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Mitologia greca

Mitologia greca. Dèi, eroi e racconti.

Trentadue racconti e cicli da leggere, dalle origini del mondo alle avventure di Ulisse. Luoghi, genealogie, personaggi e glossario per orientarsi tra le storie.

49capitoli
32racconti e cicli
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Agamennone, Clitennestra e Oreste

Il sacrificio e la guerra

Agamennone, re di Micene e comandante della spedizione achea contro Troia, apparteneva alla stirpe di Atreo. Sposò Clitennestra, sorella di Elena. Quando la flotta greca restò bloccata ad Aulide per l’assenza di venti favorevoli, l’indovino Calcante annunciò che Artemide esigeva il sacrificio di Ifigenia, figlia di Agamennone. Il sovrano fece convocare la ragazza con il pretesto di un matrimonio con Achille. In alcune opere Ifigenia viene uccisa; in altre, la dea la sostituisce all’ultimo momento con una cerva e la porta lontano. Il nucleo del racconto rimane il conflitto tra il ruolo pubblico di comandante e il dovere privato di padre.

Durante i dieci anni di guerra, Clitennestra restò a Micene. La tradizione tragica la presenta legata a Egisto, che aveva ragioni proprie per odiare la famiglia di Atreo. Ma l’ostilità della regina verso il marito è connessa anche alla sorte di Ifigenia: la morte o la minaccia di morte della figlia non possono essere cancellate dall’onore militare.

Il ritorno e l’assassinio del re

Dopo la caduta di Troia, Agamennone tornò con la principessa troiana Cassandra, ridotta in schiavitù e sua concubina. Cassandra possedeva il dono della profezia, ma era condannata a non essere creduta. Presentì la morte che l’attendeva nel palazzo. Clitennestra accolse il re e lo guidò all’interno; nell’Agamennone di Eschilo, l’ingresso assume una solennità minacciosa, aggravata dal gesto di camminare su tessuti preziosi. Poco dopo Clitennestra lo uccise, con modalità che cambiano secondo le fonti, e Cassandra condivise la sua sorte. Egisto prese parte alla vendetta e al nuovo governo.

Clitennestra non è un personaggio riducibile alla semplice figura della moglie infedele: rivendica il sacrificio di Ifigenia, ma anche la sua vendetta genera un nuovo delitto. La tragedia mostra un sistema nel quale ciascuno pretende di restaurare la giustizia attraverso il sangue.

Oreste, le Erinni e il giudizio

Oreste, figlio di Agamennone e Clitennestra, era stato allontanato dal palazzo. Divenuto adulto, tornò con l’amico Pilade e ritrovò la sorella Elettra. Su impulso di Apollo e per vendicare il padre, uccise Egisto e poi la madre. L’atto che dovrebbe spezzare la catena delle violenze ne crea una nuova: le Erinni, divinità vendicatrici del sangue familiare, perseguitano il matricida.

Nelle Eumenidi di Eschilo, Oreste cerca protezione ad Atene. Atena istituisce un tribunale, l’Areopago, e affida il conflitto a un giudizio nel quale si confrontano le pretese delle Erinni e la difesa sostenuta da Apollo. Il voto si risolve a favore di Oreste secondo la versione drammatica, e le Erinni vengono integrate nella città con il nuovo nome di Eumenidi, «Benevole». Il passaggio dalla vendetta privata al processo pubblico non elimina il dolore passato, ma propone una forma diversa per affrontarlo. È questo il grande movimento della trilogia di Eschilo: dalla famiglia dilaniata al tentativo di fondare una giustizia condivisa.

Chiave di lettura. La storia di Oreste interroga la differenza fra vendetta e giustizia e il bisogno di istituzioni capaci di interrompere le rappresaglie.

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