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Psicologia generale

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292 quiz con quattro alternative e soluzioni motivate, più 255 domande aperte per approfondire e collegare i concetti. Scegli un capitolo oppure allenati sull’intero manuale.

Quiz · Psicologia generale

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292 domande costruite sugli argomenti del manuale. Al termine scoprirai quante risposte hai dato correttamente. Puoi riprovare per migliorare il tuo risultato.

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Domanda 1 di 2920 punti

1. Evoluzione delle scienze psicologiche

Uno studio usa il numero di errori in una prova come indicatore dell’attenzione. Quale affermazione è corretta?

Domande aperte

Prova a rispondere con parole tue, collegando definizioni, esempi e limiti delle spiegazioni. Usa il manuale per verificare e completare il ragionamento.

1. Evoluzione delle scienze psicologiche

  1. Due teorie spiegano lo stesso errore di uno studente: una richiama la memoria, l’altra le aspettative sul giudizio del docente. Quali osservazioni potrebbero aiutare a distinguerle, e perché nominare le due cause non è ancora sufficiente?
  2. Spiega la differenza tra una questione sulla natura della mente e una questione sull’origine della conoscenza. Costruisci un esempio nel quale confondere i due piani produca un ragionamento scorretto.
  3. In un esperimento ipotetico, una variazione di 3 unità viene discriminata con uno stimolo di riferimento di 100 unità. Quale valore di k si ottiene? Quale differenza si prevederebbe con un riferimento di 400, assumendo valida la proporzionalità di Weber? Quale verifica mancherebbe prima di generalizzare?
  4. Perché la differenza tra due tempi di reazione non coincide necessariamente con la durata di un singolo processo aggiuntivo? Indica almeno due condizioni che potrebbero compromettere l’interpretazione sottrattiva.
  5. Quali differenze distinguono il programma di Wundt dallo strutturalismo di Titchener? Perché «chiedere di guardarsi dentro» è una descrizione insufficiente di entrambi?
  6. Confronta una spiegazione strutturalista, una funzionalista e una gestaltica di un compito di lettura. Quali aspetti del fenomeno renderebbe centrali ciascuna prospettiva?
  7. Costruisci un’interpretazione psicologica che rischi di confermarsi sia quando la persona concorda sia quando dissente. Come la riformuleresti per renderla più controllabile?
  8. Descrivi una situazione in cui il rinforzo negativo aumenti una risposta. Specifica comportamento, conseguenza e cambiamento futuro, distinguendola chiaramente da una punizione.
  9. Che cosa significa distinguere apprendimento e prestazione? Progetta un confronto ipotetico che permetta di valutare se una scarsa prestazione dipenda dalla mancata acquisizione oppure dalle condizioni di espressione.
  10. Perché i risultati di Milgram e Bandura non possono essere trasferiti senza condizioni a tutte le persone e a tutti gli ambienti? Considera campionamento, procedura, misura e interpretazione.
  11. Quali domande differenti pone Tinbergen a proposito dello stesso comportamento? Applica la distinzione a un comportamento quotidiano, evitando di presentare una possibile utilità come prova della sua origine evolutiva.
  12. Un titolo giornalistico afferma: «Una zona del cervello si attiva: scoperto ciò che la persona desidera». Quali informazioni mancano per valutare la conclusione? Spiega il problema dell’inferenza inversa.
  13. Che cosa aggiunge una preregistrazione alla valutazione di uno studio, e quali problemi non risolve? Distingui una nuova analisi degli stessi dati da una replica con nuovi partecipanti.
  14. Proponi una domanda psicologica sull’ambiente digitale formulata in modo più preciso di «i social fanno bene o male». Specifica esposizione, esito e almeno una possibile spiegazione alternativa dell’associazione osservata.
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2. I metodi della psicologia

  1. In quale modo una teoria differisce da una semplice ipotesi e perché una spiegazione che può giustificare qualunque risultato è poco informativa?
  2. Proponi due definizioni operative diverse di «attenzione» e discuti quali aspetti del costrutto potrebbero misurare e quali trascurare.
  3. Qual è la differenza tra campionamento casuale e assegnazione casuale? Costruisci un esempio in cui si applica soltanto uno dei due.
  4. Spiega perché una relazione tra uso del telefono e qualità del sonno non consente, da sola, di stabilire quale fenomeno causi l'altro.
  5. In che modo una variabile confondente differisce da un mediatore? Perché controllare tutti i predittori disponibili può produrre problemi?
  6. Quando un disegno entro soggetti è preferibile a uno tra soggetti e quali minacce metodologiche introduce?
  7. Calcola media e mediana dei valori 3, 4, 5, 6, 32. Quale delle due descrive meglio il centro e per quale domanda?
  8. Qual è la differenza fra deviazione standard di una distribuzione ed errore standard della sua media?
  9. Che cosa significa, tecnicamente, il livello di confidenza del 95% e perché non coincide con la probabilità che un singolo parametro fisso sia nell'intervallo ottenuto?
  10. Interpreta correttamente un valore p di 0,04 e identifica almeno due conclusioni che non possono essere tratte da esso.
  11. Perché attendibilità e validità di uno strumento devono essere valutate separatamente? Offri un esempio di misura attendibile ma non valida.
  12. Distingui una replica diretta da una concettuale e spiega perché confrontare soltanto «significativo» e «non significativo» è inadeguato.
  13. Descrivi almeno tre decisioni analitiche che sarebbe opportuno preregistrare e chiarisci come segnalare analisi esplorative successive.
  14. Come si concilierebbero condivisione di dati e tutela della riservatezza in uno studio sulle esperienze di disagio psicologico in una piccola comunità?
  15. Progetta uno studio eticamente accettabile per valutare se il ripasso distribuito migliori il ricordo dopo un mese; specifica popolazione, assegnazione, variabili, controlli e limiti.
  16. Ricostruisci le due stime di soddisfazione, grezza e ponderata, nell’esempio delle sedi urbane e periferiche e chiarisci quali bias la ponderazione non corregge.
  17. In un esperimento con perdite differenziate descrivi tre scenari plausibili per i dati mancanti e il loro effetto sulla conclusione.
  18. Disegna un DAG con un confondente, un mediatore e un collider e spiega perché controllare tutte le variabili può essere dannoso.
  19. Calcola l’effetto DiD del tutorato e discuti il significato dell’assunzione dei trend paralleli.
  20. Perché un disegno di regressione discontinua stima di regola un effetto locale? Quali verifiche servono vicino alla soglia?
  21. Usa le quattro medie della Tabella 2.9 per calcolare un’interazione e distinguila dagli effetti principali.
  22. Deriva i numeri di veri e falsi positivi dello screening ipotetico e spiega il ruolo della prevalenza.
  23. Perché 400 misure di studenti raggruppati in 20 classi non equivalgono a 400 misure indipendenti?
  24. Distingui effetto standardizzato, intervallo di confidenza, soglia pratica ed equivalenza statistica.
  25. In quali circostanze una meta-analisi può essere fuorviante pur includendo molti studi?
  26. Spiega la differenza fra discriminazione e calibrazione di un modello predittivo in psicologia.
  27. Progetta una strategia per verificare l’invarianza di misura di una scala fra due gruppi linguistici.
  28. Mostra con il teorema di Bayes perché P(E|H) non coincide con P(H|E).
  29. Quando conviene randomizzare per scuole invece che per individui e come cambia l’analisi?
  30. Descrivi un disegno misto per studiare l’esperienza di un intervento educativo, distinguendo evidenze qualitative e quantitative.
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3. Neuroscienze e comportamento

  1. Perché non basta descrivere la forma di un neurone per prevedere il comportamento di una persona?
  2. Qual è la differenza funzionale fra neuroni, astrociti, oligodendrociti e microglia?
  3. Quali sono i ruoli rispettivi dei gradienti ionici, della pompa sodio-potassio e dei canali voltaggio-dipendenti?
  4. In che senso il potenziale d'azione segue una regola del tutto o nulla e in che senso l'informazione neurale è graduata?
  5. Spiega con un esempio come un medesimo neurotrasmettitore possa avere conseguenze differenti a seconda del recettore.
  6. Perché il talamo non può essere descritto come un semplice cavo di ingresso?
  7. Quali errori si commettono quando si parla dell'amigdala come esclusivo «centro della paura»?
  8. In quale modo il sistema nervoso autonomo e quello endocrino coordinano una risposta a una situazione impegnativa?
  9. Perché l'ereditabilità non permette di calcolare la «percentuale genetica» di un singolo individuo?
  10. Che cosa dimostrano e che cosa non dimostrano gli studi di neuroplasticità dei tassisti e della giocoleria?
  11. Quale differenza esiste fra connettività anatomica, funzionale ed efficace?
  12. Perché da un'attivazione fMRI non si può dedurre senza ulteriori prove uno specifico pensiero?
  13. In quali circostanze una tecnica perturbativa come la TMS aggiunge prove non disponibili con metodi soltanto osservazionali?
  14. In che modo il concetto di neurodiversità può convivere con il riconoscimento di difficoltà e bisogni di sostegno?
  15. Come si distingue un modello computazionale utile da una simulazione che sembra plausibile ma non produce previsioni controllabili?
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4. Sensazione e percezione

  1. Spiega perché sensazione e percezione sono concetti distinti ma non completamente separabili.
  2. Definisci stimolo distale e prossimale mediante un esempio diverso da quello del capitolo.
  3. Come si interpreta una soglia definita da una prestazione del 50%?
  4. Quali problemi evita la teoria della rilevazione del segnale rispetto al solo conteggio delle risposte positive?
  5. Confronta legge di Weber, modelli logaritmici e modelli di potenza specificandone i limiti.
  6. Qual è il significato di elaborazione top-down e in quali condizioni può produrre errori?
  7. Ricostruisci il tragitto della luce dalla cornea al nervo ottico, distinguendo trasformazioni ottiche e neurali.
  8. Spiega in che senso tricromia e opponenza non sono teorie necessariamente incompatibili.
  9. Confronta via dorsale e ventrale senza trasformarle in moduli completamente indipendenti.
  10. Fornisci un esempio di principio gestaltico e descrivi come lo verificheresti sperimentalmente.
  11. Individua indizi monoculari e binoculari e spiega quando possono entrare in conflitto.
  12. Distingui cecità al cambiamento, cecità da inattenzione e costo del cambio di compito.
  13. Ricostruisci il processo di trasduzione acustica fino al nervo uditivo.
  14. Perché la sensazione dolorosa non è una misura diretta e perfetta del danno ai tessuti?
  15. Illustra come gusto, olfatto e altre modalità contribuiscano alla percezione del sapore.
  16. Confronta le funzioni di canali semicircolari, organi otolitici e propriocezione.
  17. Quali tipi di conclusione sono giustificati dall’effetto McGurk e quali no?
  18. Confronta integrazione multisensoriale, illusione della mano di gomma e sinestesia.
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5. La coscienza

  1. Perché una definizione scientifica di coscienza deve distinguere vigilanza, contenuto esperito e possibilità di riferire un evento? Fornisci un esempio in cui due delle tre dimensioni non coincidano.
  2. Quali differenze esistono fra coscienza fenomenica e coscienza di accesso? Perché il confine rimane controverso sul piano sperimentale?
  3. Descrivi un modo per distinguere l'effetto dell'attenzione da quello della visibilità dello stimolo. Quali misure servirebbero?
  4. Quali conclusioni sono legittime dai risultati dei compiti di cecità da inattenzione e quali non lo sono?
  5. Confronta inconscio cognitivo e inconscio dinamico: quali affermazioni sono direttamente testabili e quali richiedono operazionalizzazioni ulteriori?
  6. Perché un'accuratezza superiore al caso in un compito di visione cieca non significa che il soggetto veda normalmente?
  7. Spiega il modello a due processi del sonno con un esempio di sonnolenza serale e uno di disallineamento dopo un volo intercontinentale.
  8. Quali strumenti sono impiegati nella polisonnografia e quali caratteristiche differenziano N1, N2, N3 e REM?
  9. Perché la constatazione che un sogno è stato riferito dopo un risveglio REM non dimostra che tutti i sogni avvengano soltanto in REM?
  10. Quali sono i principali confondenti da controllare in uno studio che attribuisce al sonno un miglioramento della memoria?
  11. Distingui insonnia, apnee ostruttive, narcolessia e disturbo comportamentale del sonno REM con riferimento ai meccanismi centrali e alle manifestazioni.
  12. Perché l'ipnosi non è considerata un metodo affidabile per ricostruire testimonianze autobiografiche rimosse?
  13. Spiega la differenza fra tolleranza, astinenza, dipendenza fisica e disturbo da uso di sostanze attraverso due esempi comparativi.
  14. Quali problemi metodologici si incontrano negli studi randomizzati sugli psichedelici quando i partecipanti possono riconoscere il trattamento ricevuto?
  15. Che cosa si intende per correlato neurale della coscienza e perché un correlato non dimostra automaticamente causalità o sufficienza?
  16. In che modo una collaborazione avversariale preregistrata può migliorare il confronto fra teorie scientifiche concorrenti?
  17. Quali errori possono derivare dall'attribuire esperienza soggettiva a un sistema artificiale esclusivamente perché produce linguaggio naturale?
  18. Perché una raccomandazione generale sulla durata del sonno non coincide con la valutazione clinica di una persona?
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6. La memoria

  1. Perché non possiamo inferire da una risposta mancata che un'informazione sia stata eliminata dalla memoria?
  2. Distingui codifica, ritenzione e recupero con un esempio relativo a uno studio universitario.
  3. Quali differenze ci sono fra una misura di richiamo libero e una misura di riconoscimento?
  4. Spiega la logica del resoconto parziale di Sperling e il limite principale dell'interpretazione.
  5. Quali componenti distingue il modello di Baddeley e Hitch e perché non sono da trattare come organi anatomici?
  6. Perché la memoria di lavoro non equivale a una semplice memoria a breve termine?
  7. Distingui memoria semantica, episodica, procedurale e priming attraverso quattro esempi autonomi.
  8. Quale dissociazione emerge dal caso H.M. e quali cautele sono necessarie nell'interpretarla?
  9. Che cosa distingue consolidamento sinaptico e sistemico?
  10. Quali sono le possibili funzioni del sonno rispetto alla memoria e quali limiti metodologici emergono nel confronto sonno-veglia?
  11. Che cosa prevede il principio di specificità della codifica?
  12. Perché il recupero attivo può migliorare la ritenzione differita anche quando l'immediata facilità percepita è inferiore?
  13. Distingui interferenza proattiva e retroattiva con due casi ipotetici.
  14. Che cosa si intende per memoria prospettica e perché un calendario può supportarla?
  15. Descrivi due meccanismi attraverso cui un ricordo corretto può essere attribuito alla fonte sbagliata.
  16. Che cosa mostrano e che cosa non mostrano gli studi DRM sui falsi ricordi?
  17. Spiega perché un ricordo «flash» può essere vivido ma non pienamente accurato.
  18. Perché il risultato di un gruppo collaborativo va confrontato anche con un gruppo nominale?
  19. Quali limiti impediscono di estendere automaticamente i risultati di riconsolidamento animale alla clinica umana?
  20. Progetta un piano di studio che integri codifica elaborativa, recupero attivo, feedback e ripetizione distribuita.
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7. L’apprendimento

  1. Definisci apprendimento e prestazione e costruisci un caso nel quale migliorano in misura differente.
  2. Distingui abituazione, sensibilizzazione e adattamento sensoriale, indicando almeno un possibile controllo sperimentale.
  3. Ricostruisci le componenti fondamentali di una procedura di condizionamento classico senza ricorrere al classico esempio della campanella.
  4. Perché una relazione temporale ripetuta non coincide necessariamente con un segnale informativo? Spiega la contingenza.
  5. Illustra il ruolo dell'errore di previsione nel modello di Rescorla-Wagner e almeno due suoi limiti.
  6. Confronta recupero spontaneo, rinnovo contestuale e reinstaurazione dopo l'estinzione.
  7. Spiega con esempi nuovi le quattro combinazioni fra rinforzo o punizione e presentazione o sottrazione di uno stimolo.
  8. Quali differenze esistono fra programmi a rapporto e a intervallo? Perché non sono regole predittive universali del comportamento umano?
  9. In quale senso l'apprendimento latente mette in discussione l'equazione fra apprendimento e miglioramento immediato della prestazione?
  10. Descrivi i processi necessari all'apprendimento osservativo e discuti un limite degli studi con il pupazzo Bobo.
  11. Spiega perché un apprendimento può essere implicito pur non essendo completamente privo di rappresentazioni accessibili.
  12. Quale differenza esiste fra un circuito di previsione della ricompensa e una descrizione completa dell'esperienza del piacere?
  13. Progetta un confronto didattico tra pratica distribuita e pratica concentrata, definendo la verifica ritardata.
  14. Che cosa si intende per recupero attivo? Spiega perché può essere diverso dalla semplice rilettura.
  15. Quando può essere utile l'interleaving? Individua anche una circostanza nella quale introdurlo troppo presto può risultare inefficiente.
  16. Distingui feedback informativo, complimento generico e valutazione sommativa nel percorso di apprendimento.
  17. Definisci difficoltà desiderabile e spiega perché non ogni difficoltà aggiuntiva migliori l'apprendimento.
  18. Come costruiresti una prova di trasferimento lontano per un corso di psicologia sperimentale?
  19. Perché la generalizzazione da animali a esseri umani richiede ulteriori studi?
  20. Come useresti un assistente di intelligenza artificiale senza delegargli il recupero e il ragionamento che intendi imparare?
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8. Emozione e motivazione

  1. In quale senso un'emozione differisce da un umore e da un sentimento? Proponi un esempio autonomo.
  2. Perché una stessa modificazione della frequenza cardiaca non permette di identificare un'unica emozione?
  3. Ricostruisci il problema scientifico al quale rispondono James-Lange e Cannon-Bard, indicandone limiti e contributi.
  4. Qual è la logica dello studio di Schachter e Singer e quali sono le principali cautele nell'interpretarlo?
  5. In che modo una teoria della valutazione cognitiva spiega risposte emotive differenti allo stesso evento?
  6. Che cosa significa dire che le emozioni coinvolgono reti cerebrali distribuite? Spiega l'inferenza inversa.
  7. Perché classificare fotografie di espressioni facciali non equivale a leggere con certezza lo stato interno di una persona?
  8. Distingui selezione della situazione, rivalutazione e soppressione espressiva illustrandole con esempi.
  9. Quali differenze esistono fra empatia affettiva, empatia cognitiva e compassione?
  10. In che modo fame biologica, ambiente alimentare e apprendimento interagiscono nel comportamento?
  11. Perché una spiegazione dell'obesità basata soltanto sull'autocontrollo è scientificamente inadeguata?
  12. Distingui motivazione intrinseca ed estrinseca, spiegando le diverse modalità di interiorizzazione.
  13. Quali sono i tre bisogni proposti dalla teoria dell'autodeterminazione e in che senso autonomia non significa assenza di regole?
  14. Perché gli effetti delle ricompense sull'interesse devono essere misurati anche dopo la sospensione del premio?
  15. Confronta la piramide di Maslow con approcci motivazionali sottoponibili a controlli empirici più specifici.
  16. Perché non bisogna identificare dopamina, piacere e desiderio?
  17. In che cosa consiste l'errore di previsione della ricompensa e che cosa non può dimostrare un grafico illustrativo?
  18. Elabora una ricerca sperimentale sulla motivazione nello studio, specificando variabili e limiti.
  19. In quale modo aspettative di affidabilità e condizioni materiali possono incidere sul differimento della gratificazione?
  20. Quali questioni etiche sorgono quando un'organizzazione impiega tecniche psicologiche per aumentare l'interazione con una piattaforma digitale?
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9. Linguaggio e pensiero

  1. Come si distingue un fonema da una semplice differenza acustica, e perché tale distinzione dipende dalla lingua?
  2. Qual è la differenza fra analisi fonetica e fonologica e come si applica alla coarticolazione?
  3. In che modo semantica e pragmatica possono attribuire interpretazioni differenti a una stessa frase?
  4. Quale funzione svolgono attenzione condivisa e inferenza delle intenzioni nell’acquisizione delle parole?
  5. Confronta in termini di predizioni e limiti le principali teorie sull’acquisizione della grammatica.
  6. Perché non è corretto identificare una singola area cerebrale come sede esclusiva del linguaggio?
  7. Quali distinzioni devono essere fatte quando si discute di un eventuale vantaggio cognitivo bilingue?
  8. Come si può distinguere un effetto della lingua sul pensiero da una differenza culturale o di istruzione?
  9. Confronta prototipi, esemplari e teorie intuitive nel riconoscimento delle categorie.
  10. Quale differenza esiste fra validità logica di un’inferenza e verità empirica delle sue premesse?
  11. Costruisci un controesempio originale all’errore dell’affermazione del conseguente.
  12. Perché un campione selezionato soltanto tra casi di successo può favorire inferenze causali errate?
  13. Spiega usando un esempio numerico perché la sensibilità di un test non coincide con il valore predittivo positivo.
  14. In quali condizioni l’euristica della disponibilità può essere utile e quando diventa fuorviante?
  15. Perché un evento congiunto non può essere più probabile di uno dei suoi componenti?
  16. Che cosa misura la calibrazione della fiducia e come si distingue dall’accuratezza di una singola risposta?
  17. Confronta rischio, incertezza, valore atteso e utilità attesa.
  18. Come distinguere una fallacia dei costi sommersi da una scelta razionale che tiene conto di costi futuri?
  19. Proponi un esempio di scelta di consumo e spiega come confrontare prezzo mensile e costo totale.
  20. Quali elementi rendono la creatività diversa dalla semplice originalità?
  21. Quali variabili occorre misurare per verificare l’efficacia di un intervento contro la disinformazione?
  22. Elabora una procedura per valutare le affermazioni di un sistema di intelligenza artificiale su uno studio scientifico.
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10. L’intelligenza

  1. Qual è la differenza tra costrutto e prestazione osservata?
  2. Perché le correlazioni positive fra test non identificano una causa biologica unica?
  3. Perché Binet e Simon svilupparono le loro prove?
  4. Che differenza esiste fra punteggio grezzo e punteggio normativo?
  5. Perché il QI moderno non è un rapporto fra età mentali?
  6. Che cosa sintetizza un modello gerarchico?
  7. Quali differenze e somiglianze presentano abilità fluide e cristallizzate?
  8. Come si distinguono attendibilità e validità?
  9. Come si interpreta l’errore standard di misura?
  10. Perché ereditarietà non significa immutabilità?
  11. Quali limiti hanno gli studi familiari e gemellari?
  12. Quali percorsi collegano povertà e apprendimento?
  13. Perché un disegno quasi sperimentale è utile per studiare l’istruzione?
  14. Che cosa significa invarianza di misura?
  15. Qual è il limite delle interpretazioni causali delle differenze medie?
  16. Che cosa distingue trasferimento vicino e lontano?
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11. Lo sviluppo psicologico

  1. Che cosa distingue una tappa evolutiva media da una scadenza individuale e perché questa distinzione è utile nella valutazione?
  2. Per quali ragioni una correlazione fra una condizione prenatale e un esito del bambino non prova da sola causalità?
  3. Confronta uno studio trasversale e uno longitudinale indicando almeno due minacce alla validità per ciascuno.
  4. Che cosa indica una preferenza di sguardo nei lattanti e quali interpretazioni non può giustificare automaticamente?
  5. Qual è il significato scientifico di periodo sensibile e perché è scorretto associarlo a un termine irrevocabile per l’apprendimento?
  6. Descrivi assimilazione, accomodamento e un limite delle prove piagetiane di conservazione.
  7. Come differiscono le prospettive di Piaget e Vygotskij su costruzione della conoscenza e mediazione culturale?
  8. Perché la zona di sviluppo prossimale non va identificata semplicemente con lo scaffolding?
  9. Che cosa permette di osservare la Strange Situation e quali diagnosi non si possono ricavare dal pianto durante una separazione?
  10. Perché la sensibilità del caregiver non produce una corrispondenza deterministica con la sicurezza dell’attaccamento?
  11. Quali processi oltre alla teoria della mente sono richiesti nei compiti classici sulla falsa credenza?
  12. Perché il ragionamento morale in un dilemma non coincide necessariamente con il comportamento morale quotidiano?
  13. Quali sono i limiti delle generalizzazioni interculturali sui modelli a stadi del ragionamento morale?
  14. Quale relazione esiste fra attenzione congiunta, comunicazione preverbale e acquisizione linguistica?
  15. In che modo la presenza di più lingue modifica i criteri corretti di valutazione del vocabolario?
  16. Perché una spiegazione del rischio adolescenziale basata sul solo cervello in maturazione è insufficiente?
  17. Distingui cambiamento medio e stabilità di posizione nei tratti di personalità durante l’età adulta.
  18. Fornisci un esempio di selezione, ottimizzazione e compensazione nell’invecchiamento.
  19. Perché un rallentamento del recupero di parole non permette di diagnosticare una demenza?
  20. In che cosa consiste un approccio alla neurodiversità che valorizzi la differenza senza negare i bisogni di supporto?
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12. La personalità

  1. Perché descrivere una persona come «aggressiva» può diventare una spiegazione circolare?
  2. Quali vantaggi e quali limiti presentano gli approcci idiografico e nomotetico?
  3. Perché un tratto non deve essere interpretato come un tipo naturale?
  4. Quali caratteristiche del metodo psicoanalitico rendono difficili alcune verifiche empiriche?
  5. Perché la nozione contemporanea di inconscio cognitivo non prova il modello freudiano?
  6. Come può il condizionamento operante contribuire alla formazione delle abitudini individuali?
  7. Quale contributo specifico hanno fornito Rogers e Maslow allo studio della personalità?
  8. Che cosa permette di inferire un’analisi fattoriale e che cosa non permette?
  9. Illustra con un esempio la differenza fra dominio Big Five e sua sfaccettatura.
  10. Perché un percentile non esprime una «percentuale di personalità»?
  11. Distingui stabilità relativa e cambiamento medio costruendo un esempio numerico.
  12. Quale problema affronta il modello cognitivo-affettivo di Mischel e Shoda?
  13. Che cosa significa rappresentare un tratto con una distribuzione di stati?
  14. Perché il concetto di ereditarietà non autorizza previsioni deterministiche?
  15. Distingui correlazione e interazione gene-ambiente.
  16. Che cosa significa invarianza di misura in un confronto interculturale?
  17. Distingui autoefficacia, autostima e identità personale.
  18. Quali limiti hanno questionari self-report e valutazioni da parte di terzi?
  19. Perché la validità del Rorschach deve essere esaminata a livello di specifici indici?
  20. Quali rischi comporta il ricorso a inferenze algoritmiche di personalità in selezione e pubblicità?
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13. Stress e salute

  1. In quali sensi distinti il termine «stress» può riferirsi all’evento, alla risposta e alla valutazione?
  2. Perché due persone possono reagire diversamente allo stesso stressore senza che una delle due abbia necessariamente una valutazione erronea?
  3. Come differiscono valutazione primaria e secondaria nel modello di Lazarus e Folkman?
  4. Quali limiti presenta l’uso di un dato cardiaco isolato come misura psicologica?
  5. Descrivi le tappe dell’asse HPA e il ruolo della retroazione negativa.
  6. Perché è scorretto trattare il cortisolo come un ormone intrinsecamente dannoso?
  7. Che cosa distingue omeostasi, allostasi e carico allostatico?
  8. Qual è il valore storico della teoria di Selye e quali aspetti non devono essere generalizzati?
  9. Quali aspetti dello studio di Cohen del 1991 rafforzano l’interpretazione e quali non permettono un’inferenza causale definitiva sullo stress?
  10. Perché l’espressione «lo stress abbassa le difese» è scientificamente insufficiente?
  11. Illustra almeno tre spiegazioni possibili per una correlazione tra stress percepito e cattiva qualità del sonno.
  12. Quando il coping centrato sull’emozione può essere più appropriato del tentativo di modificare il problema?
  13. Qual è la differenza tra sostegno sociale percepito, strumentale e informativo?
  14. Perché l’OMS non considera il burnout una diagnosi medica autonoma?
  15. Come distingueresti resilienza, assenza di sofferenza e accesso a risorse protettive?
  16. Quali criteri useresti per valutare la qualità di uno studio sulla mindfulness?
  17. In che senso l’effetto placebo può incidere su un sintomo reale senza guarire la malattia sottostante?
  18. Calcola la riduzione assoluta e relativa fra un’incidenza del 30% e una del 24%.
  19. Quali limiti ha una percentuale media di aderenza terapeutica basata su autovalutazione?
  20. Quali sono i livelli di prevenzione sanitaria e come si distinguono?
  21. Che differenza c’è tra solitudine soggettiva e isolamento sociale?
  22. Come progetteresti uno studio che indaghi se cambiare gli orari di lavoro migliora il sonno rispetto a un semplice programma informativo?
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