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Mitologia greca

Mitologia greca. Dèi, eroi e racconti.

Trentadue racconti e cicli da leggere, dalle origini del mondo alle avventure di Ulisse. Luoghi, genealogie, personaggi e glossario per orientarsi tra le storie.

49capitoli
32racconti e cicli
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Ulisse: Circe, Sirene, Calipso e Penelope

La casa di Circe

Dopo la guerra di Troia, Odisseo, che i Romani chiameranno Ulisse, iniziò un lungo ritorno verso Itaca. L’Odissea non racconta gli eventi in ordine strettamente cronologico: gran parte delle avventure viene narrata dallo stesso protagonista ai Feaci. Dopo perdite e deviazioni, la sua nave raggiunse l’isola di Eea, dove viveva la maga Circe. Alcuni compagni entrarono nella sua casa; Circe offrì loro da bere una pozione e li trasformò in porci, lasciando tuttavia intatta la loro coscienza umana.

Odisseo partì per salvarli. Ermes lo incontrò e gli consegnò un’erba protettiva, il moly, che neutralizzò l’incantesimo. Quando Circe non riuscì a trasformarlo, l’eroe la costrinse a restituire ai compagni la loro forma. Il rapporto fra i due mutò: rimasero sull’isola per un lungo periodo, accolti dalla maga. Prima di ripartire, Circe consigliò a Odisseo di raggiungere il mondo dei morti e interrogare Tiresia. Il viaggio nell’oltretomba rivelò la sofferenza dei defunti e rese più urgente il desiderio di ritornare fra i vivi.

Il canto delle Sirene

Circe avvertì Odisseo di un pericolo particolare: le Sirene attiravano i marinai con la promessa di una conoscenza irresistibile e li conducevano alla rovina. Per passare indenni, l’eroe ordinò ai compagni di tappare le orecchie con la cera. Egli, invece, volle ascoltare il loro canto e si fece legare strettamente all’albero della nave. Quando le Sirene lo chiamarono, desiderò essere liberato, ma gli uomini, attenendosi alle istruzioni, serrarono ancora di più i legami.

Ulisse legato all’albero della nave ascolta le Sirene, raffigurate come donne-uccello, mentre i compagni remano.

L’episodio non oppone banalmente curiosità e prudenza. Odisseo trova un modo per conoscere ciò che è pericoloso senza consegnarsi interamente al desiderio: sa di poter perdere il controllo e costruisce in anticipo un vincolo che lo protegga. Poco dopo affrontò Scilla e Cariddi, due pericoli marini tra i quali non esisteva una scelta priva di conseguenze. La salvezza del comandante non impedì nuove perdite.

Calipso: immortalità o ritorno

Dopo il naufragio provocato dalla punizione per l’uccisione dei buoi sacri del Sole, Odisseo approdò solo sull’isola di Ogigia. La ninfa Calipso lo trattenne per anni e gli offrì un’esistenza fuori dal comune, fino alla possibilità di un’immortalità accanto a lei. Ma l’eroe desiderava Itaca e Penelope. Non rinnegava la bellezza della dea: preferiva una vita mortale legata alla propria storia e ai propri affetti. Gli dèi ordinarono infine a Calipso di lasciarlo partire; Odisseo costruì una zattera e riprese il mare.

La scelta è decisiva per comprendere l’eroe: ritornare non è semplicemente raggiungere un luogo, ma ricostruire un’identità che la distanza rischia di cancellare.

Penelope e il riconoscimento

A Itaca Penelope attendeva da molti anni il marito, circondata da pretendenti che consumavano le ricchezze della casa e la spingevano a scegliere un nuovo sposo. Per guadagnare tempo aveva promesso che avrebbe deciso dopo aver completato un sudario per Laerte, padre di Odisseo: di giorno lo tesseva e di notte lo disfaceva. Il suo stratagemma è una forma di intelligenza narrativa parallela a quella del marito.

Odisseo rientrò travestito da mendicante, aiutato da Atena, e mise alla prova la fedeltà di persone e alleati. Durante la gara dell’arco, riservata a chi fosse riuscito a tendere l’arma del sovrano e a scagliare una freccia attraverso una fila di scuri, rivelò la propria identità e uccise i pretendenti. Penelope non lo riconobbe immediatamente con certezza: volle un’ultima prova, menzionando lo spostamento del loro letto. Odisseo reagì perché sapeva che il letto era stato costruito attorno a un tronco d’ulivo radicato nel suolo e non poteva essere mosso senza distruggerlo. La conoscenza del segreto condiviso sancì il riconoscimento fra marito e moglie. Il ritorno si compì quando due persone poterono nuovamente riconoscersi.

Chiave di lettura. L’intelligenza di Ulisse non è solo astuzia contro i mostri; è capacità di rinunciare, sopportare e recuperare il proprio posto nel mondo.

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