61. Amministratori, deleghe e conflitti di interesse
Nella S.r.l. la governance deve rendere chiaro chi gestisce, chi rappresenta la società e chi controlla. Il potere di firma esterna non coincide sempre con le deleghe interne di spesa. Una matrice di autorizzazione riduce gli acquisti non approvati e rende individuabili le responsabilità. Il conflitto d’interessi non si risolve con una formula generica nel verbale: serve una rappresentazione della relazione, dei termini economici dell’operazione e del processo decisionale seguito.
Per le operazioni con parti correlate è utile raccogliere preventivi indipendenti, documentare la ragione industriale della scelta e sottoporre a verifica prezzi, garanzie e condizioni di pagamento. I controlli interni non devono paralizzare la gestione, ma creare un tracciato istruttorio sufficiente per decisioni ragionevoli. L’eventuale responsabilità dell’amministratore non può essere giudicata dal semplice esito negativo di un investimento: occorre valutare condotta, informazioni disponibili e disciplina pertinente.
Caso professionale svolto
L’amministratore controlla anche un fornitore che propone servizi per 180.000 euro annui. La società confronta tre preventivi da 160.000, 178.000 e 195.000 euro e documenta qualità, tempi e rischi. Il prezzo di 180.000 euro non è da solo indice di scorrettezza né prova di convenienza; la procedura deve dimostrare come siano state gestite trasparenza e competenze deliberative.
Controlli e quesiti di revisione
- Individuare la documentazione primaria che dimostra la natura dell’operazione e il soggetto competente a deliberarla, evitando di confondere autorizzazione interna e rappresentanza verso terzi.
- Riconciliare dati gestionali, delibere, contratti e contabilità generale, annotando eventuali incongruenze di classificazione, competenza temporale o valutazione.
- Formulare almeno uno scenario alternativo plausibile e verificare come cambierebbero decisione, informativa e rischi per soci, società e creditori.