratta. Eo è intransitivo; alcuni composti possono essere transitivi, come adeo e transeo, e ammettere un passivo personale. Pereo significa perire, redeo ritornare, abeo allontanarsi, exeo uscire.
Fio, fis, factus sum, fieri: diventare, accadere, essere fatto
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | fio | fis | fit | fimus | fitis | fiunt |
| Imperfetto | fiebam | fiebas | fiebat | fiebamus | fiebatis | fiebant |
| Futuro semplice | fiam | fies | fiet | fiemus | fietis | fient |
| Perfetto | factus sum | factus es | factus est | facti sumus | facti estis | facti sunt |
| Piuccheperfetto | factus eram | factus eras | factus erat | facti eramus | facti eratis | facti erant |
| Futuro anteriore | factus ero | factus eris | factus erit | facti erimus | facti eritis | facti erunt |
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | fiam | fias | fiat | fiamus | fiatis | fiant |
| Imperfetto | fierem | fieres | fieret | fieremus | fieretis | fierent |
| Perfetto | factus sim | factus sis | factus sit | facti simus | facti sitis | facti sint |
| Piuccheperfetto | factus essem | factus esses | factus esset | facti essemus | facti essetis | facti essent |
L’infinito presente è fieri, il perfetto factum esse con accordo del participio; il futuro passivo corrispondente a facio è factum iri. L’imperativo fi, fite è raro; non bisogna costruire da fio un intero sistema di participi e gerundi inesistenti. Faciendus è il gerundivo di facio. Fio funziona da passivo di facio (“essere fatto”), ma anche da verbo autonomo (“diventare”, “accadere”). I composti in -ficio, come conficio, hanno generalmente passivo in -ficior: conficior, non una semplice composizione con fio.
26. Volo, nolo, malo ed edo
Volo significa volere; nolo, non volere; malo, preferire. Reggono frequentemente un infinito. Le forme del presente sono particolari, mentre i temi del perfetto volu-, nolu-, malu- seguono le desinenze già studiate. Non hanno un normale paradigma passivo. Nelle formule di cortesia velim e vellem possono significare “vorrei”, con diversa sfumatura di possibilità o attenuazione.
Volo
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | volo | vis | vult | volumus | vultis | volunt |
| Imperfetto | volebam | volebas | volebat | volebamus | volebatis | volebant |
| Futuro semplice | volam | voles | volet | volemus | voletis | volent |
| Perfetto | volui | voluisti | voluit | voluimus | voluistis | voluerunt |
| Piuccheperfetto | volueram | volueras | voluerat | volueramus | volueratis | voluerant |
| Futuro anteriore | voluero | volueris | voluerit | voluerimus | volueritis | voluerint |
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | velim | velis | velit | velimus | velitis | velint |
| Imperfetto | vellem | velles | vellet | vellemus | velletis | vellent |
| Perfetto | voluerim | volueris | voluerit | voluerimus | volueritis | voluerint |
| Piuccheperfetto | voluissem | voluisses | voluisset | voluissemus | voluissetis | voluissent |
Infinito presente velle; infinito perfetto voluisse.
Nolo
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | nolo | non vis | non vult | nolumus | non vultis | nolunt |
| Imperfetto | nolebam | nolebas | nolebat | nolebamus | nolebatis | nolebant |
| Futuro semplice | nolam | noles | nolet | nolemus | noletis | nolent |
| Perfetto | nolui | noluisti | noluit | noluimus | noluistis | noluerunt |
| Piuccheperfetto | nolueram | nolueras | noluerat | nolueramus | nolueratis | noluerant |
| Futuro anteriore | noluero | nolueris | noluerit | noluerimus | nolueritis | noluerint |
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | nolim | nolis | nolit | nolimus | nolitis | nolint |
| Imperfetto | nollem | nolles | nollet | nollemus | nolletis | nollent |
| Perfetto | noluerim | nolueris | noluerit | noluerimus | nolueritis | noluerint |
| Piuccheperfetto | noluissem | noluisses | noluisset | noluissemus | noluissetis | noluissent |
Infinito presente nolle; infinito perfetto noluisse.
Malo
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | malo | mavis | mavult | malumus | mavultis | malunt |
| Imperfetto | malebam | malebas | malebat | malebamus | malebatis | malebant |
| Futuro semplice | malam | males | malet | malemus | maletis | malent |
| Perfetto | malui | maluisti | maluit | maluimus | maluistis | maluerunt |
| Piuccheperfetto | malueram | malueras | maluerat | malueramus | malueratis | maluerant |
| Futuro anteriore | maluero | malueris | maluerit | maluerimus | malueritis | maluerint |
| Tempo | Io | Tu | Egli / ella | Noi | Voi | Essi / esse |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | malim | malis | malit | malimus | malitis | malint |
| Imperfetto | mallem | malles | mallet | mallemus | malletis | mallent |
| Perfetto | maluerim | malueris | maluerit | maluerimus | malueritis | maluerint |
| Piuccheperfetto | maluissem | maluisses | maluisset | maluissemus | maluissetis | maluissent |
Infinito presente malle; infinito perfetto maluisse.
Di nolo si usano gli imperativi noli, nolite, spesso seguiti dall’infinito per un divieto: Noli timere, non temere. L’imperativo futuro ha nolito, nolitote, nolunto. I participi volens e nolens funzionano anche come aggettivi. Per malo ricorri a una costruzione completa: Malo legere quam ludere, preferisco leggere piuttosto che giocare.
Edo: mangiare, e le forme simili a sum
| Persona / categoria | Forma regolare | Alternativa |
|---|---|---|
| 1ª sing. | edo | Nessuna forma ordinaria di sum |
| 2ª sing. | edis | ēs |
| 3ª sing. | edit | ēst |
| 1ª plur. | edimus | Nessuna alternativa comune |
| 2ª plur. | editis | ēstis |
| 3ª plur. | edunt | Nessuna alternativa comune |
| Infinito | edere | ēsse |
| Imperfetto congiuntivo | ederem, ederes, ederet, ederemus, ederetis, ederent | essem, esses, esset, essemus, essetis, essent |
| Imperativo presente | ede, edite | ēs, ēste |
Il paradigma è edo, edis, edi, esum, edere. Il resto della coniugazione segue in gran parte la terza: edebam, edam (futuro e congiuntivo presente alla prima singolare), edi, ederam; participio esus, futuro esurus. È attestato anche il congiuntivo edim. Le forme contratte con ē lunga possono confondersi graficamente con sum quando i segni di quantità mancano. Guarda il significato e la presenza di un oggetto: “essere il pane” e “mangiare il pane” richiedono costruzioni diverse.
27. Verbi difettivi e impersonali
Un verbo è difettivo quando non usa una parte del paradigma. Non bisogna completarlo per analogia inventando forme. Un verbo è impersonale quando compare normalmente alla terza persona singolare senza un soggetto personale espresso; può tuttavia reggere un’infinitiva o una completiva che svolge funzione di soggetto.
Odi, memini, coepi
| Verbo | Forme da riconoscere | Valore |
|---|---|---|
| odi, odisse | odi; oderam; odero; oderim; odissem | Odi: odio; oderam: odiavo |
| memini, meminisse | memini; memineram; meminero; meminerim; meminissem | Memini: ricordo; memineram: ricordavo |
| coepi, coepisse | coepi; coeperam; coepero; coeperim; coepissem | Cominciai / ho cominciato: il perfetto conserva valore passato |
| novi, novisse (da nosco) | novi; noveram | Ho conosciuto, quindi so / conosco; dipende dal contesto |
Odi e memini hanno forme del sistema del perfetto ma valore presente; i piuccheperfetti assumono comunemente valore imperfetto. Memini presenta l’imperativo futuro memento, mementote, ricorda, ricordate. Coepi non segue la stessa corrispondenza: significa “cominciai”. Con infinito passivo si trova coeptus sum: urbs aedificari coepta est, si cominciò a costruire la città. Il presente ordinario “comincio” si esprime con incipio.
Aio, inquam, fari e formule fisse
| Verbo | Forme principali attestate nell’uso scolastico | Uso |
|---|---|---|
| aio | aio, ais, ait, aiunt; aiebam; aiens | Dire, affermare; ait può richiedere interpretazione temporale dal contesto |
| inquam | inquam, inquis, inquit, inquiunt; inquiebat, inquiet | Inciso nel discorso diretto: «...», disse |
| fari | fatur, fantur; fatus sum; fari; fans, fantis | Parlare, soprattutto in lingua poetica e solenne |
| ave, avete; salve, salvete | Formule di saluto | Non costruire un paradigma simmetrico da queste sole forme |
| vale, valete | Sta’ bene, state bene | Imperativi di valeo, usati anche come saluto |
Impersonali e sentimenti
| Tipo | Esempi | Costruzione |
|---|---|---|
| Fenomeni atmosferici | pluit, ningit, tonat | Piove, nevica, tuona; senza soggetto personale ordinario |
| Necessità e possibilità | oportet, necesse est, licet | Infinito o completiva; licet può indicare la persona al dativo |
| Convenienza e risultato | decet, convenit, accidit, evenit | La costruzione varia: consultare la reggenza del lemma |
| Sentimenti | paenitet, pudet, piget, taedet, miseret | Persona in accusativo; causa normalmente in genitivo o in altra costruzione ammessa |
| Passivo impersonale | itur, curritur, pugnatur | Si va, si corre, si combatte |
Me erroris paenitet.
Mi pento dell’errore.
Me indica la persona che prova il sentimento; erroris ciò di cui si pente. Il perfetto di paenitet è paenituit, non una forma personale italiana trasferita al latino.
Discipulis discere licet.
Agli studenti è consentito imparare.
Discipulis è dativo; discere esprime ciò che è consentito.
28. Infinito e participi: forma e tempo relativo
L’infinito può completare un verbo (possum venire), fungere da soggetto (errare humanum est) o costituire il predicato di un’infinitiva. I suoi tempi esprimono soprattutto una relazione con il verbo reggente: presente per contemporaneità, perfetto per anteriorità, futuro per posteriorità. Non si traducono dunque conservando ciecamente il nome del tempo latino.
| Latino | Rapporto | Italiano |
|---|---|---|
| Dico eum venire. | Contemporaneità rispetto a dico | Dico che egli viene. |
| Dixi eum venire. | Contemporaneità rispetto a dixi | Dissi che egli veniva. |
| Dico eum venisse. | Anteriorità | Dico che è venuto. |
| Dixi eum venisse. | Anteriorità nel passato | Dissi che era venuto. |
| Dico eum venturum esse. | Posteriorità | Dico che verrà. |
| Dixi eum venturum esse. | Posteriorità nel passato | Dissi che sarebbe venuto. |
Il participio è un aggettivo verbale
| Participio | Flessione | Valore temporale e diatesi |
|---|---|---|
| amans, amantis | Terza declinazione, una uscita | Contemporaneo; attivo |
| amatus, -a, -um | Prima classe | Anteriore; passivo nei verbi attivi |
| amaturus, -a, -um | Prima classe | Posteriore; attivo, spesso intenzione o imminenza |
Il participio concorda in genere, numero e caso con un nome. Può essere attributivo (“i soldati che combattono”), sostantivato (“i combattenti”) o congiunto, con valore circostanziale. Il presente ha ablativo singolare in -e quando prevale il valore verbale (duce hortante), in -i quando è usato come aggettivo; genitivo plurale in -ium e neutro plurale in -ia. Le forme sostantivate possono seguire usi specifici da verificare nel lessico.
Non ogni participio perfetto è passivo: quello dei deponenti è normalmente attivo; mortuus significa morto, profectus partito. Alcuni participi esprimono uno stato e non una semplice azione anteriore. Il participio futuro non è il “futuro passivo”: lecturus è chi leggerà, legendus ciò che deve essere letto.
| Caso | Singolare | Plurale |
|---|---|---|
| Nominativo | amans | amantes |
| Genitivo | amantis | amantium |
| Dativo | amanti | amantibus |
| Accusativo | amantem | amantes |
| Vocativo | amans | amantes |
| Ablativo | amante / amanti | amantibus |
Per il neutro cambiano nominativo, accusativo e vocativo: singolare amans, plurale amantia. Le altre forme coincidono. Nelle infinitive i participi delle forme composte concordano con il soggetto in accusativo; nel nominativo con infinito seguono invece il soggetto al nominativo.
29. Gerundio, gerundivo, supino e perifrastiche
Il gerundio è un nome verbale neutro singolare: permette di declinare l’idea dell’infinito nei casi indiretti. Il gerundivo è un aggettivo verbale e concorda con un sostantivo. La distinzione è sintattica, non soltanto una questione di desinenza: in ars legendi, l’arte di leggere, legendi è gerundio; in libri legendi, i libri da leggere, legendi è gerundivo e concorda con libri.
| Caso | Forma | Esempio |
|---|---|---|
| Genitivo | legendi | ars legendi: l’arte di leggere |
| Dativo | legendo | Usi limitati, soprattutto con aggettivi e locuzioni di destinazione |
| Accusativo con preposizione | ad legendum | ad legendum: per leggere |
| Ablativo | legendo | legendo discimus: impariamo leggendo |
Passaggio dal gerundio al gerundivo
Quando il gerundio regge un oggetto, il latino preferisce spesso trasformare quell’oggetto nel nome con cui concorda il gerundivo: studium legendi libros può diventare studium librorum legendorum. Il caso richiesto dalla frase passa al sostantivo; il gerundivo ne assume genere, numero e caso. La costruzione con gerundivo è particolarmente normale dopo preposizioni e al dativo. Non si tratta di una sostituzione automatica applicabile senza considerare il verbo, gli oggetti neutri o le preferenze dell’autore.
Venit ad libros legendos.
Venne per leggere i libri.
Ad regge l’accusativo; libros è accusativo plurale e legendos concorda con esso. Il senso finale resta attivo in italiano.
Librorum legendorum causa venit.
Venne per leggere i libri.
Causa, posposto, regge il genitivo. Il gruppo intero esprime il fine.
Perifrastica attiva e passiva
| Costruzione | Esempio | Significato |
|---|---|---|
| Participio futuro + sum | Profecturus sum. | Sto per partire / ho intenzione di partire. |
| Gerundivo + sum | Liber legendus est. | Il libro deve essere letto. |
| Gerundivo + sum + dativo d’agente | Liber mihi legendus est. | Devo leggere il libro. |
| Passiva impersonale | Nobis proficiscendum est. | Dobbiamo partire. |
La perifrastica attiva esprime imminenza, intenzione o destinazione: il contesto stabilisce quale sfumatura prevalga. Il tempo di sum colloca quella prospettiva: profecturus eram, stavo per partire. La passiva esprime necessità, dovere o opportunità. Con un verbo transitivo si accorda al soggetto: epistulae scribendae sunt; con un intransitivo può essere impersonale al neutro singolare.
La perifrastica conserva la reggenza del verbo: legibus parendum est, bisogna obbedire alle leggi, mantiene il dativo richiesto da pareo. Quando il dativo d’agente potrebbe confondersi con un altro dativo, possono essere preferite costruzioni più chiare, anche con ab. “Dativo” non equivale sempre a “agente”.
Il supino
Il supino in -um, formalmente accusativo, esprime soprattutto il fine con verbi di movimento: legati pacem petitum venerunt, gli ambasciatori vennero a chiedere la pace. Conserva l’oggetto del verbo, qui pacem. Il supino in -u, tradizionalmente collegato all’ablativo, si usa con alcuni aggettivi per indicare il rispetto sotto cui una cosa è facile, difficile o straordinaria: facile dictu, facile a dirsi; mirabile visu, straordinario a vedersi. È limitato a un gruppo di espressioni e normalmente non regge un oggetto espresso.
Il futuro infinito passivo unisce supino in -um e iri: urbem captum iri, che la città sarà conquistata. Captum rimane invariato perché è supino, non participio concordato con urbem. Dove manca o è poco agevole un futuro infinito, si incontra la perifrasi fore ut più congiuntivo.
30. Avverbi, preposizioni, congiunzioni e interiezioni
Le parti invariabili non cambiano desinenza, ma determinano rapporti essenziali nella frase. Un avverbio modifica un verbo, un aggettivo o un altro avverbio; una preposizione regge un caso; una congiunzione collega parole o proposizioni. Una stessa sequenza può avere più funzioni: cum può essere preposizione con ablativo oppure congiunzione; ut assume valori diversi secondo il modo verbale e il contesto.
Formazione e comparazione degli avverbi
| Base | Positivo | Comparativo | Superlativo |
|---|---|---|---|
| clarus | clare | clarius | clarissime |
| fortis | fortiter | fortius | fortissime |
| prudens | prudenter | prudentius | prudentissime |
| bonus | bene | melius | optime |
| malus | male | peius | pessime |
| magnus | magnopere | magis | maxime |
| parvus | parum | minus | minime |
| multus | multum | plus | plurimum |
Gli aggettivi della prima classe formano spesso l’avverbio in -e; quelli della seconda in -iter, con -enter per numerosi aggettivi in -ns. Il comparativo avverbiale coincide con il neutro singolare del comparativo; il superlativo termina comunemente in -e. Sono frequenti avverbi originariamente legati a casi nominali: statim, nunc, hodie, domi, noctu. Non ogni forma in -e è perciò un avverbio, né tutti gli avverbi si costruiscono con un unico suffisso.
Preposizioni e casi
| Caso | Preposizioni | Valori frequenti |
|---|---|---|
| Accusativo | ad, ante, apud, circum, contra, erga, extra, inter, intra, ob, per, post, praeter, prope, propter, trans, ultra | Direzione, posizione, relazione, causa; il significato dipende dalla preposizione |
| Ablativo | a / ab, e / ex, de, cum, sine, pro, prae | Provenienza, separazione, agente, compagnia, mezzo figurato, vantaggio |
| Accusativo o ablativo | in, sub | Direzione verso un luogo / posizione in un luogo; anche valori figurati |
| Usi distinti da verificare | super, subter | Super con accusativo: sopra, oltre; con ablativo anche riguardo a. Subter è soprattutto con accusativo |
| Genitivo retto da nomi posposti | causa, gratia | Per, a scopo di: discendi causa |
Con in non basta chiedersi se il verbo implichi movimento: in horto ambulo significa passeggio nel giardino e usa l’ablativo, perché il movimento avviene all’interno di un luogo; in hortum intro indica ingresso e richiede accusativo. Le varianti a/ab ed e/ex dipendono dall’uso fonetico e stilistico: ab ed ex possono precedere vocali e consonanti, mentre a ed e si usano davanti a consonante.
| Rapporto | Forme | Osservazione |
|---|---|---|
| Copulativo | et, -que, atque / ac | -que si unisce alla seconda parola coordinata |
| Disgiuntivo | aut, vel, sive / seu | Aut tende a distinguere alternative; vel può lasciare maggiore libertà |
| Avversativo | sed, autem, vero, at | Autem è normalmente posposto al primo elemento |
| Esplicativo | nam, enim | Enim è normalmente in seconda posizione |
| Conclusivo | ergo, igitur, itaque | Igitur è spesso posposto |
| Negativo | neque / nec, neve / neu | Neve coordina spesso divieti o finali negative |
Le interiezioni, come heu (ahimè), eheu, o, euge (bene!), esprimono reazioni o richiami. Possono accompagnarsi a vocativo o accusativo esclamativo. La loro traduzione deve adattarsi al registro della frase, evitando di trattarle come parti di una proposizione regolare.
Avverbi di luogo e di tempo
| Riferimento | Dove? | Verso dove? | Da dove? | Per dove? |
|---|---|---|---|---|
| Vicino a chi parla | hic | huc | hinc | hac |
| Vicino all’interlocutore | istic | istuc | istinc | istac |
| Lontano | illic | illuc | illinc | illac |
| Ripresa neutra | ibi | eo | inde | ea |
| Interrogativo / relativo | ubi | quo | unde | qua |
| Gruppo | Forme e significati |
|---|---|
| Tempo | nunc: ora; tum / tunc: allora; hodie: oggi; heri: ieri; cras: domani |
| Durata e frequenza | diu: a lungo; saepe: spesso; semper: sempre; numquam: mai; cotidie: ogni giorno |
| Sequenza | iam: già / ormai; nondum: non ancora; statim: subito; mox: presto / poco dopo; deinde: poi |
| Quantità | satis: abbastanza; nimis: troppo; paulum: un poco; fere: circa / quasi; omnino: del tutto |
| Modo e giudizio | forte: per caso; fortasse: forse; certe: certamente; paulatim: a poco a poco; frustra: invano |
31. La frase semplice: soggetto, predicato e concordanze
Una frase latina si ricostruisce partendo dalle relazioni fra le parole. Il verbo permette di cercare un soggetto compatibile per persona e numero; il suo significato suggerisce gli argomenti richiesti. Un verbo come do può collegare chi dà, ciò che viene dato e il destinatario; un verbo come dormio non richiede un oggetto. Gli elementi non indispensabili precisano luogo, tempo, causa, mezzo o altre circostanze.
Il predicato può essere verbale (puer currit) oppure nominale, formato da copula e nome o aggettivo (puer laetus est). I verbi copulativi, come videor, fio, maneo in certi usi, collegano il soggetto a una qualità o identità. Non ogni presenza di sum forma però un predicato nominale: sum può significare esistere o trovarsi, oppure essere ausiliare.
Attributo, apposizione e predicativo
| Funzione | Esempio | Spiegazione |
|---|---|---|
| Attributo | bonus magister | Bonus qualifica direttamente magister |
| Apposizione | Cicero, orator | Orator è un nome riferito a Cicero e nello stesso caso |
| Predicativo del soggetto | Cicero consul creatus est. | Cicerone fu eletto console: consul concorda con il soggetto |
| Predicativo dell’oggetto | Ciceronem consulem creaverunt. | Elessero Cicerone console: consulem concorda con l’oggetto |
L’aggettivo concorda in genere, numero e caso, anche se appartiene a una declinazione diversa dal sostantivo: poeta clarus, urbs magna. L’apposizione concorda normalmente nel caso; genere e numero dipendono anche dal suo significato. Con più soggetti il verbo è spesso plurale; per l’accordo dell’aggettivo riferito a gruppi misti, persone e cose seguono tendenze differenti e possono intervenire vicinanza e accordo a senso.
Un nome collettivo singolare può produrre un accordo secondo il significato, detto constructio ad sensum, ma la concordanza grammaticale resta il primo criterio. L’italiano può richiedere una riformulazione: non è necessario riprodurre ogni scelta sintattica con la stessa struttura.
Milites laeti redierunt.
I soldati tornarono lieti.
Laeti può avere valore predicativo: descrive lo stato dei soldati mentre tornano. Il contesto distingue questa lettura da un semplice attributo.
Dal verbo alla frase
- Individua le forme verbali finite e i loro soggetti possibili.
- Riconosci gli argomenti richiesti dal significato e dalla reggenza del verbo.
- Collega attributi, apposizioni e participi ai nomi con cui concordano.
- Separa le espansioni della frase dalle subordinate e dai costrutti impliciti.
- Rileggi la frase ricostruita: ogni parola deve avere una funzione plausibile.
32. Nominativo e accusativo
Il nominativo esprime soprattutto soggetto e parte nominale del predicato. L’accusativo esprime spesso l’oggetto, ma anche predicativi, estensione, moto a luogo, soggetto dell’infinitiva e altri valori. Nessuno dei due casi può essere tradotto mediante un’unica preposizione italiana.
Il doppio nominativo e videor
Nella costruzione personale di videor, il soggetto di ciò che “sembra” è anche il soggetto grammaticale di videor: Marcus prudens esse videtur, Marco sembra essere prudente. Il nome e l’eventuale predicativo rimangono al nominativo; il verbo concorda con il soggetto. In italiano si può anche dire “sembra che Marco sia prudente”, ma la sintassi latina resta personale.
Videor può avere costruzione impersonale quando significa “sembrare opportuno” (visum est), con un aggettivo neutro come utile videtur, e in altre configurazioni specifiche, per esempio con certe infinitive contenenti un verbo impersonale. Non è corretto trasformare ogni videor in “sembra che” mantenendo poi un accusativo non previsto dal testo.
Discipuli parati esse videntur.
Gli studenti sembrano essere pronti.
Discipuli e parati sono nominativi plurali; videntur concorda con discipuli.
Oggetto e doppio accusativo
| Costruzione | Esempio | Traduzione |
|---|---|---|
| Oggetto | Librum lego. | Leggo un libro. |
| Oggetto e predicativo | Eum amicum puto. | Lo considero amico. |
| Persona e cosa con doceo | Pueros grammaticam doceo. | Insegno la grammatica ai ragazzi. |
| Persona con celo e cosa | Te consilium celo. | Ti nascondo il progetto. |
| Estensione nel tempo | Multos annos vixit. | Visse molti anni. |
| Estensione nello spazio | Fossa decem pedes lata est. | Il fossato è largo dieci piedi. |
| Esclamazione | O me miserum! | Oh, me infelice! |
Verbi di richiesta e domanda hanno costruzioni diverse: rogo può avere persona e cosa in accusativo; peto si costruisce normalmente con la cosa in accusativo e la persona con a/ab; quaero può indicare la persona con ex, ab o de secondo l’uso. Una traduzione italiana simile non garantisce la stessa reggenza latina.
L’accusativo interno riprende il contenuto del verbo, spesso con un nome della stessa radice o area semantica: vitam vivere, vivere una vita. L’accusativo di relazione, frequente in poesia e di modello greco, indica la parte o l’aspetto interessato: una descrizione può qualificare una persona “quanto alle membra”. È un uso specifico, non una spiegazione da applicare a ogni accusativo difficile.
Verbi di sentimento e accusativo avverbiale
Con paenitet, pudet, piget, taedet e miseret, la persona coinvolta è normalmente in accusativo: eum culpae pudet, egli si vergogna della colpa. La causa può avere altre espressioni, come un infinito: me paenitet erravisse, mi pento di avere sbagliato. Alcuni verbi solo relativamente impersonali, come decet, si accordano invece con un soggetto non personale: haec te decent, queste cose ti si addicono.
Accusativi neutri come multum, nihil, quid possono avere valore avverbiale o di relazione: nihil timeo può significare “non temo nulla”, ma nihil in altri contesti vale “per nulla”. Bisogna decidere se la forma occupi davvero il posto di un oggetto oppure modifichi l’intera predicazione.
33. Il genitivo
Il genitivo collega spesso un nome a un altro nome. L’etichetta scolastica “specificazione” raccoglie rapporti molto diversi: possesso, appartenenza, materia concettuale, qualità, tutto di cui si prende una parte, soggetto o oggetto di un’azione nominalizzata. Capire il rapporto è più utile che inserire sempre “di”.
| Valore | Esempio | Lettura |
|---|---|---|
| Possesso / appartenenza | liber magistri | Il libro del maestro |
| Soggettivo | amor matris | L’amore che la madre prova, se il contesto lo indica |
| Oggettivo | amor patriae | L’amore rivolto alla patria |
| Partitivo | pars exercitus | Una parte dell’esercito |
| Di qualità | vir magni ingenii | Un uomo di grande ingegno |
| Esplicativo | nomen amicitiae | Il nome di amicizia; il genitivo chiarisce il contenuto |
| Con aggettivi | cupidus gloriae, peritus belli | Desideroso di gloria, esperto di guerra |
Partitivo, qualità e pertinenza
Il genitivo partitivo si trova con quantità, pronomi neutri e superlativi: satis pecuniae, abbastanza denaro; quid novi?, che cosa c’è di nuovo?; fortissimus militum, il più valoroso dei soldati. Con neutri come aliquid si incontra il genitivo dell’aggettivo della prima classe (aliquid boni), mentre aggettivi della seconda possono concordare (aliquid utile). Con numerali e pronomi esistono anche costruzioni con ex o de e ablativo.
Il genitivo di qualità richiede di norma un nome accompagnato da una determinazione: magnae prudentiae, di grande saggezza. Si confronta con l’ablativo di qualità, spesso legato a caratteristiche fisiche o circostanze, ma la distribuzione non è assoluta. Con sum il genitivo può indicare ciò che è proprio di qualcuno: sapientis est discere, è proprio del saggio imparare. Con i personali si usano spesso i possessivi neutri: meum est, è mio compito.
Memoria, accusa, stima e interesse
| Ambito | Costruzione tipica | Nota |
|---|---|---|
| Memoria | memini, obliviscor + genitivo o accusativo | Le preferenze cambiano con persone, cose e valore del verbo; recordor usa spesso l’accusativo |
| Accusa e condanna | accusare proditionis | Il genitivo indica la colpa; de + ablativo è possibile secondo verbo e uso |
| Stima indeterminata | magni, parvi, tanti, quanti, pluris, minoris | Il genitivo esprime la valutazione: magni aestimare |
| Interesse | interest / refert + genitivo | Indica a chi importa, con forme speciali per i personali |
Con interest e refert la persona può essere indicata dal genitivo: patris interest, importa al padre. Per i pronomi personali si usano mea, tua, sua, nostra, vestra, forme in -a tradizionalmente spiegate come ablativi femminili: mea interest, mi importa. Ciò che importa può essere espresso da un infinito, un’infinitiva, una completiva o un’interrogativa indiretta; quanto importa da avverbi o genitivi di stima: magni mea interest, mi importa molto. L’eventuale riferimento a uno scopo usa ad e accusativo.
Per il prezzo determinato si usa normalmente l’ablativo, non il genitivo di stima: comprare un libro “a dieci sesterzi” è diverso dal ritenerlo “di grande valore”. Le categorie aiutano a non confondere una cifra concreta con un giudizio.
Magni mea interest quid sentias.
Mi importa molto che cosa pensi.
Magni indica il grado dell’interesse; mea la persona interessata; quid sentias è interrogativa indiretta.
34. Il dativo
Il dativo indica frequentemente il destinatario, la persona a vantaggio o svantaggio della quale avviene qualcosa, oppure l’ambito a cui si riferisce una qualità. In italiano può corrispondere a “a”, “per”, “contro” o richiedere una costruzione completamente diversa. La reggenza del verbo resta decisiva.
| Funzione | Esempio | Traduzione |
|---|---|---|
| Termine | Amico librum do. | Do un libro all’amico. |
| Vantaggio | Tibi laboro. | Lavoro per te. |
| Possesso con sum | Mihi liber est. | Ho un libro. |
| Fine o effetto | Auxilio venit. | Viene in aiuto. |
| Doppio dativo | Militibus auxilio venit. | Viene in aiuto ai soldati. |
| Agente nella perifrastica | Nobis pugnandum est. | Dobbiamo combattere. |
| Relazione | Mihi utile est. | È utile per me. |
Verbi che richiedono il dativo
Sono frequenti pareo, obbedire; credo, credere o affidare; faveo, favorire; noceo, nuocere; parco, risparmiare; persuadeo, persuadere; studeo, applicarsi o dedicarsi; succurro, soccorrere. Alcuni in italiano sembrano transitivi: “aiutare” non autorizza a dare lo stesso oggetto latino a ogni verbo dal significato simile. Iuvo regge l’accusativo; succurro il dativo.
Un verbo intransitivo con dativo forma un passivo impersonale: legibus paretur, si obbedisce alle leggi. Legibus non diventa un nominativo. Molti composti con ad-, ante-, cum-, in-, inter-, ob-, post-, prae-, sub-, super- possono reggere dativo, ma non tutti né in ogni significato. Il prefisso è un indizio, non un sostituto del dizionario.
Possesso, interesse e doppio dativo
Nel dativo di possesso il possessore è al dativo e la cosa posseduta è soggetto di sum: puero duo libri sunt, il ragazzo ha due libri. Il verbo è plurale perché concorda con libri. La costruzione mette spesso in rilievo l’esistenza o la disponibilità di ciò che si possiede.
Il dativo etico, comune soprattutto con i pronomi, segnala partecipazione affettiva dell’interlocutore e non va forzato in un complemento materiale. Il dativo di relazione indica il punto di vista della persona interessata. Il doppio dativo unisce un dativo di fine, spesso un nome astratto singolare come auxilio, curae, saluti, a uno di vantaggio o svantaggio: hoc mihi curae est, questo mi sta a cuore. In questi casi sum non significa semplicemente possedere.
Aggettivi come utilis, inutilis, gratus, similis, dissimilis, propinquus, idoneus possono richiedere dativo; alcuni ammettono anche genitivo o preposizioni, secondo il senso. Similis patri significa simile al padre; il genitivo con similis è anch’esso classico e va interpretato in base all’uso, senza imporre una distinzione rigida valida per tutti gli autori.
35. L’ablativo
L’ablativo latino riunisce funzioni storicamente diverse: separazione e provenienza, strumento e compagnia, collocazione. Per questo non ha un equivalente italiano unico. La presenza di una preposizione restringe spesso le possibilità; senza preposizione occorre guardare il tipo di nome, il verbo e il significato del periodo.
| Valore | Forma tipica | Esempio tradotto |
|---|---|---|
| Agente personale | a / ab + ablativo | a magistro laudatur: è lodato dal maestro |
| Causa efficiente / mezzo | Ablativo semplice | vento movetur: è mosso dal vento; gladio pugnat: combatte con la spada |
| Compagnia | cum + ablativo | cum amicis: con gli amici |
| Modo | cum + ablativo; spesso senza cum se determinato | magna cura / magna cum cura: con grande cura |
| Causa | Ablativo semplice o costruzioni preposizionali | timore fugit: fugge per paura |
| Separazione / origine | Ablativo semplice o ab, ex, de | patria expulsus: cacciato dalla patria |
| Argomento | de + ablativo | de pace: sulla pace |
| Limitazione | Ablativo semplice | maior natu: maggiore d’età |
| Qualità | Nome con determinazione | vir magna virtute: uomo di grande valore |
| Prezzo determinato | Ablativo semplice | decem sestertiis: per dieci sesterzi |
| Misura della differenza | Ablativo semplice | multo maior: molto più grande |
Verbi e aggettivi con ablativo
I deponenti utor, usare; fruor, godere; fungor, svolgere; potior, impadronirsi; vescor, nutrirsi, reggono comunemente l’ablativo. Potior ammette anche il genitivo, particolarmente in locuzioni come rerum potiri, impadronirsi del potere. Utor libro significa “uso il libro”: libro è ablativo, anche se l’italiano usa un oggetto.
Richiedono attenzione opus est, esserci bisogno; dignus e indignus, degno e indegno; fretus, fiducioso; contentus, contento o soddisfatto. Opus est può essere impersonale con dativo della persona e ablativo della cosa (mihi auxilio opus est), oppure personale con la cosa al nominativo (auxilium mihi opus est). La costruzione personale si riconosce anche dalla concordanza con un eventuale soggetto plurale.
Magister hoc libro utitur.
Il maestro usa questo libro.
Utitur è deponente; hoc libro è ablativo retto dal verbo, non complemento oggetto in accusativo.
Mihi consilio opus est.
Ho bisogno di un consiglio.
Mihi indica chi ha bisogno; consilio ciò di cui ha bisogno.
Comparazione, abbondanza e privazione
Il secondo termine di paragone può essere in ablativo senza quam: Marcus Paulo altior est, Marco è più alto di Paolo. Questa costruzione è particolarmente agevole quando il primo termine è nominativo o accusativo; negli altri casi si preferisce spesso quam con il caso richiesto dalla frase. Non bisogna confondere l’ablativo del secondo termine con quello della misura: multo altior Paulo, molto più alto di Paolo.
Verbi e aggettivi di abbondanza o privazione ammettono ablativo e talvolta genitivo: abundare frumento, abbondare di frumento; carere auxilio, essere privo di aiuto; plenus può avere genitivo o ablativo. Origine e allontanamento non si costruiscono sempre allo stesso modo: con nomi comuni di luogo è normale la preposizione, mentre certe espressioni di nascita, privazione e nomi di città seguono usi propri.
36. Luogo, tempo e altri complementi
I complementi di luogo distinguono posizione, direzione, provenienza e percorso. Il movimento fisico del soggetto non basta a scegliere il caso: conta il rapporto fra l’azione e il luogo. Per il tempo occorre distinguere il momento in cui accade qualcosa dalla sua durata e dal limite entro il quale si compie.
| Rapporto | Nomi comuni | Città e piccole isole |
|---|---|---|
| Stato in luogo | in + ablativo: in urbe | Locativo per singolari I/II: Romae, Corinthi; ablativo per III e plurali: Carthagine, Athenis |
| Moto a luogo | in / ad + accusativo | Accusativo semplice: Romam, Athenas |
| Moto da luogo | a / ab, e / ex, de + ablativo | Ablativo semplice: Roma, Athenis |
| Moto per luogo | per + accusativo | Normalmente per + accusativo; vie e passaggi possono usare ablativo semplice |
Domus, rus e precisazioni
Le forme più comuni sono domi, in casa; domum, verso casa; domo, da casa; ruri, in campagna; rus, verso la campagna; rure, dalla campagna. Con attributi, possessivi e significati diversi possono comparire costruzioni preposizionali. Humi significa a terra. “Piccola isola” è una categoria tradizionale dell’uso geografico latino, non una misura moderna precisa di superficie.
Con ad e un nome di città si può indicare la vicinanza: ad Romam, nei pressi di Roma o verso Roma secondo il contesto. Un nome comune in apposizione a un nome di città può influire sulla costruzione: conviene leggere il gruppo completo. Per il passaggio, via e ponte possono essere ablativi di percorso, senza per.
| Rapporto | Costruzione | Esempio |
|---|---|---|
| Momento determinato | Ablativo | tertia hora: alla terza ora |
| Durata continuata | Accusativo, anche per + accusativo | tres annos: per tre anni |
| Tempo entro cui | Ablativo; anche intra + accusativo | tribus diebus: in / entro tre giorni |
| Distanza temporale prima o dopo | ante / post con accusativo; oppure ablativo di misura + avverbio | post tres dies / tribus diebus post: tre giorni dopo |
| Da quanto tempo | Accusativo, spesso con iam e numerale ordinale in formule inclusive | iam tres annos: ormai da tre anni |
| Età | Natus + accusativo; altre costruzioni equivalenti | viginti annos natus: di vent’anni |
Il tempo romano può essere contato inclusivamente: prima di tradurre date e durate, verifica se gli estremi entrano nel conteggio. L’ablativo tribus diebus può indicare il periodo entro il quale si realizza un risultato; non equivale sempre a “per tre giorni”. Con espressioni come abhinc tres annos, tre anni fa, il riferimento è il momento in cui si parla.
| Rapporto | Costruzione frequente |
|---|---|
| Materia | ex / de + ablativo oppure aggettivo: vas aureum |
| Fine | ad + accusativo; dativo; causa / gratia con genitivo |
| Causa | Ablativo; ob / propter + accusativo; prae + ablativo in certi impedimenti |
| Esclusione | sine + ablativo; praeter + accusativo |
| Sostituzione o difesa | pro + ablativo |
| Colpa | Genitivo o de + ablativo secondo il verbo |
| Pena | Ablativo in molte espressioni; forme lessicali come capitis richiedono la reggenza specifica |
| Distanza | Accusativo o ablativo di misura, secondo la costruzione |
37. Indicativo, imperativo e negazioni
L’indicativo presenta un contenuto come affermato: ciò non garantisce che sia vero nella realtà. Il presente storico racconta fatti passati rendendoli vivi; l’imperfetto può esprimere durata, tentativo, abitudine o sfondo; il perfetto può essere narrativo o risultativo. Il piuccheperfetto colloca un fatto prima di un altro passato. Il futuro anteriore indica un’azione futura già compiuta rispetto a un’altra futura: cum veneris, loquemur, quando sarai arrivato, parleremo.
Usi che richiedono una traduzione italiana diversa
Con verbi di possibilità, dovere o convenienza il latino può usare l’indicativo dove l’italiano preferisce un condizionale: poteram, potevo o avrei potuto; debui, dovevo o avrei dovuto; melius erat, sarebbe stato meglio. Sono i cosiddetti usi del “falso condizionale”. L’indicativo afferma la possibilità o il dovere, non necessariamente la loro realizzazione.
Nelle lettere i tempi possono assumere il punto di vista del destinatario al momento della lettura: chi scrive può usare l’imperfetto per ciò che sta facendo quando scrive. È il cosiddetto uso epistolare. Esistono anche perfetti gnomici, con valore generale, e formule come novi, so, originate da un’azione compiuta. La cornice comunicativa conta quanto la tabella morfologica.
Comandi e divieti
| Costruzione | Esempio | Traduzione |
|---|---|---|
| Imperativo presente | Audi! Audite! | Ascolta! Ascoltate! |
| Congiuntivo esortativo | Audiamus! | Ascoltiamo! |
| Noli / nolite + infinito | Nolite timere. | Non temete. |
| Ne + perfetto congiuntivo | Ne feceris. | Non farlo. |
| Imperativo futuro | Leges servato. | Osserva le leggi (precetto, disposizione) |
Le forme brevi dic, duc, fac, fer sono imperativi importanti. I composti seguono usi propri: non cancellare automaticamente l’ultima vocale di ogni imperativo della terza. L’imperativo futuro, frequente in norme e prescrizioni, non corrisponde soltanto a un ordine da eseguire “molto più tardi”. Nel divieto la negazione normale della volontà è ne, ma noli con infinito è una costruzione molto comune e sicura da riconoscere.
Non, ne, haud e negazioni coordinate
Non nega normalmente un’affermazione; ne un comando, un desiderio o una finale. Haud ricorre spesso con aggettivi e avverbi; nec e neque coordinano negando. “E non” non si traduce sempre con et non: neque è frequentissimo. “Affinché nessuno” è ne quis, “affinché nulla” ne quid; nelle consecutive negative si usa invece ut nemo, ut nihil, oppure ut non secondo ciò che si nega. La scelta della negazione aiuta a distinguere le proposizioni.
38. Il congiuntivo indipendente
Il congiuntivo non indica sempre incertezza e non compare soltanto nelle subordinate. In una proposizione autonoma può esprimere volontà, desiderio, possibilità, esitazione o concessione. Prima di tradurlo come “che...” occorre identificare l’atto comunicativo della frase.
| Valore | Tempi frequenti | Esempio e traduzione |
|---|---|---|
| Esortativo / iussivo | Presente | Eamus. Andiamo. |
| Proibitivo | Perfetto, soprattutto 2ª persona; anche presente secondo uso | Ne dixeris. Non dirlo. |
| Desiderativo realizzabile | Presente; perfetto per desiderio riferito a un fatto compiuto | Utinam veniat! Magari venga! |
| Desiderativo irrealizzabile | Imperfetto per presente; piuccheperfetto per passato | Utinam adesset! Magari fosse qui! |
| Potenziale | Presente o perfetto; imperfetto per certi riferimenti passati | Quis hoc credat? Chi potrebbe crederlo? |
| Dubitativo / deliberativo | Presente per presente; imperfetto per passato | Quid faciam? Che cosa devo fare? |
| Concessivo | Presente; perfetto per un fatto compiuto | Sit ita. Ammettiamo che sia così. |
Desiderio e possibilità non sono la stessa cosa
Con utinam si esprime un desiderio: utinam venisset, magari fosse venuto, implica che non è venuto. Un perfetto potenziale, invece, può avere valore presente attenuato: dixerim, oserei dire. Non lo si deve tradurre automaticamente “avrei detto” come se indicasse sempre un evento passato.
Il dubitativo mette in scena una scelta o un’esitazione: quid facerem?, che cosa avrei dovuto fare? La negazione tipica è non; il desiderativo e il concessivo usano spesso ne. Alcune domande retoriche si sovrappongono al potenziale e al dubitativo: l’etichetta deve spiegare il senso, non diventare un ostacolo alla traduzione.
Utinam ne hoc fecissem!
Magari non lo avessi fatto!
Il desiderio riguarda un fatto passato non modificabile. Ne è la negazione tipica del desiderio.
Quis hoc negaverit?
Chi potrebbe negarlo?
Perfetto congiuntivo potenziale, con valore presente: non descrive necessariamente una negazione già avvenuta.
39. La consecutio temporum
La consecutio temporum coordina il tempo di molte subordinate al congiuntivo con quello della reggente. Non è una tabella da applicare a ogni congiuntivo senza eccezioni. Prima si identifica il rapporto logico della subordinata, poi il rapporto temporale e il tempo della reggente. Nelle infinitive si usa un sistema diverso, basato sui tempi dell’infinito.
| Reggente | Contemporaneità | Anteriorità | Posteriorità esplicita |
|---|---|---|---|
| Tempo principale: presente, futuro, futuro anteriore | Congiuntivo presente | Congiuntivo perfetto | Participio futuro + sim, sis, sit... |
| Tempo storico: imperfetto, perfetto narrativo, piuccheperfetto | Congiuntivo imperfetto | Congiuntivo piuccheperfetto | Participio futuro + essem, esses, esset... |
Rogo quid facias, quid feceris, quid facturus sis.
Chiedo che cosa tu faccia, che cosa abbia fatto, che cosa farai.
Le tre interrogative dipendono dal presente rogo.
Rogavi quid faceres, quid fecisses, quid facturus esses.
Chiesi che cosa facessi, che cosa avessi fatto, che cosa avresti fatto.
La reggente è storica: i rapporti temporali rimangono gli stessi, cambiano i tempi subordinati.
Le eccezioni che uno studente deve conoscere
Un perfetto con risultato ancora presente può essere sentito come principale; la scelta dipende da significato e prospettiva. Il presente storico può accompagnarsi a successione principale o storica. Le consecutive conservano spesso maggiore autonomia temporale: dopo una reggente storica può comparire un perfetto congiuntivo che presenta una conseguenza come fatto compiuto, o un presente per un effetto ancora valido.
Le finali esprimono per natura uno scopo successivo, ma usano normalmente presente o imperfetto, senza richiedere ogni volta una perifrastica futura. Nelle condizioni irreali il tempo mantiene il valore dell’ipotesi; non viene trasformato meccanicamente dalla consecutio. Anche le subordinate dipendenti da infiniti e participi devono essere collocate rispetto al tempo effettivo di quelle forme e alla prospettiva del discorso.
40. Le proposizioni infinitive: accusativo e nominativo con infinito
L’accusativo con infinito (AcI) esprime una proposizione, spesso dopo verbi del dire, pensare, sapere, percepire, sperare e dopo espressioni impersonali. Il soggetto dell’infinito è in accusativo; il predicato è all’infinito; non compare normalmente una congiunzione equivalente al “che” italiano. L’infinitiva può essere oggettiva o soggettiva: scio te venire, so che vieni; constat te venisse, risulta che sei venuto.
Riconoscere il soggetto e il rapporto temporale
Magister discipulos diligentes esse putat.
Il maestro ritiene che gli studenti siano diligenti.
Discipulos è soggetto dell’infinitiva; diligentes è il predicativo concordato; esse esprime contemporaneità.
Puella dixit se epistulam scripsisse.
La ragazza disse di aver scritto una lettera.
Se rinvia al soggetto della reggente; epistulam è oggetto di scripsisse. Non tutti gli accusativi dell’infinitiva sono soggetti.
Quando il soggetto dell’infinitiva coincide con quello del verbo dichiarativo, si usa spesso il riflessivo se. Quando indica un’altra persona, si usano eum, eam, eos o un nome. La costruzione va distinta dall’infinito complementare: in volo legere il soggetto sottinteso è condiviso e non occorre costruire ogni volta un AcI esplicito.
Il participio nelle forme composte concorda con il soggetto accusativo: dico puellam venturam esse; plurale dico puellas venturas esse. Nel futuro passivo, invece, il supino è invariabile: dico epistulam scriptum iri. L’omissione di esse è frequente in certi contesti, soprattutto con participi futuri o perfetti: va riconosciuta, non inventata se manca ogni indizio.
Nominativo con infinito e costruzioni personali
Nel nominativo con infinito (NcI) il soggetto viene costruito come soggetto del verbo reggente passivo: Marcus venire dicitur, si dice che Marco venga, letteralmente “Marco è detto venire”. Dicitur concorda con Marcus; al plurale Marcus et Paulus venire dicuntur. La costruzione ricorre con verba dicendi e sentiendi al passivo, oltre che con videor.
Con i tempi composti, espressioni impersonali e specifici verbi possono prevalere altre costruzioni; non tutte le forme passive del dire impongono sempre NcI. Iubeor e vetor hanno normalmente costruzione personale con infinito: milites discedere iussi sunt, ai soldati fu ordinato di partire.
Infinito storico e perifrasi futura
L’infinito storico sostituisce in narrazione una forma finita e può avere soggetto al nominativo: una serie come alii clamare, alii fugere rappresenta azioni concitate, “alcuni gridavano, altri fuggivano”. Non va interpretata come un AcI privo di reggente a ogni costo.
La perifrasi fore ut più congiuntivo consente di esprimere la posteriorità, soprattutto quando manca un participio futuro utilizzabile: spero fore ut discas, spero che imparerai. Il valore passivo può essere reso con il congiuntivo passivo della completiva. La scelta fra futuro infinito e perifrasi dipende dall’uso del verbo e dallo stile.
41. Relative e interrogative
Le subordinate relative si legano a un antecedente espresso o sottinteso. Le relative proprie presentano normalmente un fatto e hanno l’indicativo. Le relative improprie assumono valore finale, consecutivo, causale, concessivo o caratteristico e usano spesso il congiuntivo. Il modo non basta da solo a scegliere la traduzione: bisogna identificare la relazione logica.
| Tipo | Esempio | Traduzione |
|---|---|---|
| Propria | Librum quem legisti habeo. | Ho il libro che hai letto. |
| Finale | Legatos misit qui pacem peterent. | Mandò ambasciatori a chiedere la pace. |
| Caratteristica / consecutiva | Nemo est qui hoc nesciat. | Non c’è nessuno che non lo sappia. |
| Con antecedente indefinito | Sunt qui ita putent. | Ci sono persone che la pensano così. |
| Relativo sostantivato | Qui discit, proficit. | Chi impara fa progressi. |
Nesso relativo, prolessi e attrazione
Il nesso relativo riprende un elemento precedente e collega una nuova frase: quod cum audivisset, e avendo udito ciò. In italiano si può rendere con un dimostrativo e una congiunzione. Non si tratta sempre di una relativa interna alla frase precedente.
Nella prolessi del relativo la subordinata precede l’antecedente: quem librum legisti, eum mihi da, il libro che hai letto, dammelo. La cosiddetta attrazione del relativo o dell’antecedente può modificare la costruzione attesa, soprattutto in certi registri. Il punto di partenza rimane la regola: genere e numero dall’antecedente, caso dalla funzione nella relativa. Le eccezioni si riconoscono da indizi reali, non per risolvere una concordanza non ancora analizzata.
Domande dirette e indirette
| Tipo | Forma | Valore |
|---|---|---|
| Diretta neutra | Venitne? | Viene? La particella -ne si appoggia a una parola |
| Diretta orientata al sì | Nonne venit? | Non viene forse? |
| Diretta orientata al no | Num venit? | Viene forse? (si attende normalmente no) |
| Disgiuntiva | Utrum venit an manet? | Viene oppure rimane? |
| Indiretta | Quaero cur veniat. | Chiedo perché venga |
| Indiretta disgiuntiva | Quaero utrum veniat an maneat. | Chiedo se venga oppure rimanga |
L’interrogativa indiretta usa normalmente il congiuntivo secondo la consecutio. Può dipendere da verbi di domanda, conoscenza, dubbio, percezione o da espressioni che implicano una domanda. Non contiene necessariamente “se”: scio quid facias, so che cosa fai. Nelle indirette num può essere neutro, senza la stessa attesa negativa delle domande dirette.
Nelle disgiuntive la prima particella può mancare; an introduce la seconda alternativa. “O no” si esprime spesso con necne nelle indirette e an non nelle dirette, con variazioni d’uso. Haud scio an e nescio an possono introdurre un’affermazione attenuata, “forse”, non soltanto un dubbio perfettamente bilanciato.
42. Finali e consecutive
Una finale esprime lo scopo perseguito; una consecutiva il risultato prodotto o la caratteristica che ne consegue. In italiano “perché” può essere ambiguo, mentre il latino offre indizi precisi: negazione ne nelle finali, ut non nelle consecutive; avverbi correlativi come tam e ita spesso anticipano una conseguenza.
| Tipo | Affermativa | Negativa | Tempo abituale |
|---|---|---|---|
| Finale | ut + congiuntivo | ne + congiuntivo | Presente dopo tempo principale, imperfetto dopo storico |
| Consecutiva | ut + congiuntivo | ut non / ut nemo / ut nihil | Tempo adeguato alla conseguenza, con maggiore autonomia |
Diligenter studet ut discat.
Studia con impegno per imparare.
Imparare è lo scopo; il successo non è affermato come già ottenuto.
Tam diligenter studet ut multum discat.
Studia con tanto impegno che impara molto.
Imparare molto è presentato come conseguenza. Tam prepara la correlazione.
Modi diversi per esprimere il fine
| Costruzione | Esempio |
|---|---|
| Ut / ne + congiuntivo | venit ut discat |
| Relativa finale | misit qui nuntiarent |
| Ad + gerundio o gerundivo | ad discendum; ad libros legendos |
| Genitivo + causa / gratia | discendi causa; pacis petendae causa |
| Supino in -um con movimento | venit auxilium petitum |
| Participio futuro, in usi ammessi | venit auxilium petiturus |
Le costruzioni sono alternative di senso, ma non sempre intercambiabili in ogni frase o registro. Con un comparativo si usa spesso quo più congiuntivo: quo facilius discas, affinché tu impari più facilmente. Ne quis, ne quid, ne umquam significano affinché nessuno, nulla, mai. Una coordinazione negativa può essere introdotta da neve o neu.
Le consecutive sono spesso anticipate da tam, ita, sic, tantus, talis, tot. Il correlativo può però essere sottinteso. Le espressioni maior quam ut... indicano una qualità eccessiva rispetto a una conseguenza possibile: “troppo ... perché...”. Le relative di caratteristica possono assumere valore consecutivo; per questo le categorie sintattiche comunicano fra loro.
43. Le completive: ut, ne, quod, quin e quominus
Una completiva occupa un posto necessario o strettamente richiesto dal verbo o dall’espressione reggente. Una finale aggiunge uno scopo: venit ut discat. Una completiva esprime ciò che si ordina, chiede o accade: imperat ut veniant. La forma esterna può somigliare, ma la funzione è diversa.
Volontà, comando e fatto
| Reggente | Costruzione normale | Esempio |
|---|---|---|
| Verbi di richiesta, persuasione, comando | ut / ne + congiuntivo | Rogat ut venias: chiede che tu venga |
| Iubeo e veto | Accusativo con infinito | Iubet milites venire: ordina ai soldati di venire |
| Accidit, evenit, fit e formule analoghe | ut / ut non + congiuntivo | Accidit ut abesset: accadde che fosse assente |
| Espressioni con contenuto esplicativo | quod + indicativo, con possibili variazioni modali | Bene facis quod venis: fai bene a venire |
| Dubbio negato | quin + congiuntivo | Non dubito quin veniat: non dubito che venga |
La distinzione tradizionale fra completive “volitive” e “dichiarative” aiuta anche a scegliere la negazione. Un ordine negativo usa ne; il fatto che qualcosa non avvenga usa ut non. Con dico il significato è decisivo: “dire che una cosa è vera” introduce spesso AcI; “dire di fare una cosa” può introdurre una completiva volitiva.
Quod dichiarativo significa “il fatto che”, ma quod può anche essere relativo neutro o congiunzione causale. Laetor quod venisti può essere spiegato in relazione alla causa o al contenuto della gioia; non ogni frase ha un’unica etichetta scolastica indiscutibile. È essenziale restituire correttamente il rapporto logico.
Verbi di timore
| Latino | Traduzione |
|---|---|
| Timeo ne veniat. | Temo che venga. |
| Timeo ne non veniat. | Temo che non venga. |
| Timeo ut veniat. | Temo che non venga. |
Dopo i verbi di timore, ne introduce l’evento temuto: in italiano si traduce “che”, non “che non”. Per temere il mancato verificarsi dell’evento si usa ne non oppure ut. Il congiuntivo può esprimere anche anteriorità: timeo ne erraverit, temo che abbia sbagliato. Ricavare il senso dalla sola parola ne porta qui all’errore opposto a quello corretto.
Impedimento, rifiuto e dubbio
Dopo verbi di impedimento si trovano ne e quominus; con reggente negativa è comune anche quin: nihil obstat quominus venias, nulla impedisce che tu venga. Non dubito quin significa “non dubito che”; dubito con infinito può invece significare “esitare a”. Non si deve introdurre quin dopo qualsiasi affermazione positiva di dubbio.
Non possum quin significa “non posso fare a meno di”; haud multum abest quin, manca poco che. Quin può derivare anche da una relativa negativa, come in espressioni equivalenti a “non c’è nessuno che non...”. Per tradurre bene conviene riscrivere mentalmente la reggente in italiano, poi completarne il senso.
Nihil me impedit quominus studeam.
Nulla mi impedisce di studiare.
La subordinata indica l’azione che non viene impedita; non è una finale negativa.
44. Causali, temporali e usi di cum
Una causale spiega perché avviene qualcosa; una temporale colloca un evento rispetto a un altro. Alcune congiunzioni possono esprimere entrambi i rapporti. Il latino distingue spesso la causa affermata da chi scrive da quella attribuita al pensiero o alle parole di qualcuno.
Le causali
Quod, quia, quoniam introducono normalmente l’indicativo quando la causa è presentata come fatto; il congiuntivo può segnalare una motivazione riferita, contestata o assunta dal punto di vista di un altro. Cum causale usa il congiuntivo. La scelta del modo non equivale a una separazione assoluta fra causa “vera” e “falsa”: indica prima di tutto la posizione del parlante rispetto alla motivazione.
Manet quia pluit.
Rimane perché piove.
La causa è presentata direttamente come un fatto.
Cum aegrotaret, domi mansit.
Poiché era malato, rimase a casa.
Cum con imperfetto congiuntivo esprime la circostanza causale contemporanea.
Le temporali principali
| Congiunzione | Costruzione e senso frequenti |
|---|---|
| cum + indicativo | Quando, nel momento in cui; può essere iterativo o presentare una coincidenza |
| ubi, ut, simul atque / ac | Quando, non appena; spesso perfetto indicativo per un fatto compiuto |
| postquam | Dopo che; spesso perfetto indicativo nella narrazione |
| dum + presente indicativo | Mentre; il presente può accompagnarsi a una reggente passata |
| dum, donec, quoad | Finché / per tutto il tempo che con indicativo; fino a che con valori fattuali o attesi |
| antequam, priusquam | Prima che; indicativo per constatazione, congiuntivo per attesa, intenzione o altre sfumature |
Dopo postquam il latino usa spesso il perfetto dove l’italiano preferisce il trapassato: postquam venit, discessimus, dopo che fu arrivato, partimmo. La relazione di anteriorità può essere affidata alla congiunzione. Con dum, donec e quoad il congiuntivo può presentare il limite atteso o intenzionale: “aspettò finché arrivasse”. Non significa che ogni “finché” richieda congiuntivo.
Il cum inversum presenta come evento principale della narrazione ciò che grammaticalmente segue cum: “stava già partendo, quando all’improvviso...”. La reggente contiene spesso iam o vix, la frase con cum un indicativo narrativo. La subordinazione grammaticale e il rilievo informativo non coincidono sempre.
Cum narrativo
Il cum narrativo o storico usa soprattutto imperfetto e piuccheperfetto congiuntivo. L’imperfetto indica normalmente contemporaneità rispetto al passato della reggente; il piuccheperfetto anteriorità. La traduzione può essere temporale, causale o circostanziale, anche con gerundio italiano quando i soggetti lo permettono. Non conviene tradurlo sempre con “poiché”: il valore si decide leggendo il periodo.
Cum hostes appropinquarent, cives portas clauserunt.
Mentre i nemici si avvicinavano, i cittadini chiusero le porte.
Soggetti diversi: un gerundio italiano privo di soggetto espresso rischierebbe di attribuire l’avvicinamento ai cittadini.
Cum epistulam legisset, Marcus discessit.
Dopo aver letto la lettera, Marco partì.
Legisset indica anteriorità; il soggetto coincide, quindi la traduzione implicita italiana è naturale.
45. Concessive, comparative e avversative
La concessiva introduce una circostanza che avrebbe potuto impedire il fatto principale ma non lo impedisce: “benché fosse stanco, continuò”. La comparativa mette in relazione due fatti; l’avversativa contrappone contenuti. Le congiunzioni e il modo aiutano a distinguere queste sfumature.
| Congiunzione | Modo abituale nella prosa classica | Significato |
|---|---|---|
| quamquam | Indicativo | Benché, sebbene |
| quamvis | Congiuntivo | Per quanto, sebbene |
| licet | Congiuntivo, spesso presente o perfetto | Benché; originariamente “sia pure lecito” |
| etsi, tametsi | Indicativo in concessioni di fatto; possibili altri valori | Anche se, benché |
| etiamsi | Modo coerente con il valore dell’ipotesi | Anche se, persino se |
| cum | Congiuntivo | Benché; spesso tamen nella principale |
Gli autori possono allontanarsi dalle distribuzioni più tipiche, soprattutto fuori dalla prosa classica. Tamen, “tuttavia”, è frequente nella reggente, ma non obbligatorio. Quamvis può anche modificare direttamente un aggettivo o avverbio: il suo significato originario consente sfumature equivalenti a “quanto vuoi”.
Quamquam fessus erat, iter perrexit.
Benché fosse stanco, proseguì il viaggio.
Erat è indicativo: la stanchezza è concessa come fatto.
Comparazione reale e ipotetica
| Tipo | Forme frequenti | Esempio |
|---|---|---|
| Uguaglianza e corrispondenza | ut / sicut ... ita; tam ... quam; tantus ... quantus | Ut dixi, ita faciam: farò come ho detto |
| Comparazione dopo comparativo | quam | Maior est quam putabam: è più grande di quanto pensassi |
| Comparativa ipotetica | quasi, tamquam, velut si, perinde ac si | Quasi omnia sciat loquitur: parla come se sapesse tutto |
| Proporzionalità | quo ... eo; quanto ... tanto | Quo plura discis, eo plura intellegis: quanto più impari, tanto più capisci |
Le comparative reali usano normalmente l’indicativo; quelle ipotetiche il congiuntivo. Nelle ipotetiche il rapporto dei tempi dipende anche dal valore dell’ipotesi, non soltanto dalla successione meccanica. Ut con indicativo può significare “come”, con congiuntivo può introdurre scopo, conseguenza o completiva: la congiunzione da sola non basta.
Cum può assumere valore avversativo con il congiuntivo, “mentre invece”. In alcune frasi il confine tra avversativo, concessivo e causale è sfumato; la traduzione deve esprimere la relazione più coerente con il ragionamento, senza accumulare alternative incompatibili.
46. Il periodo ipotetico
Il periodo ipotetico unisce una protasi, che pone la condizione, e un’apodosi, che ne presenta la conseguenza. La protasi è introdotta normalmente da si, “se”, oppure nisi, “se non, a meno che”. La tripartizione scolastica in realtà, possibilità e irrealtà è utile, purché non faccia confondere la forma grammaticale con un giudizio su ciò che accade davvero nel mondo.
| Tipo | Protasi | Apodosi | Esempio |
|---|---|---|---|
| Condizione aperta / della realtà | Indicativo | Indicativo o altro modo richiesto dal senso | Si venit, laetor: se viene, sono contento |
| Futuro aperto | Futuro o futuro anteriore | Futuro; possibile imperativo | Si veneris, laetabor: se verrai, sarò contento |
| Possibilità | Congiuntivo presente, anche perfetto secondo rapporto e uso | Congiuntivo presente, anche perfetto | Si veniat, laeter: se venisse, sarei contento |
| Irrealtà nel presente | Congiuntivo imperfetto | Congiuntivo imperfetto | Si adesset, laetarer: se fosse qui, sarei contento |
| Irrealtà nel passato | Congiuntivo piuccheperfetto | Congiuntivo piuccheperfetto | Si venisset, laetatus essem: se fosse venuto, sarei stato contento |
Nisi, si non e condizioni miste
Nisi tende a negare la condizione nel suo insieme (“a meno che”); si non può negare un elemento particolare o contrapporre due ipotesi. Sin introduce spesso una seconda condizione contrastante, “se invece”. Dummodo, modo, dum con congiuntivo possono esprimere una condizione limitativa: “purché”, con negazione ne.
Un periodo può essere misto: si venisset, nunc laetarer, se fosse venuto, ora sarei contento. La condizione è passata, la conseguenza presente. Non è un errore di consecutio. L’apodosi può avere indicativo con verbi di dovere o possibilità, perché la possibilità o il dovere sono presentati come reali, anche se l’azione non si realizza. Una condizione aperta può inoltre avere un comando: si venis, audi, se vieni, ascolta.
Periodo ipotetico nel discorso indiretto
Quando un periodo ipotetico dipende da un verbo dichiarativo, la protasi passa normalmente al congiuntivo; l’apodosi dichiarativa assume forma infinitiva. Le ipotesi future di possibilità e di futuro aperto possono così avvicinarsi nella forma. Per l’irrealtà, la protasi conserva normalmente imperfetto o piuccheperfetto; l’apodosi attiva può usare participio futuro più fuisse: dixit se venturum fuisse, si potuisset, disse che sarebbe venuto, se avesse potuto.
Per un’apodosi passiva o senza participio futuro adatto si usa spesso futurum fuisse ut più congiuntivo imperfetto. Il costrutto è avanzato: prima di tradurlo ricostruisci l’ipotesi diretta, chiarisci a quale tempo si riferiscono condizione e conseguenza, poi scegli il condizionale italiano appropriato. Non confondere venturum esse, che sarebbe venuto come futuro nel passato, con venturum fuisse, che sarebbe venuto in una conseguenza non realizzata.
47. Participio congiunto e ablativo assoluto
Un participio può condensare un’intera subordinata. Per scioglierlo occorre riconoscere il nome con cui concorda, la diatesi e la relazione temporale. Solo dopo si sceglie fra relativa, temporale, causale, concessiva, ipotetica o altra resa italiana. Un gerundio automatico può attribuire l’azione al soggetto sbagliato.
Il participio congiunto
Milites, ducem secuti, ad flumen venerunt.
I soldati, dopo aver seguito il comandante, giunsero al fiume.
Secuti concorda con milites. È perfetto deponente e ha senso attivo: non significa “essendo stati seguiti”.
Puerum flentem vidi.
Vidi il ragazzo che piangeva.
Flentem concorda con puerum, oggetto di vidi. “Piangendo vidi il ragazzo” cambierebbe chi piange.
Il participio congiunto si riferisce a un elemento che ha già una funzione nella frase reggente. Un perfetto passivo può richiedere “dopo essere stato...”; uno deponente spesso “dopo aver...”. Il presente indica normalmente contemporaneità, ma il valore lessicale e l’uso sostantivato o aggettivale possono prevalere su una rigida linea del tempo.
Ablativo assoluto: struttura e limiti
L’ablativo assoluto forma un nucleo costituito normalmente da un nome o pronome in ablativo e da un participio concordato: sole oriente, mentre sorge il sole; urbe capta, conquistata la città. Il suo soggetto è di norma distinto da quello della reggente e non svolge in essa una funzione sintattica diretta. La regola descrive l’autonomia del costrutto; i testi reali possono avere collegamenti di significato o riprese pronominali e costruzioni meno regolari.
Il participio presente consente l’azione contemporanea; il perfetto passivo quella anteriore. Con i deponenti il perfetto può avere senso attivo. Sono possibili ablativi assoluti nominali, senza participio, perché manca un participio presente ordinario di sum: Cicerone consule, quando Cicerone era console; me invito, contro la mia volontà.
| Latino | Traduzione possibile | Rapporto |
|---|---|---|
| Hostibus appropinquantibus, cives timent. | Mentre i nemici si avvicinano, i cittadini temono. | Contemporaneità |
| Portis clausis, cives quieverunt. | Dopo che le porte furono chiuse, i cittadini riposarono. | Anteriorità |
| Duce mortuo, milites discesserunt. | Morto il comandante, i soldati partirono. | Perfetto deponente, senso attivo / stato |
| Te duce, tuti erimus. | Con te come guida, saremo al sicuro. | Costruzione nominale |
| Omnibus dissentientibus, sententiam tenuit. | Benché tutti dissentissero, mantenne la propria opinione. | Valore concessivo |
Dalla forma alla traduzione
- Isola il gruppo in ablativo e verifica che esista un rapporto predicativo, non soltanto due ablativi vicini.
- Identifica il soggetto interno e distinguilo da quello della reggente.
- Stabilisci se il participio è attivo, passivo o deponente.
- Ricava il rapporto temporale e il nesso logico.
- Scegli una subordinata esplicita se il gerundio italiano renderebbe ambiguo il soggetto.
48. Il discorso indiretto e il riflessivo indiretto
Il discorso indiretto riferisce affermazioni, domande e ordini senza riportare le parole come citazione autonoma. Il latino può estenderlo per molti periodi dopo un unico verbo dichiarativo. Per orientarsi bisogna mantenere visibili chi parla, a chi si riferisce e quale punto di vista regge tempi e pronomi.
| Contenuto | Diretto | Indiretto dopo dixit |
|---|---|---|
| Affermazione presente | Venio. Vengo. | Dixit se venire. Disse che veniva. |
| Affermazione passata | Veni. Sono venuto. | Dixit se venisse. Disse che era venuto. |
| Affermazione futura | Veniam. Verrò. | Dixit se venturum esse. Disse che sarebbe venuto. |
| Domanda reale | Cur venis? Perché vieni? | Quaesivit cur veniret. Chiese perché venisse. |
| Ordine | Veni! Vieni! | Imperavit ut veniret. Ordinò che venisse. |
| Divieto | Noli venire! Non venire! | Imperavit ne veniret. Ordinò che non venisse. |
Subordinate e punto di vista
Le subordinate interne al discorso riferito passano normalmente al congiuntivo quando appartengono al pensiero di chi parla. L’indicativo può rimanere quando chi scrive inserisce una precisazione propria o presenta il fatto autonomamente. Non ogni relativa contenuta materialmente dopo dixit deve per forza essere al congiuntivo: conta se appartiene al contenuto riferito.
Il riflessivo se, sibi, suus può rimandare al soggetto che parla o pensa anche attraverso una subordinata: è il riflessivo indiretto. Quando esistono più possibili referenti, ipse può aiutare a distinguerli. I dimostrativi di luogo e tempo possono adeguarsi alla nuova prospettiva: oggi diventa “quel giorno”, qui “lì”, ma il cambiamento non è un automatismo privo di contesto.
Marcus dixit amicum sibi auxilium laturum esse.
Marco disse che l’amico gli avrebbe portato aiuto.
Sibi rinvia a Marco, autore dell’affermazione; amicum è soggetto dell’infinitiva. Laturum è participio futuro di fero.
Nella narrazione storica può comparire la repraesentatio: si conservano tempi principali per rendere più viva la prospettiva del discorso, anche dopo una reggente storica. Le domande retoriche possono essere trattate come affermazioni e assumere una costruzione infinitiva. Sono sviluppi avanzati da riconoscere nel contesto; il modello base resta affermazione con infinito, domanda reale e comando con congiuntivo.
49. Costrutti avanzati e ambiguità ricorrenti
Una buona analisi non si ferma al primo significato possibile. Molte parole grammaticali hanno più funzioni; diversi tempi si scrivono nello stesso modo; un participio può essere verbo, aggettivo o nome. Il metodo consiste nel confrontare le interpretazioni possibili con la struttura della frase e scartare quelle incompatibili.
Attrazione modale e proposizioni dipendenti
Si parla di attrazione modale quando una subordinata assume il congiuntivo perché è integrata nel contenuto di un’altra proposizione al congiuntivo o all’infinito. Non è una forza meccanica che cambia tutti i verbi vicini: l’indicativo resta possibile per informazioni autonome, oggettive o incidentali. Nelle grammatiche la terminologia può sovrapporsi a “discorso indiretto implicito”.
Una relativa al congiuntivo può dunque essere finale, consecutiva, causale, caratteristica oppure attratta nel contenuto riferito. Per decidere, chiediti quale rapporto abbia con l’antecedente e se esprima la voce del narratore o quella di un personaggio. L’etichetta più utile è quella che chiarisce la traduzione effettiva.
| Forma | Possibili funzioni |
|---|---|
| cum | Preposizione con ablativo; temporale; narrativo; causale; concessivo; avversativo |
| ut | Come; quando / non appena; finale; consecutiva; completiva; dopo timore “che non” |
| quod | Relativo neutro; interrogativo aggettivale neutro; causale; completivo; nesso relativo |
| quo | Relativo o interrogativo in ablativo; avverbio di moto a luogo; finale con comparativo |
| quam | Relativo o interrogativo femminile accusativo; secondo termine; avverbio esclamativo o correlativo |
| ne | Particella interrogativa enclitica -ne; negazione volitiva; finale negativa; completiva di timore |
| si | Condizione; interrogativa indiretta in determinati contesti e registri |
| modo | Ablativo di modus; avverbio “soltanto / poco fa”; congiunzione limitativa |
Ellissi, zeugma e ordine marcato
L’ellissi omette elementi recuperabili dal contesto, spesso sum o esse. Lo zeugma collega a un solo verbo elementi che richiederebbero sfumature o costruzioni diverse. L’anacoluto interrompe o cambia una struttura iniziata; si incontra soprattutto in lingua parlata, testi complessi o particolari effetti stilistici. Non bisogna invocare queste figure per giustificare una traduzione che non torna prima di aver controllato morfologia e reggenze.
L’ordine latino consente di separare nome e attributo, anticipare un oggetto, rinviare il verbo o collocare a fine frase l’elemento più importante. La libertà non è assenza di regole: concordanze, casi e connettivi continuano a indicare i rapporti. La posizione può aggiungere enfasi, contrasto e ritmo che la traduzione deve cercare di rispettare senza diventare artificiosa.
50. Dizionario, lessico e metodo di traduzione
Tradurre non significa sostituire una sequenza di parole latine con una sequenza italiana. Significa ricostruire il contenuto del testo e renderlo con una frase italiana corretta. La fedeltà riguarda chi fa che cosa, a chi, quando, perché e con quale grado di certezza, non la conservazione dell’ordine latino a ogni costo.
Il dizionario è utile se sai porgli una domanda precisa. Per un nome cerca nominativo e genitivo; per un aggettivo il nominativo maschile o la serie delle uscite; per un verbo la prima persona del presente, ricostruita attraverso il paradigma. Non cercare tulit come se fosse un lemma indipendente: riconosci il perfetto di fero. Se non conosci il paradigma, usa i rinvii del dizionario e controlla sempre le forme principali.
Come leggere una voce
- Controlla categoria grammaticale, genere e paradigma prima dei significati.
- Leggi la reggenza: accusativo, dativo, ablativo, infinito o completiva.
- Distingui le accezioni concrete, figurate e tecniche; scegli quella coerente con il testo.
- Verifica se la locuzione completa è registrata: res publica non è una semplice somma di “cosa” e “pubblica”.
- Usa gli esempi del dizionario come confronto sintattico, senza copiare una traduzione che non appartiene al tuo periodo.
| Latino | Significati da considerare | Errore da evitare |
|---|---|---|
| virtus | Valore, coraggio, qualità, virtù | Ridurre sempre alla virtù morale moderna |
| pietas | Rispetto dei doveri verso dèi, famiglia e comunità | Tradurre sempre con compassione |
| fortuna | Sorte, condizione, patrimonio al plurale in certi usi | Pensare soltanto alla buona sorte |
| ratio | Calcolo, ragione, metodo, criterio, rapporto | Scegliere “ragione” senza leggere il contesto |
| res | Cosa, fatto, situazione, affare, Stato in locuzioni | Lasciare sempre il generico “cosa” |
| petere | Dirigersi verso, cercare, chiedere, assalire | Usare sempre “chiedere” |
| contendere | Tendere, sforzarsi, dirigersi, contendere, affermare | Confondere movimento e discussione |
| consilium | Decisione, progetto, consiglio, assemblea | Confondere sempre con un suggerimento |
| officium | Dovere, servizio, funzione | Tradurre automaticamente con ufficio |
| humanitas | Cultura, educazione, umanità, benevolenza | Attribuire senza contesto il significato moderno più ampio |
Un procedimento in sette passaggi
- Leggi titolo, eventuale introduzione e tutto il brano per orientarti sul contenuto.
- Cerchia mentalmente i verbi finiti e individua connettivi e pronomi relativi.
- Dividi il periodo in proposizioni, tenendo separati AcI, ablativi assoluti e participi.
- Per ciascun nucleo ricostruisci soggetto, verbo, oggetto e reggenze necessarie.
- Analizza i gruppi nominali e risolvi le forme ambigue con concordanza e senso.
- Stendi una prima traduzione completa, senza abbellire o aggiungere informazioni.
- Rivedi l’italiano e torna al latino per controllare tempi, negazioni, soggetti, pronomi e nessi logici.
Il controllo finale deve essere concreto. Hai tradotto tutti i non e i ne? Hai mantenuto la differenza fra chi parla e chi compie l’azione dell’infinitiva? Un participio passivo è diventato per errore attivo? Una finale è stata trasformata in causa? Un plurale è stato perso? Un italiano scorrevole non compensa questi errori; una traduzione letterale incomprensibile non dimostra da sola fedeltà.
Per imparare il lessico crea gruppi piccoli con lemma, paradigma o genere, significato principale e una frase. Ripeti le parole a distanza di tempo e riutilizzale nell’analisi. Studiare soltanto liste di traduzioni isolate rende più difficile riconoscere le forme reali degli autori.
51. Prosodia, metrica e lingua poetica
La poesia latina classica si fonda soprattutto sulla quantità sillabica, non sul semplice numero delle sillabe o sulla rima. Una sillaba lunga occupa, nello schema metrico, il tempo di due brevi. Quantità della vocale e quantità della sillaba sono concetti distinti: una vocale breve può trovarsi in una sillaba lunga per posizione. L’accento della parola e l’organizzazione ritmica del verso non vanno confusi.
Quantità e fenomeni fra parole
Sono lunghe per natura le sillabe con vocale lunga o dittongo; sono normalmente lunghe per posizione quelle chiuse da consonante. Nella scansione si tiene conto anche delle consonanti iniziali della parola successiva. X e z possono valere come gruppi consonantici; h non ha lo stesso peso di una consonante ordinaria. I gruppi di occlusiva più liquida ammettono comportamenti variabili. Per la quantità delle vocali non riconoscibile dalla forma occorre il dizionario.
L’elisione o sinalefe riguarda di norma una vocale finale, oppure vocale più m finale, davanti a parola che comincia per vocale o h: nel computo metrico una delle sillabe non occupa la sua posizione ordinaria. Con es ed est si parla spesso di prodelisione o aferesi. Lo iato conserva l’incontro vocalico senza elisione in condizioni particolari; la sineresi o sinizesi riunisce vocali normalmente separate, mentre la dieresi le distingue. Questi fenomeni si dimostrano attraverso la scansione, non si invocano liberamente per far tornare qualsiasi verso.
| Nome | Composizione | Notazione verbale |
|---|---|---|
| Dattilo | Una lunga e due brevi | L B B |
| Spondeo | Due lunghe | L L |
| Giambo | Una breve e una lunga | B L |
| Trocheo | Una lunga e una breve | L B |
| Anceps | Posizione che ammette lunga o breve | X |
Esametro e pentametro
L’esametro dattilico comprende sei piedi. I primi quattro possono essere dattili o spondei; il quinto è normalmente dattilo, pur con eccezioni spondaiche; il sesto è una lunga seguita da una posizione finale indifferente. La fine di parola all’interno di un piede può creare una cesura; quando coincide con la fine del piede si parla di dieresi. Le pause metriche e quelle sintattiche si intrecciano, senza dover coincidere sempre.
Il pentametro elegiaco è formato da due membri separati da una pausa centrale. Nel primo due dattili, sostituibili da spondei, sono seguiti da una lunga; nel secondo due dattili non sostituibili sono seguiti dalla sillaba finale. Non è quindi semplicemente una serie di cinque piedi tutti uguali. Un esametro e un pentametro costituiscono il distico elegiaco, usato nell’elegia e nell’epigramma.
| Metro | Schema: L lunga, B breve, X finale indifferente |
|---|---|
| Esametro | (L B B oppure L L) × 4; normalmente L B B; L X |
| Pentametro | (L B B oppure L L) × 2; L; pausa; L B B; L B B; X |
| Endecasillabo falecio | X X L B B L B L B L X (con restrizioni d’uso nelle posizioni iniziali) |
| Trimetro giambico | Tre metri giambici; il modello e le sostituzioni variano secondo genere e autore |
Arma virumque cano, Troiae qui primus ab oris.
Canto le armi e l’uomo che per primo dalle coste di Troia...
Virgilio, Eneide 1, 1. Scansione per piedi: Arma vi | rumque ca | no Tro | iae qui | primus ab | oris. Schema: LBB | LBB | LL | LL | LBB | LX. La frase continua nel verso successivo.
Leggere poesia senza perdere la grammatica
La poesia presenta spesso iperbato, inversioni, ellissi e lessico meno comune. L’iperbato separa parole concordate; l’enjambement prosegue una struttura sintattica oltre la fine del verso. Una pausa di fine riga non implica quindi fine della frase. Le figure di suono, come allitterazione e assonanza, appartengono all’interpretazione stilistica; non cambiano la funzione dei casi.
Per scandire un verso, riconosci prima sillabe, dittonghi ed elisioni; segnala le lunghezze certe; prova lo schema del metro; verifica le quantità dubbie e infine individua le pause. Per tradurlo, torna sempre alla sintassi. I metri lirici, i sistemi drammatici e la prosodia storica richiedono uno studio specialistico ulteriore: qui sono forniti i fondamenti necessari alla lettura scolastica più comune.
52. Versioni guidate: dal testo all’italiano
I brani seguenti sono esercitazioni originali, costruite per mettere insieme le regole del manuale. Non sono citazioni attribuite a un autore antico. Prima prova a tradurli senza leggere la soluzione; poi confronta soggetti, tempi e costruzioni. Una traduzione diversa nelle parole può essere corretta se conserva gli stessi rapporti di significato.
1. Una giornata di studio
Magister pueris fabulam narrat. Pueri verba magistri audiunt et in tabulis scribunt. Unus puer multa rogat, quia fabulam intellegere cupit. Magister eius diligentiam laudat.
Il maestro racconta una storia ai ragazzi. I ragazzi ascoltano le parole del maestro e scrivono sulle tavolette. Un ragazzo fa molte domande, perché desidera comprendere la storia. Il maestro loda il suo impegno.
Pueris è dativo; verba è accusativo neutro plurale. Multa è neutro plurale sostantivato, “molte cose”, reso qui con “molte domande”. Eius rinvia al ragazzo, che non è il soggetto della frase finale; suam avrebbe indicato l’impegno del maestro. Cupit regge l’infinito intellegere.
2. La città e gli ambasciatori
Cum hostes appropinquarent, cives portas clauserunt. Consul legatos misit qui pacem peterent. Legati dixerunt cives bellum nolle, sed libertatem suam defensuros esse.
Mentre i nemici si avvicinavano, i cittadini chiusero le porte. Il console mandò ambasciatori a chiedere la pace. Gli ambasciatori dissero che i cittadini non volevano la guerra, ma avrebbero difeso la propria libertà.
Appropinquarent esprime contemporaneità nel cum narrativo. Qui peterent è relativa finale. Dixerunt regge due predicati infinitivi con lo stesso soggetto cives: nolle e defensuros esse. Il futuro infinito esprime posteriorità rispetto alla dichiarazione; suam rinvia ai cittadini nell’infinitiva.
3. Il viaggio interrotto
Marcus cum amicis ad urbem iter faciebat. Ponte rupto, flumen transire non potuerunt. Itaque ducem rogaverunt qua via tutius ire possent. Dux eos per silvam duxit, ut ad alterum pontem pervenirent.
Marco viaggiava verso la città con gli amici. Poiché il ponte era stato distrutto, non poterono attraversare il fiume. Chiesero quindi alla guida per quale strada potessero procedere più al sicuro. La guida li condusse attraverso il bosco, affinché raggiungessero un altro ponte.
La prima frase ha Marcus come soggetto singolare; il plurale potuerunt include Marco e gli amici, recuperati dal contesto. Ponte rupto è ablativo assoluto. Qua via è ablativo di percorso nell’interrogativa indiretta; tutius è comparativo avverbiale. Ut pervenirent esprime il fine.
4. Un consiglio
Amicus mihi scripsit se multos libros emisse, sed parum temporis ad legendum habere. Ei respondi paucos libros diligenter legendos esse. Non enim numerus librorum, sed studium et iudicium lectorem adiuvant.
Un amico mi scrisse di aver comprato molti libri, ma di avere poco tempo per leggere. Gli risposi che bisognava leggere con attenzione pochi libri. Infatti non il numero dei libri, ma l’impegno e la capacità di giudizio aiutano il lettore.
Se è soggetto delle infinitive dipendenti da scripsit. Emisse è anteriore, habere contemporaneo. Parum regge il genitivo partitivo temporis. Paucos libros legendos esse è perifrastica passiva all’infinito. Studium e iudicium sono i due soggetti coordinati del verbo plurale adiuvant.
5. La scelta del comandante
Dux, quamquam milites fessi erant, castra muniri iussit. Timebat enim ne hostes noctu advenirent. Opere perfecto, militibus requies concessa est. Si castra non munivissent, multo maiore in periculo fuissent.
Il comandante, benché i soldati fossero stanchi, ordinò di fortificare l’accampamento. Temeva infatti che i nemici arrivassero di notte. Compiuto il lavoro, ai soldati fu concesso riposo. Se non avessero fortificato l’accampamento, si sarebbero trovati in un pericolo molto maggiore.
Iussit regge castra muniri: castra è soggetto accusativo dell’infinito passivo. Ne advenirent dopo timore significa “che arrivassero”. Opere perfecto è ablativo assoluto. La condizione finale è irreale nel passato; multo è ablativo della misura della differenza e maiore concorda con periculo.
6. Ciò che dipende da noi
Magister discipulos interrogavit quid maxime timerent. Alii se difficultatem verborum timere dixerunt, alii tempus breve esse questi sunt. Tum magister: «Nolite desperare. Si diligenter formas cognoveritis, facilius sententias intellegetis».
Il maestro chiese agli studenti che cosa temessero di più. Alcuni dissero di temere la difficoltà delle parole, altri si lamentarono che il tempo fosse breve. Allora il maestro disse: «Non scoraggiatevi. Se avrete imparato bene a riconoscere le forme, comprenderete più facilmente le frasi».
Quid timerent è interrogativa indiretta. Questi sunt è perfetto deponente di queror e regge qui un’infinitiva. Nolite con infinito esprime divieto. Cognoveritis è futuro anteriore nella condizione aperta futura, non perfetto congiuntivo: la costruzione e intellegetis chiariscono la funzione.
Per valutare la tua versione, assegna priorità alla struttura: una reggenza sbagliata o un soggetto scambiato modificano il contenuto più di una scelta lessicale meno elegante. Riscrivi poi soltanto le frasi in cui hai sbagliato, annotando la regola utile. Ripetere l’intero brano senza capire l’errore serve meno di una correzione mirata.
53. Esercizi di grammatica con soluzioni commentate
Gli esercizi sono divisi in sei gruppi da dieci. Le soluzioni sono raccolte dopo tutte le consegne, così puoi svolgerle prima del confronto. Dove una forma è ambigua devi indicare tutte le analisi richieste; nelle traduzioni sono accettabili formulazioni italiane equivalenti. Nelle trasformazioni, conserva il significato e rispetta le reggenze.
A. Nomi e aggettivi
1. Indica le analisi possibili di rosae.
2. Declina rex al genitivo e all’ablativo plurale.
3. Scrivi nominativo e genitivo plurale di mare.
4. Concorda bonus con poeta al nominativo singolare.
5. Concorda fortis con animal al nominativo plurale.
6. Trasforma manus dextra al genitivo singolare.
7. Qual è il vocativo di meus filius?
8. Forma comparativo e superlativo di bonus.
9. Traduci tria milia militum.
10. Spiega le possibili analisi nominali di corpora.
B. Pronomi e determinativi
11. Distingui suum librum da eius librum in Marcus ... legit.
12. Scrivi accusativo singolare e genitivo plurale maschili di hic.
13. Qual è il dativo singolare di qui, quae, quod?
14. Spiega il caso di quem in puer quem vides.
15. Traduci unus nostrum.
16. Completa: si ... venit, eum audi (qualcuno).
17. Distingui ipse da idem.
18. Traduci nemini e neminem.
19. Scrivi “con voi” e “con sé”.
20. Traduci quid novi? e spiega novi.
C. Verbi regolari
21. Analizza laudabamini.
22. Analizza monuerimus indicando due possibilità.
23. Trasforma legit, presente attivo, nella corrispondente forma passiva.
24. Scrivi il congiuntivo imperfetto, prima plurale, di capio.
25. Distingui audiunt da audient.
26. Traduci puellae laudatae sunt.
27. Scrivi infinito perfetto attivo e passivo di lego.
28. Distingui leges, legas, legeres come verbi.
29. Sciogli la contrazione amavisse → amasse.
30. Traduci epistula scripta erat.
D. Anomali e forme nominali
31. Analizza secuti sunt.
32. Scrivi presente indicativo, seconda singolare, di possum, fero, eo.
33. A quale verbo appartengono tulit, latus, ferre?
34. Traduci noli timere.
35. Qual è il valore ordinario di odi?
36. Distingui legendi in ars legendi e libri legendi.
37. Trasforma ad legendum libros nella costruzione preferita con gerundivo.
38. Traduci mihi proficiscendum est.
39. Traduci legati pacem petitum venerunt.
40. Traduci dicebat se venturum esse.
E. Casi e proposizioni
41. Spiega il caso di legibus in legibus paremus.
42. Trasforma “il ragazzo ha un libro” con il dativo di possesso.
43. Traduci hoc mihi curae est.
44. Spiega libro in hoc libro utor.
45. Distingui Romam, Romae, Roma con a lunga finale.
46. Traduci me erroris paenitet.
47. Traduci timeo ne veniat.
48. Distingui venit ut discat da tam studet ut discat.
49. Trasforma scio quid facias con reggente sciebam.
50. Traduci non dubito quin verum dicat.
F. Periodi e traduzione
51. Traduci cum epistulam legisset, discessit.
52. Traduci portis clausis, cives tuti erant.
53. Perché puerum flentem vidi non significa “piangendo vidi il ragazzo”?
54. Traduci si adesset, laetarer.
55. Traduci si venisset, eum vidissem.
56. Trasforma “veniam” nel discorso indiretto dopo dixit, riferito a Marco.
57. Traduci magister discipulos monuit ne desperarent.
58. Traduci quamquam fessus erat, studebat.
59. In si veneris, laetabor, che forma è veneris?
60. Traduci librorum legendorum causa domi mansit.
Soluzioni commentate
A. Nomi e aggettivi
1. Genitivo e dativo singolare; nominativo e vocativo plurale. La frase decide quale scegliere.
2. Regum; regibus. Tema reg-, terza declinazione consonantica.
3. Maria; marium. Il neutro in -e segue il tipo in -i.
4. Poeta bonus: poeta è maschile, anche se è della prima declinazione.
5. Animalia fortia: entrambe le forme sono neutre plurali.
6. Manus dextrae: manus è femminile della quarta; il genitivo ha u lunga.
7. Mi fili. Entrambe le parole hanno una forma particolare.
8. Melior, melius; optimus, -a, -um.
9. Tremila soldati. Militum è genitivo partitivo retto da milia.
10. Nominativo, accusativo o vocativo plurale neutro di corpus.
B. Pronomi e determinativi
11. Suum indica il libro di Marco; eius il libro di un’altra persona. Il possessivo riflessivo concorda con librum.
12. Hunc; horum.
13. Cui, uguale per i tre generi.
14. Accusativo perché è oggetto di vides; prende genere e numero da puer, non il caso.
15. Uno di noi. Nostrum è genitivo partitivo.
16. Si quis venit, eum audi. Quis è indefinito dopo si.
17. Ipse: lui stesso, in persona; idem: il medesimo rispetto a un altro riferimento.
18. A nessuno (dativo); nessuno come oggetto o soggetto di AcI (accusativo).
19. Vobiscum; secum. Cum è posposto.
20. Che cosa c’è di nuovo? Novi è genitivo neutro retto da quid, non perfetto di nosco in questa costruzione.
C. Verbi regolari
21. Indicativo imperfetto passivo, seconda plurale di laudo: eravate lodati.
22. Futuro anteriore indicativo attivo oppure perfetto congiuntivo attivo, prima plurale di moneo; senza quantità il contesto distingue.
23. Legitur, terza singolare del presente indicativo passivo.
24. Caperemus. L’infinito è capere, non capire.
25. Audiunt: presente, ascoltano; audient: futuro, ascolteranno.
26. Le ragazze furono lodate / sono state lodate. È perfetto passivo, non presente passivo.
27. Legisse; lectum, -am, -um esse, con accordo del participio al soggetto accusativo.
28. Leges: futuro indicativo; legas: presente congiuntivo; legeres: imperfetto congiuntivo, tutti alla seconda singolare attiva.
29. Amasse è infinito perfetto attivo; la contrazione non lo trasforma in una forma del presente.
30. La lettera era stata scritta. Piuccheperfetto indicativo passivo.
D. Anomali e forme nominali
31. Perfetto indicativo deponente, terza plurale maschile di sequor: seguirono / hanno seguito.
32. Potes; fers; is.
33. Fero: perfetto attivo, participio perfetto passivo, infinito presente attivo.
34. Non temere. Imperativo di nolo più infinito.
35. Odio: forma di perfetto con significato presente.
36. Nel primo è gerundio genitivo; nel secondo, intendendo “i libri da leggere”, è gerundivo nominativo plurale. Il contesto può permettere altre analisi del gruppo nominale.
37. Ad libros legendos. Il nome va in accusativo e il gerundivo concorda.
38. Devo partire. Perifrastica passiva impersonale con dativo d’agente.
39. Gli ambasciatori vennero a chiedere la pace. Petitum è supino finale, pacem il suo oggetto.
40. Diceva che sarebbe venuto. Il futuro infinito esprime posteriorità rispetto a dicebat.
E. Casi e proposizioni
41. Dativo retto da pareo: obbediamo alle leggi.
42. Puero liber est. Liber è soggetto e puero possessore.
43. Questo mi sta a cuore / è per me motivo di cura. Doppio dativo.
44. Ablativo retto da utor: uso questo libro.
45. Romam: moto a luogo; Romae può essere locativo, ma anche genitivo/dativo secondo frase; Romā: ablativo, usato anche per moto da luogo.
46. Mi pento dell’errore: persona in accusativo e causa in genitivo.
47. Temo che venga. Dopo timore, ne introduce l’evento temuto.
48. La prima è finale: viene per imparare; la seconda consecutiva: studia tanto che impara.
49. Sciebam quid faceres: sapevo che cosa facevi. Contemporaneità dopo tempo storico.
50. Non dubito che dica il vero. Quin introduce la completiva dopo dubbio negato.
F. Periodi e traduzione
51. Dopo aver letto la lettera, partì. Il piuccheperfetto congiuntivo indica anteriorità.
52. Chiuse le porte / dopo che le porte furono chiuse, i cittadini erano al sicuro. Ablativo assoluto.
53. Flentem concorda con puerum: piange il ragazzo. La resa proposta attribuirebbe normalmente il pianto a chi vede.
54. Se fosse qui, sarei contento. Irrealtà nel presente.
55. Se fosse venuto, lo avrei visto. Irrealtà nel passato.
56. Marcus dixit se venturum esse. Venturum è maschile accusativo singolare riferito a se.
57. Il maestro esortò / ammonì gli studenti a non scoraggiarsi. Completiva volitiva negativa.
58. Benché fosse stanco, studiava. Concessiva con indicativo.
59. Futuro anteriore indicativo: l’arrivo precede la gioia futura. Non basta la forma grafica per scegliere il congiuntivo.
60. Rimase a casa per leggere i libri. Genitivo con gerundivo più causa; domi è locativo.
Se un gruppo ti mette in difficoltà, torna al capitolo corrispondente e ripeti l’esercizio cambiando persona, numero o tempo. Per esempio, dopo aver riconosciuto caperemus, prova caperentur; dopo un ablativo assoluto presente, costruiscine uno con participio perfetto. Questo passaggio dimostra se hai capito la regola oppure soltanto memorizzato la risposta.
54. Tavole finali, paradigmi frequenti e percorso di ripasso
Le tavole finali servono alla consultazione rapida. Non sostituiscono le spiegazioni: una forma può essere ambigua e un costrutto può cambiare significato secondo il verbo. Nei paradigmi la voce del supino è riportata quando è normalmente documentata e utile; l’assenza di una forma non va riempita inventandola. Per i deponenti si usa il participio perfetto con sum.
Paradigmi da riconoscere nelle versioni
| Presente | Infinito | Perfetto | Supino / nota | Significato |
|---|---|---|---|---|
| amo | amare | amavi | amatum | amare |
| laudo | laudare | laudavi | laudatum | lodare |
| do | dare | dedi | datum | dare |
| sto | stare | steti | statum | stare |
| iuvo | iuvare | iuvi | iutum | aiutare |
| veto | vetare | vetui | vetitum | vietare |
| moneo | monere | monui | monitum | ammonire |
| habeo | habere | habui | habitum | avere |
| debeo | debere | debui | debitum | dovere |
| video | videre | vidi | visum | vedere |
| sedeo | sedere | sedi | sessum | sedere |
| teneo | tenere | tenui | tentum | tenere |
| maneo | manere | mansi | mansum | rimanere |
| moveo | movere | movi | motum | muovere |
| doceo | docere | docui | doctum | insegnare |
| iubeo | iubere | iussi | iussum | ordinare |
| respondeo | respondere | respondi | responsum | rispondere |
| rideo | ridere | risi | risum | ridere |
| lego | legere | legi | lectum | leggere / raccogliere |
| dico | dicere | dixi | dictum | dire |
| duco | ducere | duxi | ductum | condurre |
| scribo | scribere | scripsi | scriptum | scrivere |
| Presente | Infinito | Perfetto | Supino / nota | Significato |
|---|---|---|---|---|
| mitto | mittere | misi | missum | mandare |
| pono | ponere | posui | positum | porre |
| peto | petere | petivi / petii | petitum | chiedere / dirigersi / assalire |
| quaero | quaerere | quaesivi / quaesii | quaesitum | cercare / domandare |
| gero | gerere | gessi | gestum | compiere / portare |
| ago | agere | egi | actum | fare / condurre |
| rego | regere | rexi | rectum | reggere |
| vinco | vincere | vici | victum | vincere |
| vivo | vivere | vixi | victum | vivere |
| credo | credere | credidi | creditum | credere / affidare |
| disco | discere | didici | Non comune | imparare |
| cognosco | cognoscere | cognovi | cognitum | conoscere / apprendere |
| nosco | noscere | novi | notum | conoscere |
| posco | poscere | poposci | Non comune | chiedere con insistenza |
| curro | currere | cucurri | cursum | correre |
| cado | cadere | cecidi | casum | cadere |
| caedo | caedere | cecidi | caesum | tagliare / uccidere; quantità diversa da cado nel perfetto |
| cedo | cedere | cessi | cessum | cedere / ritirarsi |
| tango | tangere | tetigi | tactum | toccare |
| frango | frangere | fregi | fractum | spezzare |
| rumpo | rumpere | rupi | ruptum | rompere |
| pello | pellere | pepuli | pulsum | respingere |
| Presente | Infinito | Perfetto | Supino / nota | Significato |
|---|---|---|---|---|
| tollo | tollere | sustuli | sublatum | sollevare / togliere |
| traho | trahere | traxi | tractum | trarre |
| trado | tradere | tradidi | traditum | consegnare / tramandare |
| consulo | consulere | consului | consultum | consultare; provvedere con dativo |
| capio | capere | cepi | captum | prendere |
| facio | facere | feci | factum | fare |
| accipio | accipere | accepi | acceptum | ricevere |
| incipio | incipere | incepi | inceptum | cominciare |
| cupio | cupere | cupivi / cupii | cupitum | desiderare |
| rapio | rapere | rapui | raptum | rapire |
| fugio | fugere | fugi | fugitum | fuggire |
| iacio | iacere | ieci | iactum | gettare |
| audio | audire | audivi / audii | auditum | ascoltare |
| venio | venire | veni | ventum | venire |
| invenio | invenire | inveni | inventum | trovare |
| sentio | sentire | sensi | sensum | sentire / ritenere |
| aperio | aperire | aperui | apertum | aprire |
| reperio | reperire | repperi | repertum | trovare |
| scio | scire | scivi / scii | scitum | sapere |
| sum | esse | fui | Non presente | essere |
| possum | posse | potui | Non presente | potere |
| fero | ferre | tuli | latum | portare |
| Presente | Infinito | Perfetto | Supino / nota | Significato |
|---|---|---|---|---|
| eo | ire | ii / ivi | itum | andare |
| volo | velle | volui | Non presente | volere |
| nolo | nolle | nolui | Non presente | non volere |
| malo | malle | malui | Non presente | preferire |
| fio | fieri | factus sum | Vedi facio | diventare / essere fatto |
| hortor | hortari | hortatus sum | hortatum | esortare |
| vereor | vereri | veritus sum | veritum | temere / rispettare |
| sequor | sequi | secutus sum | secutum | seguire |
| loquor | loqui | locutus sum | locutum | parlare |
| proficiscor | proficisci | profectus sum | profectum | partire |
| patior | pati | passus sum | passum | sopportare |
| morior | mori | mortuus sum | Non ordinario; futuro moriturus | morire |
| orior | oriri | ortus sum | ortum | sorgere; futuro oriturus |
| utor | uti | usus sum | usum | usare, con ablativo |
| fungor | fungi | functus sum | functum | svolgere, con ablativo |
| potior | potiri | potitus sum | potitum | impadronirsi, ablativo o genitivo |
| conor | conari | conatus sum | conatum | tentare |
| audeo | audere | ausus sum | Vedi participio ausus | osare |
| soleo | solere | solitus sum | Vedi participio solitus | essere solito |
Desinenze nominali in un colpo d’occhio
| Caso | I | II m. | II n. | III m./f. | IV m. | V |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Nom. | -a | -us / -er | -um | Variabile | -us | -es |
| Gen. | -ae | -i | -i | -is | -us | -ei |
| Dat. | -ae | -o | -o | -i | -ui | -ei |
| Acc. | -am | -um | -um | -em | -um | -em |
| Voc. | -a | -e / = nom. | -um | = nom. | -us | -es |
| Abl. | -a lunga | -o | -o | -e / -i | -u | -e |
| Caso | I | II m. | II n. | III m./f. | IV m. | V |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Nom. | -ae | -i | -a | -es | -us | -es |
| Gen. | -arum | -orum | -orum | -um / -ium | -uum | -erum |
| Dat. | -is | -is | -is | -ibus | -ibus | -ebus |
| Acc. | -as | -os | -a | -es / -is | -us | -es |
| Voc. | -ae | -i | -a | -es | -us | -es |
| Abl. | -is | -is | -is | -ibus | -ibus | -ebus |
I neutri della terza hanno casi diretti singolari uguali al nominativo e plurali in -a o -ia; quelli della quarta hanno -u al singolare e -ua al plurale. Il riepilogo non sostituisce le forme particolari di vis, domus, bos e dei nomi greci. Le quantità vocaliche distinguono forme graficamente simili, come il nominativo e genitivo singolare di fructus.
Una mappa per riconoscere le subordinate
| Tipo di contenuto | Che cosa esprime? | Costruzione da cercare |
|---|---|---|
| Un’affermazione riferita | Contenuto di dire, pensare, sapere | Accusativo + infinito; talvolta NcI al passivo |
| Una domanda riferita | Che cosa, perché, se, quando... | Interrogativo + congiuntivo |
| Un ordine o una richiesta | Ciò che si vuole ottenere | Ut / ne + congiuntivo; iubeo + AcI |
| Uno scopo | Per ottenere quale risultato? | Ut / ne; relativa finale; gerundivo; supino |
| Una conseguenza | Con quale effetto? | Ut / ut non; correlativi tam, ita, tantus |
| Una causa | Per quale motivo? | Quod, quia, quoniam; cum + congiuntivo |
| Una circostanza temporale | Quando? Prima o dopo che cosa? | Cum, ubi, postquam, dum, antequam |
| Una concessione | Nonostante quale ostacolo? | Quamquam, quamvis, etsi, cum |
| Una condizione | A quale condizione? | Si, nisi, dummodo |
| Una qualità del referente | Quale persona o cosa? | Relativo con caso determinato dalla sua funzione |
Glossario grammaticale essenziale
| Termine | Definizione operativa |
|---|---|
| Tema | Parte della parola cui si aggiungono desinenze o suffissi; va ricavata dalla forma corretta del paradigma |
| Desinenza | Elemento finale che esprime informazioni grammaticali |
| Declinazione | Sistema delle forme nominali secondo caso e numero |
| Coniugazione | Sistema delle forme verbali |
| Reggenza | Costruzione richiesta da una parola: caso, preposizione o proposizione |
| Concordanza | Accordo di genere, numero, caso o persona fra parole collegate |
| Diatesi | Rapporto fra soggetto e azione, soprattutto attivo e passivo |
| Tempo relativo | Rapporto di anteriorità, contemporaneità o posteriorità rispetto a un altro verbo |
| Antecedente | Elemento a cui rinvia un pronome relativo |
| Sostantivazione | Uso di aggettivo, participio o altra forma come nome |
| Predicativo | Elemento che attribuisce una qualità o identità al soggetto o all’oggetto attraverso il verbo |
| Proposizione completiva | Subordinata che esprime un argomento richiesto o atteso dalla reggente |
| Protasi / apodosi | Condizione / conseguenza nel periodo ipotetico |
| Enclitica | Parola breve che si appoggia foneticamente alla precedente, come -que |
| Sincretismo | Coincidenza di più funzioni grammaticali nella stessa forma |
| Suppletivismo | Uso di temi di origine diversa nello stesso paradigma, come fero e tuli |
Checklist finale dello studente
- So ricavare il tema di un nome dal genitivo e riconoscere i casi ambigui.
- So declinare i modelli delle cinque declinazioni, gli aggettivi e i pronomi frequenti.
- So riconoscere i tre temi verbali e distinguere presente, perfetto e supino.
- So coniugare i modelli regolari, i deponenti e i principali verbi anomali.
- So distinguere participio, gerundio, gerundivo e supino senza affidarmi solo alla traduzione italiana.
- So riconoscere le reggenze dei casi e i complementi di luogo e tempo.
- So analizzare AcI, NcI, ablativo assoluto, perifrastiche e interrogative indirette.
- So distinguere finali, consecutive, completive, causali, temporali, relative e condizioni.
- So applicare la consecutio e riconoscere i principali casi in cui non è meccanica.
- So consultare il dizionario e rivedere una traduzione controllando il testo latino.
Fonti e criteri del manuale
Il percorso prende come riferimento iniziale il PDF fornito per la realizzazione del manuale, intitolato Grammatica latina essenziale (file matteo-spano-annunziata-latino1.pdf). Le spiegazioni sono state riscritte e organizzate per lo studio; le tabelle sono ricostruite in formato accessibile, con grafica coerente con il sito. La trattazione è ampliata con sintassi dei casi, del verbo e del periodo, metodo di traduzione, metrica introduttiva ed esercitazioni.
Per il confronto grammaticale: J. B. Greenough, G. L. Kittredge, A. A. Howard, B. L. D’Ooge, Allen and Greenough’s New Latin Grammar for Schools and Colleges, 1903, nell’edizione digitale di Dickinson College Commentaries curata da Meagan Ayer (2014). Sono particolarmente utili le sezioni su deponenti, gerundio e gerundivo, consecutio, completive, ablativo assoluto e periodo ipotetico nel discorso indiretto. Per forme rare, quantità e significati dei singoli lemmi, resta necessario un dizionario latino completo.
Gli esempi e gli esercizi sono didattici e originali, salvo la citazione di Virgilio esplicitamente indicata. Il manuale copre la grammatica classica di base e avanzata normalmente richiesta nello studio scolastico; le lingue arcaica, poetica e postclassica sono richiamate quando aiutano a comprendere i testi, senza confonderne gli usi con quelli ordinari della prosa classica.